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Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
L’interesse strategico americano in Groenlandia
Un luogo a cui molti paesi guardano con particolare interesse per lo sfruttamento delle risorse naturali della regione
Pubblicato il 03-04-2025
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Con l’elezione del presidente americano, Donald Trump, la Groenlandia è tornata alla ribalta sullo scenario internazionale per una potenziale acquisizione da parte degli Stati Uniti. La Groenlandia, dal punto di vista della sicurezza, è una parte strategicamente integrante del Nord America e la Danimarca ne detiene la sovranità. Per quanto riguarda l’aspetto militare, l’isola domina gli approcci nordorientali al continente americano. Le affermazioni di Trump sulla Groenlandia si inseriscono nel contesto di altre dichiarazioni come quella sull’utilità strategica di “riprendere il controllo del canale di Panama”, e la proposta al Canada di diventare il cinquantunesimo stato dell’Unione.
Quando Trump ha ventilato l'idea ,per la prima volta, di prendere la Groenlandia nel 2019, ha detto che si tratterebbe di “un grande affare immobiliare”. Trump sarebbe disposto ad acquistare l’isola ma sarebbe, apparentemente, aperto a soddisfare le sue ambizioni anche attraverso l’uso del mezzo militare.
Ma sono tante le domande che affliggono la questione: per esempio la misura in cui l’isola rimarrebbe autonoma sotto il dominio degli Stati Uniti e il suo sistema di benefici.
Lo scioglimento del ghiaccio sull'isola sta portando alla luce i minerali essenziali per le società moderne, attirando gli interessi internazionali (Trump in primis)
Nel 2009, la Groenlandia ha ottenuto l'autogoverno sulla maggior parte dei suoi affari interni, compreso il controllo delle risorse naturali e della governance. Copenaghen continua a gestire la politica estera, la difesa e i finanziamenti. Il governo danese stanzia ogni anno circa 500 milioni di euro di contributi per coprire le spese di settori come la sanità, l’istruzione e i servizi pubblici.
L’isola fa parte del Regno di Danimarca, è abitata da circa 57.000 persone, copre 2.17 milioni di chilometri quadrati (quasi come l’Arabia Saudita); oltre l'80 per cento è coperta dai ghiacci.
Il cambiamento climatico fa dell’Artico un luogo a cui molti paesi guardano con particolare interesse per lo sfruttamento delle risorse naturali della regione, con Russia e Cina che hanno aumentato la presenza, le infrastrutture e le capacità militari. Lo scioglimento del ghiaccio artico rappresenta una grossa opportunità per un numero di paesi particolarmente interessati (USA, Cina, Russia, Canada, Norvegia e Danimarca). L’obiettivo primario e quello di garantirsi risorse abbondanti come petrolio e gas, presenti in grandi quantità e l’utilizzo di rotte commerciali che si apriranno nei prossimi anni. Da non trascurare la presenza di materie prime come zinco, piombo, oro, minerale di ferro, terre rare, rame. Naturalmente l’estrazione di tali risorse potrebbe avere un impatto devastante sull’ambiente e alterare irreversibilmente il suo ecosistema. (Delizia)
Risalire la costa siberiana attraverso il passaggio nord-orientale, la Northern Sea Route (NSR), riduce la distanza tra l’Europa occidentale e l’Est asiatico di circa 1/3.
Gli Stati Uniti, sono tra i paesi interessati allo sfruttamento delle risorse della regione artica con capacità militari di nicchia inferiori rispetto alla Russia per le operazioni artiche, ma hanno basi strategicamente importanti dell’Air Force situate principalmente nella regione dell'Alaska con basi vicino ad Anderson e a Thule in Groenlandia.
La base aerea di Thule, (nella regione di Pituffik), oltre ad essere un elemento fondamentale nell’architettura di difesa missilistica degli Stati Uniti, con il sistema del Ballistic Missile Early Warning System (BMEWS), rappresenta anche, dal punto di vista strategico, una grossa opportunità per le prossime sfide nella regione artica. È la base più a nord tra quelle gestite dall’Aeronautica degli Stati Uniti, trovandosi a 1.500 km dal Polo Nord. Situata tra l'Artico e l'Oceano Atlantico, la Groenlandia è l'isola più grande del mondo, nella lingua Inuit è chiamata "Kalaallit Nanaat".
Thule è bloccata dal ghiaccio nove mesi l'anno. Ogni estate una nave rompighiaccio canadese, si spinge attraverso la baia North Star per pulire un tratto per le navi da carico americane, canadesi e danesi. Durante l'estate, dal 23 Aprile-19 agosto, il sole non tramonta mai, ma rimane sopra l'orizzonte mentre durante l'inverno, dal 1 novembre al 10 Febbraio, il sole non sorge mai.
La base aerea è il frutto di accordi tra gli Stati Uniti e la Danimarca specificamente per la difesa reciproca ed è stata terminata nel 1953. Durante la guerra fredda, era considerata di massima importanza ed è stato un punto di rifornimento per i bombardieri di lungo raggio degli Stati Uniti. Infatti l’infrastruttura fu realizzata inizialmente con una capacità di stoccaggio di carburante di circa 100 milioni di galloni.
La base potrebbe ospitare fino a 10.000 persone ma oggi vi prestano servizio solo circa 650 tra aviatori statunitensi, militari canadesi e danesi, civili provenienti da USA, Groenlandia e Danimarca.
La base ospita anche un distaccamento dell'Air Force Satellite Control Network con la funzione di controllare i numerosi satelliti degli Stati Uniti, di supportare le operazioni spaziali, fornendo la telemetria, il monitoraggio e il comando dei satelliti sviluppati e utilizzati dal Dipartimento della Difesa, da altre agenzie del governo statunitense e da governi alleati.
La base di Thule gioca un ruolo cruciale nella difesa degli Stati Uniti, ha una solida infrastruttura di supporto che include il porto più a settentrione del mondo in acque profonde, una pista di 10.000 piedi (circa 3.000 metri) con radar per il controllo di avvicinamento, le operazioni di rifornimento in volo, di comando e controllo aereo, operazioni SAR (Search and Rescue), e previsioni meteo.
Attualmente, le unità di supporto dell’Air Force, in loco, forniscono logistica, comunicazioni, genio, trasporto a terra e supporto medico.
Questa posizione geografica faciliterà molto gli Stati Uniti nel seguire i movimenti dei militari rivali nella regione artica. Anche la NASA è interessata alla base in quanto, dal 2009, ha lanciato operazioni di ricerca annuali, denominate Operazione Ice Bridge.
Thule, oltre a fornire le infrastrutture necessarie, permette agli Stati Uniti di monitorare costantemente la situazione nella regione, in virtù della posizione strategica.
La competizione per lo sfruttamento delle risorse dell'Artico potrebbe portare a nuove frizioni tra la Russia e gli Stati interessati. La Russia ha rinvigorito la costruzione delle proprie infrastrutture navali lungo la vasta costa settentrionale del paese. In ogni caso, la base americana in Groenlandia continua a rappresentare una risorsa molto preziosa ancor di più nel caso la situazione dell’Artico diventasse fonte di preoccupazione per i vertici degli Stati Uniti.
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