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A proposito di acqua
La replica del Comitato di Cassola e Rossano alle affermazioni del sindaco di Rossano Veneto Gilberto Trevisan sulla questione del “rischio inquinamento” dell'acqua potabile
Pubblicato il 03 nov 2012
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Questione acqua a Rossano Veneto. Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato, trasmesso in redazione dal Comitato “No al gassificatore per la salute della gente di Cassola, Rossano e paesi limitrofi”:
RISPOSTA AL SINDACO DI ROSSANO
Foto Alessandro Tich
Il comitato dei cittadini di Cassola e Rossano si è ritrovato mercoledì sera e, oltre a trattare altri argomenti all'o.d.g., non ha potuto evitare di discutere la presa di posizione del Sindaco Trevisan apparsa in questi giorni sulla stampa locale e di sottolineare le osservazioni che qui vengono esposte, sfrondate da una comprensibile acrimonia, di cui si chiede, per par-condicio, la pubblicazione. Cerchiamo di andare con ordine:
1. Anzitutto la vicenda degli striscioni. Al Sindaco Trevisan deve essere chiaro che il Comitato non c'entra nulla con l'esposizione degli striscioni, anche se è possibile e facile che siano stati appesi in giro da qualcuno che il Comitato lo frequenta. Però una osservazione possiamo farla: dei tanti striscioni esposti uno solo poteva offrire il fianco ad interpretazioni dubbie, ma solo se fosse stato l'unico. Poiché però fa parte di tutta una serie di striscioni che sono solo ispirati alla preoccupazione della salvaguardia dell'acqua potabile di Rossano, se l'Amministrazione non avesse di proposito avvelenato direttamente l'ambiente, non ci sarebbe stato motivo di polemica: Uno striscione che scrive: “Attenzione: acqua inquinata...... Chi paga?” letto nella logica di tutta la serie di striscioni pubblicati, significa solamente: “se l'acqua un domani sarà inquinata, chi ci andrà di mezzo?”, perché se veramente avesse voluto denunciare che l'acqua era inquinata avrebbe scritto: “A Rossano acqua inquinata!!!!!! Ora chi paga?”. Poiché però già venerdì mattina la Vicesindaco aveva montato la polemica con un comunicato diramato attraverso le scuole, qualcuno, forse chi aveva appeso lo striscione, si è premurato di togliere i dubbi mettendo dei punti interrogativi al posto dei puntini.
Inoltre non va dimenticato che proprio l'Amministrazione aveva innescato la polemica inviando alcuni giorni prima i vigili a strappare gli striscioni anche dalle proprietà private e, a chi si era lamentato della cosa, la Vicesindaco aveva risposto con arroganza che facesse pure denuncia e che gli avrebbe pagato la stoffa. E quanto a decoro urbano il Sindaco non ha molto da insegnare: da mesi le finestre del municipio hanno come tendine i manifesti che ricordano la sua assoluzione processuale.
2. Il Sindaco Trevisan dice il vero quando afferma che il consiglio comunale di sabato 26 ottobre si è tenuto in un clima arroventato e che ad un certo punto c'è stata la intemperanza del pubblico che si è messo a protestare e a vociare, ma dovrebbe anche dire che la responsabilità è solo sua, perché la gente non va provocata a quel modo per poi far la vittima. I mezzi veramente meschini a nostro avviso sono stati proprio suoi. Ci spieghiamo:
Il Sindaco Trevisan si è presentato in consiglio comunale con la volontà di rifiutare qualsiasi passo avanti verso la popolazione che gli chiedeva un ben preciso tipo di atto amministrativo. Egli sa bene, anche se finge di non capire, che solo il PAT può avere una efficacia tempestiva, perché indurrebbe l'intervento della Regione. Per quasi un mese aveva finto di accondiscendere alle richieste dei cittadini, incaricando della trattativa l'assessore all'ambiente. Forse sperava nel diniego da parte della Regione, ma quando questa l'ha messo spalle al muro, ha dimostrato quale voltagabbana egli sia. Per che? Per chi?
• Ha finto di non aver preso visione delle modifiche del punto 2.5.8.3: Pozzi ad uso idropotabile, idrotermale e idroproduttivo delle norme tecniche del P.A.T. di Rossano Veneto, mentre il testo delle stesse, privo solo dei richiami legislativi di cui era corredata la mozione delle minoranze, gli era stato recapitato a protocollo dal Presidente del Comitato il 10 ottobre perché ne potesse fare oggetto di delibera nel consiglio comunale convocato per l'11 ottobre, e da lui rinviato per prendere informazioni precise dalla Regione. Ha tentato di mettere ancora in dubbio la fattibilità della cosa, fingendo di non sapere che la Regione aveva dichiarato la correttezza formale di una eventuale delibera di modifica al punto del PAT sopramenzionato, mentre dalla segreteria dell'Assessore regionale all'ambiente ci è stato confermato che “i competenti Uffici Regionali hanno sia risposto alla richiesta del tecnico comunale De Boni e pure incontrato il Sindaco.”
Ha finto di accogliere le richieste dei cittadini presentando a delibera una variante al P.R.G. che sapeva del tutto inutile, perché tendente a recepire ciò che è già previsto da una legge nazionale, quindi ineludibile comunque.
Se non sono provocazioni queste!
3. Per quanto riguarda l'inquinamento “da quella che è una politica di chi sente il vento delle prossime Amministrative”, rispondiamo con un sorriso. Ci mancava anche quest'ultimo tassello: a Cassola Pasinato ci accusa di fare da supporto alla Lega, nell'assemblea sulla Pedemontana siamo stati accusati di difendere il PD, ora a Rossano il Sindaco Trevisan ci accusa di connivenza con PDL e Movimento cinque stelle. Il cerchio si chiude, ma noi siamo solo ad ascoltare la voce della gente e a ricordare agli Amministratori che sono rappresentanti dei cittadini e non gestori di potere personale.
4. Quanto alle minacce di denunce in Procura il Sindaco è libero di fare ciò che crede meglio. Tutto sta a vedere poi chi ci rimetterà se verrà scoperto qualche altarino. Signor Sindaco, la democrazia è soprattutto ascolto, non personalismo!
Per il Comitato
Maurizio Milani Egidio Bizzotto
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