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Un genio di nome Vucetich

Marostica dedica una mostra al “padre” della Partita a Scacchi. Che fu un autentico “multiforme ingegno” e che spaziò, nella sua lunga e poliedrica carriera artistica, dal Futurismo al Liberty

Pubblicato il 03-09-2012
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Fu architetto, regista, attore, musicista, scenografo, scultore, decoratore, illustratore e poeta. Insomma: un multiforme ingegno.
Anche se, in realtà, il suo nome è essenzialmente legato ad un unico, ma fondamentale prodotto della sua fervida mente: la Partita a Scacchi di Marostica, che ideò, scrivendo anche il testo teatrale - e curandone anche regia, costumi, musiche, coreografie e quant'altro - per rappresentarla per la prima volta nel 1954.
Ma la personalità creativa e intellettuale di Mirko Vucetich (Bologna 1898 - Vicenza 1975), prolifico artista di origini dalmate, è molto più complessa ed intrigante: e la città di Marostica - in concomitanza con la Partita a Scacchi 2012 - gli rende ora doverosamente omaggio con una mostra (“Mirko Vucetich - Dal Futurismo al Novecento”) allestita al Castello Inferiore fino al prossimo 14 ottobre.

Mirko Vucetich: "Il primo sonno" (1938). Foto Alessandro Tich

Organizzata dall'Associazione ABCOnlus, in collaborazione con la Pro Marostica e il Comune, e inserita nel più ampio progetto “Italian Liberty”, la rassegna è curata da Andrea Speziali, giovane studioso di Riccione e grande esperto dell'opera dell'artista.
In rassegna circa 70 opere tra sculture, pitture, illustrazioni e immagini fotografiche: un percorso espositivo, concepito con criterio cronologico e per soggetti, che accende i riflettori su una produzione artistica di sorprendente caratura e innegabile versatilità.
L'inizio della mostra è dedicato alle opere futuriste di Vucetich, ancora rintracciabili in collezioni pubbliche e private, assieme ad altri documenti - tra cui il giornale “La Voce dell'Isonzo” con allegato il “Manifesto di fondazione del movimento futurista giuliano” - che attestano l'adesione dell'allora giovanissimo artista alla corrente all'avanguardia in Italia e in Europa.
Un'altra sezione presenta una selezione di ritratti scultorei eseguiti da Vucetich tra il 1928 ed il 1950 - compreso un busto bronzeo di Mussolini in divisa da centurione romano, che testimonia la vicinanza dell'autore al potere dell'epoca - e alcune sculture presentate negli anni '30 alla Biennale di Venezia.
Un'altra parte della mostra è dedicata invece alle opere di carattere grafico, aspetto primario della sua attività: tra queste, le 25 xilografie del “Primo libro delle favole”, illustrato nel 1952 per Carlo Emilio Gadda e i bozzetti, studi e disegni preparatori della Partita a Scacchi, per la quale l'autore si occupò in particolare dei costumi.
Esposti in sala anche alcuni lavori di scenografia, tra cui i progetti della Partita a Scacchi e una serie di tavole realizzate negli anni '60 in cui l'artista lavorava alla Rai.
Chiude l'esposizione la sezione su Vucetich architetto, con i bozzetti, le planimetrie e i prospetti della dimora massonica “Villa Antolini” di Riccione e di altre ville, in stile liberty, dello stesso periodo.
Un'occasione per accostarsi con curiosità al genium poliedrico di un personaggio difficile da etichettare, interessante da scoprire e il cui nome, che pure compare ogni due anni sui manifesti della Partita a Scacchi, viene percepito dal grande pubblico come il marchio di fabbrica di un illustre sconosciuto: una lacuna culturale che l'interessante mostra al Castello, finalmente, colma.

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