Pubblicato il 19-04-2011 07:16
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Doping senza censura

Gli autogol dello sport e della salute. Se ne parla giovedì 21 aprile agli Incontri senza censura della Bassanese

Doping senza censura

Portiere, olio su tela di Aleksandr Deineka

Giovedì 21 aprile, nella sala Chanel dell’Hotel Belvedere, saranno ospiti de La Bassanese i giornalisti sportivi Giulio Mola, autore del libro L’ultima partita – inchiesta su malattie e decessi sospetti nel gioco più bello del mondo pubblicato da Frilli Editori, Giancarlo Padovan, giornalista, opinionista, conduttore e responsabile dello sport su LA7Gold, Aldo Serena, ex calciatore e ora commentatore sportivo per le reti Mediaset e l’avvocato Claudio Pasqualin, ex procuratore di Del Piero, giocatore testimone nel caso Epo-Juve. La serata, inserita nel palinsesto culturale Incontri senza censura, è rivolta non solo ai lettori ma anche ai responsabili sportivi del nostro territorio per parlare insieme dell’ombra nera che mina la salute dello sport “più bello del mondo”: il doping. Prendendo spunto dalle dichiarazioni di Zdenek Zeman che ha detto "il calcio deve uscire dalle farmacie", fino alle indagini del procuratore Raffaele Guariniello, scavalcando il muro d’omertà sull’argomento, l’inchiesta e la discussione vogliono mettere in luce l’uso e l’abuso di sostanze proibite, un’onda chimica che ha inquinato gli armadietti e il sangue dei giocatori, mettendo seriamente a repentaglio la loro salute e la loro vita. E chiaramente a essere malato non è soltanto l’ambiente calcistico, le testimonianze rivelano che il doping che ha invaso negli anni ’80 il mondo calcio - ma le incursioni erano iniziate già trent’anni prima - è iniziato con l’arrivo dei preparatori del ciclismo e dell’atletica. La preoccupazione per il fenomeno è ancora più grande perché la prassi, con posologie sempre più raffinate, si sta allargando anche alle società dilettantistiche e ai settori giovanili di molte realtà di provincia. La responsabilità è da imputare sempre e solo a giocatori, allenatori, società e medici sportivi? Mola ha citato nel libro una frase di Giovanni Galli che indica una radice del problema dalla profondità forse sottovalutata: “Se i genitori accettano che i loro figli prendano certe scorciatoie per arrivare al successo, la colpa non è dei medici”. Certo, il desiderio di andare oltre i suoi limiti è nato con l’uomo, non è questo il punto, ma piuttosto ma la sua strumentalizzazione. All’incontro, moderato dal giornalista Giancarlo Padovan, si parlerà anche della SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, una terribile malattia neurodegenerativa di cui è ipotizzato un legame col doping, sono ben noti i casi di Stefano Borgonovo e Gianluca Signorini. E’ consigliata la prenotazione gratuita dei posti a sedere.

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