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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Tortelli d’Italia

Il presidente dell’Emilia-Romagna e capolista PD alle Europee Stefano Bonaccini in città per sostenere Roberto Campagnolo. “Sono stato il primo a siglare il pre-accordo col Governo sull’autonomia, ma quella di Calderoli è una colossale presa in giro”

Pubblicato il 02-06-2024
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Tortelli d’Italia.
In realtà al ristorante La Rosina di Marostica il menù del pranzo che segue la conferenza stampa propone tutt’altre cose, compreso l’immancabile risotto con gli asparagi di stagione, ma idealmente tutti i presenti si reinterpretano in modalità emiliano-romagnola.
Perché l’ospite d’onore è lui: Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e pezzo grosso del Partito Democratico, candidato capolista per il PD alle elezioni europee nel collegio Nord Est.

Roberto Campagnolo e Stefano Bonaccini (foto Alessandro Tich)

Bonaccini è giunto a Bassano del Grappa e dintorni per il solito doppio binario di promozione elettorale dovuto all’incrocio europeo e amministrativo dell’8 e 9 giugno: quello per la sua candidatura al Parlamento di Strasburgo e in contemporanea quello del sostegno al candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Roberto Campagnolo.
La conferenza stampa con pranzo a seguire è stata preceduta da una visita del governatore dell’Emilia-Romagna in centro a Bassano: era in programma il solito giro di visibilità al mercato del giovedì ma la pioggia ha consigliato di limitarlo al pittoresco spazio coperto del Ponte Vecchio.
Qui Bonaccini, neanche a farlo apposta, è stato incrociato e riconosciuto da una scolaresca di Imola in gita scolastica nella nostra città: ed è stata grande festa con caccia al selfie col presidente da parte degli increduli ragazzi.
Dopo la tappa dalla Rosina, il Tour de Force del Partito Democratico prevede infine una visita del governatore e capolista alla sede della CMP Sport by F.lli Campagnolo a Romano d’Ezzelino per un incontro con l’imprenditore Fabio Campagnolo, prima della partenza della guest star della situazione verso l’infinito e oltre.

Come tutti i leader politici che si rispettino, anche Bonaccini arriva in conferenza stampa accompagnato da un nutrito stuolo di aficionados & friends.
Oltre ovviamente al candidato sindaco Roberto Campagnolo, che dopo Giuseppe Conte ha ulteriormente coltivato a Bassano il suo nuovo hobby di guida turistica del presidente di turno, compare lo stato maggiore del PD Electoral vicentino.
C’è innanzitutto l’europarlamentare Alessandra Moretti, che si candida nuovamente in Europa per puntare al suo terzo mandato.
Completano il plotone dei Dem di prima fascia l’altro europarlamentare Achille Variati che invece “ritorna sul territorio” (un modo per dire che non si è ricandidato); il sindaco di Vicenza e già consigliere regionale PD Giacomo Possamai; la consigliera regionale Chiara Luisetto, subentrata a Possamai a Palazzo Ferro-Fini a Venezia.
Il resto della sala della Rosina è riempito da una nuova Adunata dei Piddini, di tutti i tipi: candidati della lista PD a Bassano (non solo loro: c’è anche ad esempio Riccardo Poletto); referenti PD provinciali, nonché di Marostica e di altri Comuni; i candidati sindaci in quota Partito Democratico Luca Ferazzoli di Valbrenta, Marco Vanzo di Solagna, Luca Mocellin di Tezze sul Brenta.

Finalmente si arriva all’incontro coi cronisti: ci siamo io e il collega del Giornale di Vicenza perché le Tv hanno già intervistato Bonaccini sul Ponte.
Ed è una conferenza stampa della categoria senza preamboli “sentiamo le domande dei giornalisti”.
E allora parto io, chiedendo al governatore qual è il suo pensiero sull’autonomia differenziata, che è in dirittura d’arrivo alla Camera, che in Veneto e non solo rappresenta il cavallo di battaglia della Lega e che interessa anche la sua Regione.
Ed è su questo tema, molto sentito, che concentrerò il mio resoconto.
“Io sono stato il primo a sottoscrivere la pre-intesa sull’autonomia col Governo Gentiloni, assieme a Zaia e al povero Bobo Maroni - risponde Bonaccini -. Noi non abbiamo fatto referendum per non sprecare soldi pubblici, sarebbe come chiedere a un bambino se vuole bene ai genitori.”
Poi però mette i puntini sui PD rispetto all’attuale Governo:
“Questi fanno gli autonomisti il fine settimana e i centralisti durante la settimana. A proposito di autonomia, io credo che la Lega dovrebbe alzare la voce o vergognarsi di fronte a un partito che è storicamente centralista come Fratelli d’Italia, i cui presidenti di Regione del centro sud in privato ti dicono che non condividono l’autonomia, poi in pubblico devono difenderla. Ma soprattutto un Governo che da un lato vede Calderoli celebrare l’autonomia e dall’altro taglia ai Comuni virtuosi gli investimenti che stanno facendo coi fondi europei, a proposito di più Italia e meno Europa.”
“Sempre a proposito di autonomia - continua -, io mi chiedo: ma si stanno accorgendo che stanno demolendo la sanità pubblica in Veneto oppure no? Perché tagliando risorse, e lo decidono dal centro di tagliarla, la sanità pubblica la stanno demolendo. Perché il rapporto tra spesa pubblica e PIL del Paese è crollato dal 7,4% del 2020 al 6,3 dell’anno scorso e scenderà al 6,1 il prossimo: il peggiore dei 27 Paesi dell’Unione Europea.”

“Dopodiché - incalza Bonaccini -, l’autonomia proposta da Calderoli non è quella che serve al Paese. Peraltro ci sono materie che non servono proprio e altre sono un problema. Perché un’Italia che ha poche materie prime, se va in Europa con 20 piani energetici, suona il campanello e non ti aprono nemmeno la porta. Anche la promozione turistica nel mondo non può essere affidata alle singole Regioni, ma al sistema Paese.”
“È una autonomia differenziata che non prevede prima, come avevo chiesto io più volte in tre audizioni parlamentari, la definizione dei LEP, Livelli Essenziali di Prestazione affinché qualsiasi Regione sapesse cosa le sarebbe toccato, anche chi non ha richiesto l’autonomia.”
“Avevamo chiesto una legge nazionale che parlamentarizzasse questa legge. Perché, e questo non ve lo dicono, per essere approvata in via definitiva non basta l’accordo tra la Regione e il Governo: serve un voto a maggioranza qualificata dal Parlamento, nelle due Camere, che significa che la gran parte di coloro che dovranno eventualmente assegnare al Veneto l’autonomia differenziata non sono parlamentari veneti.”
“Quindi quella che poteva essere un’occasione la stanno riducendo a ben poca cosa - dichiara il governatore dell’Emilia-Romagna e capolista PD alle Europee -. Peraltro non hanno le risorse per attuarla, andatevi a vedere la Legge di Bilancio.”
“Soprattutto, e lo han capito tutti, è uno scambio di voti tra la Lega e Fratelli d’Italia. La Lega non voleva il premierato, ma se Fratelli d’Italia accetta l’autonomia differenziata di Calderoli, allora la Lega sosterrà il premierato, che è un’altra riforma ben curiosa che non esiste in nessun altro Paese democratico occidentale perché indebolirebbe la figura oggi più apprezzata dagli italiani che è la Presidenza della Repubblica.”
“Credo che sarà un grande bluff e se ne accorgeranno i cittadini - conclude Stefano Bonaccini sull’autonomia differenziata -. Avevano bisogno di poterla raccontare così prima delle elezioni europee, perché se lei ci pensa si sta discutendo di questa questione da sette anni. Quindi a me pare che per chi crede nell’autonomia o ci ha creduto, questa sia un colossale presa in giro.”

C’è ancora il tempo per replicare alla domanda del collega del GdV sul nuovo Patto di Stabilità e riporto questo passaggio della risposta di Giacomo Possamai:
“La preoccupazione è tanta, soprattutto se la incrociamo con le scelte annunciate dal Governo la settimana scorsa sul PNRR. I tagli agli enti locali sono commisurati a quanti investimenti sono stati fatti. Nel senso che più ne hai fatti e più ti tolgono pesantemente. È una cosa che è fuori dal mondo. Il problema vero è come riuscire a stare dietro a questi investimenti con i tagli alla spesa corrente. Se mi fai costruire un asilo, ma poi non ho i quattrini per assumere gli educatori e per pagarci le bollette, l’asilo resta lì. L’impressione è che col ritorno del Patto di Stabilità andremo a una situazione ancora più complicata, in maniera strutturale.”
“Per questo - aggiunge Possamai - è cruciale che mandiamo in Europa persone che sono in grado su questi temi di combattere e di far presente quali sono i problemi delle amministrazioni locali. Penso sia ancora più importante di quanto non lo sia stato negli anni passati.”
È l’assist per richiamare il consenso su Stefano Bonaccini e Alessandra Moretti.
Ma l’8 e il 9 giugno si vota anche per le amministrative e Bonaccini, nell’augurare in bocca al lupo a Roberto Campagnolo, lancia il suo messaggio conclusivo su Bassano:
“Se si vince qui è un bel segnale anche a Roma.”

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