Ultimora
10 May 2026 19:24
Una raccolta fondi per rimpatriare le salme dei tre braccianti morti
10 May 2026 16:02
A Ca' Pesaro un inno alla pittura e alle sue molteplici forme
10 May 2026 15:27
Como per la prima volta in Europa, con il Verona decide Douvikas
10 May 2026 14:31
Serie A: Verona-Como 0-1
10 May 2026 13:52
Violentata in casa a 17 anni, sospetti su un coinquilino
10 May 2026 10:43
Lutto cittadino a Chioggia per i tre braccianti morti
10 May 2026 22:01
L'Eurovision prendere il via con il Turquoise Carpet
10 May 2026 21:06
L'Iran risponde agli Usa. Trump: 'Ci avete preso in giro, non riderete più' - LIVEBLOG
10 May 2026 20:39
Serie A: alle 20,45 in campo Milan-Atalanta DIRETTA
10 May 2026 20:18
Hantavirus: finisce l'odissea, sbarcati i passeggeri della nave Hondius
W le Women
L’organizzazione non profit bassanese Women For Freedom compie dieci anni. Oltre 100 progetti realizzati nel territorio e nel mondo. Nata per la tutela delle donne, delle bambine e dei bambini, prossimamente diventerà ONG
Pubblicato il 11 apr 2024
Visto 10.666 volte
In parte locale, attiva nelle situazioni problematiche del territorio e in parte globale, impegnata a livello internazionale nei contesti di difficoltà dei Paesi in via di sviluppo.
In una parola: “glocal”.
È l’organizzazione non profit bassanese Women For Freedom, nata dieci anni fa su iniziativa di sette amici e oggi realtà di primo piano in campo umanitario-sociale.
Da sin.: Davide Parise, Gianfranco Cipresso, Lucia Cuman, Luisa Rizzon, Marco Bertolini
Presentazione in grande spolvero del decennale nella sala Chilesotti del Museo Civico, per un sodalizio che oggi può esibire dei numeri davvero importanti.
In un decennio Women For Freedom ha realizzato oltre 100 progetti in 7 Paesi, aiutando oltre 120mila donne, bambine e bambini in difficoltà.
Dieci anni in cui è riuscita a collocarsi tra le non profit italiane di medio-grandi dimensioni, che sono solo il 5% del totale, raccogliendo contributi per oltre 2 milioni di euro.
Strutturata con un CdA che coordina le plurime attività, può contare sulla collaborazione di ben 155 volontari.
“Sono la nostra linfa”, dichiara il consigliere del direttivo Marco Bertolini.
Si aggiunge uno staff di quattro professionisti incaricati di seguire, rispettivamente, i settori della progettazione, dell’educazione, dell’amministrazione e della comunicazione.
I progetti e i programmi di Women For Freedom si rivolgono a diversi Paesi e si sviluppano in diverse direzioni. Ma la “mission”, sin dall’inizio, è sempre quella: consentire alle persone di vivere in un mondo libero dalla violenza e dallo sfruttamento delle donne, delle bambine e dei bambini.
Un’organizzazione, come afferma il sindaco Elena Pavan nel suo intervento di saluto, che permette “di diminuire la distanza culturale del gap tra uomo e donna”, grazie ad attività “che rendono più grandi le persone e la collettività”.
Insomma: W le Women.
In Italia, Women For Freedom fa squadra con le aziende attraverso il progetto “Energia Donna” che ha la finalità di re-inserire nel mondo del lavoro donne vittime di violenza o in stato di vulnerabilità per condizioni economiche o psicosociali difficili, attraverso tirocini lavorativi che rifondano in loro autostima e determinazione per diventare indipendenti.
Sono stati attivati 62 tirocini in tre anni, in collaborazione 28 aziende in gran parte della provincia di Vicenza, ma anche delle province di Treviso e di Padova.
Ma WFF guarda anche al resto del mondo.
Arrivando fino in Nepal, dove è attivo il progetto “Back to School - A Scuola con Chiara” che mira a garantire la scolarizzazione per 240 ragazze che provengono dai villaggi più remoti del Paese per evitare che siano vittime di matrimoni precoci o, peggio, di tratta o di sfruttamento sessuale.
Ancora in Nepal, il programma “Ne vado fiera - Blood Normal” dà il suo contributo affinché 1500 ragazze nepalesi possano formarsi combattendo le discriminazioni di genere e le pratiche culturali discriminanti, anche connesse ai tabù legati al ciclo mestruale.
In Romania, il progetto “Doposcuola Beius” sostiene nel loro percorso scolastico 50 bambine e bambini provenienti da famiglie in condizioni di disagio, garantendo loro anche un pasto e un rifugio dove trovare serenità.
In Africa, Women For Freedom porta avanti l’attività di formazione “Viva la Libertà!” che in Camerun coinvolge ragazze che rischiano di subire la pratica dello stiramento dei seni, al fine di sradicare questa usanza.
Sempre in Camerun, il progetto “A Scuola di Igiene e Rispetto” vuole portare miglioramenti nelle condizioni igienico-sanitarie e fornire un’educazione igienica in dieci istituti scolastici delle comunità rurali.
In Togo, invece, l’iniziativa “Tailoring Independence” intende contribuire all’emancipazione delle donne della zona di Kara tramite l’abilitazione professionale all’attività di sarta.
Un altro Paese al centro dei progetti dell’organizzazione è la Bolivia.
Qui partiranno presto i lavori di ampliamento del centro “Trampolin” alla periferia della capitale La Paz, che ospita oggi 40 ragazze minorenni, tra gli 11 e i 17 anni, vittime di sfruttamento sessuale. Qui le ragazze, seguite dalla locale Fundacion Munasim Kullakita, possono ricominciare il percorso scolastico, formarsi professionalmente e ambire a un nuovo e diverso futuro.
In Bolivia Women For Freedom aprirà anche un secondo centro, a Cochabamba, che sarà specializzato nel contrasto al fenomeno della tratta di minori: potrà inizialmente ospitare più di 20 ragazze.
Sin dalla sua nascita, l’organizzazione bassanese non profit si è sempre impegnata della diffusione della cultura del rispetto, facendo rete con scuole, aziende e istituzioni. La “summa” di questo impegno è contenuta nel festival Liberamenti, ospitato a Bassano del Grappa, la cui terza edizione si terrà nel 2025.
L’obiettivo della manifestazione sarà sempre quello di prevenire e contrastare le forme di discriminazione e di violenza di genere e porre le basi per una società davvero più giusta, in Italia e nel mondo.
“Women For Freedom è fatto di persone, con uomini e donne al 50 e 50 per cento, che insieme stanno lottando per le donne e per le bambine e i bambini - spiega la presidente e co-fondatrice dell’organizzazione umanitaria Luisa Rizzon -. Siamo partiti da un piccolo gruppo di amici e adesso siamo in tanti, per portare protezione, assistenza e riabilitazione alle vittime di sfruttamento sessuale, violenza e povertà.”
Il consigliere Marco Bertolini precisa i paletti entro i quali si sviluppano le attività di WFF:
“Non creare dipendenza dall’aiuto e co-progettare gli interventi con i partner locali secondo i princìpi guida del nostro Codice Etico: umanità, libertà, autonomia, indipendenza, trasparenza.”
La vicepresidente dell’organizzazione Lucia Cuman rimarca che “la forza di Women For Freedom è la capacità di fare relazione, creando una vera comunità.”
Di questa comunità, oltre alle istituzioni pubbliche, ai servizi sociali e alle forze di polizia nei luoghi di intervento laddove la situazione richiede sicurezza, fanno parte anche le aziende sostenitrici dei progetti.
“Le aziende - afferma la vicepresidente, sottolineandone il ruolo sociale - sono i nostri partner per il cambiamento, non in una logica di bancomat ma in una logica di co-progettazione.”
La project manager di WFF Sara Memo illustra le quattro aree di azione dell’organizzazione: lotta alla tratta di persone e allo sfruttamento sessuale; contrasto alla violenza su donne, bambini e bambine; indipendenza economica; scolarizzazione ed educazione sessuale.
La education manager Sonia Trevisan si sofferma invece sulle basi operative dell’organizzazione per la diffusione della cultura del rispetto.
Gianfranco Cipresso, membro del CdA, focalizza l’attenzione sui risultati del progetto “Energia Donna” il cui scopo è quello di consentire alle donne in difficoltà di uscire dalla situazione di sudditanza economica per ritrovare la loro autostima.
Infine, il consigliere del direttivo e co-fondatore Davide Parise racconta con trasporto dei progetti realizzati e in via di ulteriore sviluppo nella lontana Bolivia.
E a proposito di ulteriori sviluppi, la strada di Women For Freedom e già segnata.
Come rivela infatti la presidente Luisa Rizzon, sono partite le pratiche per trasformare l’organizzazione non profit in una ONG (Organizzazione Non Governativa) dell’AICS, Agenzia Italiana per lo Cooperazione e lo Sviluppo, che fa riferimento, anche per le risorse finanziarie, al Ministero degli Affari Esteri.
Un gran bell’“upgrade”, come scriverebbero quelli che parlano bene, per una realtà associativa che in dieci anni ha fatto passi da gigante.
Si potrebbe scrivere ancora tanto sull’attività di Women For Freedom, ma probabilmente tutto il senso della sua missione è racchiuso nelle parole di una donna che è stata aiutata dall’organizzazione e la cui voce risuona in una testimonianza audio trasmessa in sala per l’occasione:
“È bello trovare qualcuno che capisce al volo il tuo problema.”
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 10 maggio
- 10 mag 2025Cuoricini
- 10 mag 2025Il preside della Regione
- 10 mag 2025Restare inattesa
- 10 mag 2024El Vecio Alpin
- 10 mag 2023Guerre Ostellari
- 10 mag 2023Al Bano e Vittorio Power
- 10 mag 2023Marostica secondo Matteo
- 10 mag 2022Maria che Biosfera
- 10 mag 2021Ponte di Legno
- 10 mag 2019Per essere Chiara
- 10 mag 2018Dopodichef
- 10 mag 2018Tasc Force
- 10 mag 2016Bassano nel Patto
- 10 mag 2014Riccardo Poletto Tour
- 10 mag 2014Rossella Olivo: “Trasloco della Pedemontana? Una presa in giro per i cittadini”
- 10 mag 2014L'Officina delle Idee
- 10 mag 2013M5S, Dalla Palma abbandona
- 10 mag 2012Ventimila Leghe sotto i voti
- 10 mag 2012Batte ancora il “Cuore Civico”
- 10 mag 2012Gassificatore. Nuove polemiche a Cassola
- 10 mag 2012Ecco a voi l'ITIS-mobile
- 10 mag 2011Mister “Dialogando”
- 10 mag 2011“Dialogando”: nasce a Bassano il Festival dell’Integrazione
- 10 mag 2011Accoglienza profughi: “Sono estremamente orgoglioso di Bassano”
- 10 mag 2011Che tempo che fa
- 10 mag 2011Circolo virtuoso
Più visti
Politica
03 mag 2026
Bassano, variante bocciata. Giangregorio: «FdI leale al Sindaco, le ambiguità sono di chi si sfila senza chiarezza»
Visto 15.039 volte
Attualità
05 mag 2026
Gianluca Pietrosante: «Resto nella coalizione, ma scelgo il Gruppo Misto»
Visto 11.162 volte
Attualità
05 mag 2026
Bassano e Pieve, l'asse delle scuole: il Graziani si allea con il Filippin
Visto 10.201 volte
Politica
05 mag 2026
Nove al voto, la sfida di Pigatto: «Più presenza in Municipio e azioni mirate per far ripartire la crescita»
Visto 10.173 volte
Politica
06 mag 2026
Variante SS. Trinità. Tessarolo (Pd): «Restituito il ruolo di valutazione politica»
Visto 9.693 volte
Attualità
06 mag 2026
Bassano-Québec, si rinnova l’intesa sulla scena contemporanea
Visto 9.564 volte
Geopolitica
06 mag 2026
Trump punta a rafforzare la base industriale della difesa statunitense
Visto 8.995 volte
Attualità
05 mag 2026
Faresin Industries, sì definitivo al polo produttivo: chiusa la partita urbanistica
Visto 8.906 volte
Attualità
05 mag 2026
Tribunale della Pedemontana, pressing su Roma: «Non più rinviabile»
Visto 8.408 volte
Cronaca
23 apr 2026
Alpini, scontro sul simbolo: dai social minacce di boicottaggio all'Adunata
Visto 15.761 volte
Politica
03 mag 2026
Bassano, variante bocciata. Giangregorio: «FdI leale al Sindaco, le ambiguità sono di chi si sfila senza chiarezza»
Visto 15.039 volte
Politica
29 apr 2026
Nove al voto, la ricetta di Zanon: «Priorità a strade, sicurezza e servizi sociali»
Visto 14.178 volte
Attualità
11 apr 2026
Tribunale della Pedemontana, Martini: «Non chiediamo privilegi, ma rispetto per il territorio»
Visto 13.524 volte
Attualità
27 apr 2026
Urbanistica al vaglio della Corte dei Conti per il progetto Faresin
Visto 13.177 volte
Politica
17 apr 2026
Rossano Veneto: commissario nominato dal Prefetto. Martini e Bianchin: «Scelta di rispetto verso i cittadini»
Visto 13.136 volte
Politica
30 apr 2026
Nove al voto, Rebellato: «Ripartiamo dai risultati per completare cantieri e servizi»
Visto 12.275 volte