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Raffica di bora
La dott.ssa Giuliana Ericani interviene da Trieste sull'attuale situazione dei Musei Civici di Bassano, da lei diretti dal 2002 al 2015. “In questo momento il Museo di Bassano non ha una visione e non ha i requisiti minimi per il funzionamento”
Pubblicato il 29 dic 2019
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Riassunto delle puntate precedenti. Dallo scorso 1 agosto i Musei Civici di Bassano del Grappa non hanno un direttore. E l'amministrazione Pavan ha sospeso l'efficacia del bando di selezione per la nomina del nuovo direttore, lanciato dall'amministrazione precedente. Nel frattempo, dallo scorso mese di ottobre, l'ex direttore dott.ssa Chiara Casarin ha ottenuto dall'amministrazione Pavan un incarico semestrale, in qualità di appaltatrice esterna, per affiancare il dirigente dell'area Cultura del Comune nella “direzione artistica” delle attività museali e per condurre uno studio di fattibilità sul convenzionamento con i musei di altri territori “in chiave di valorizzazione congiunta del patrimonio culturale”. L'incarico all'ex direttore, e oggi consulente del Comune, scadrà il prossimo marzo. Dopodiché, non si sa ancora. Fine del breve riassunto.
Nella lunga e prestigiosa storia del nostro Museo Civico si tratta di una situazione davvero inedita, per non dire anomala. A seguirne gli sviluppi, dalla sua Trieste, c'è anche un addetto ai lavori di riconosciuta autorevolezza: la dott.ssa Giuliana Ericani, che dei Musei Civici di Bassano del Grappa è stato il direttore dal 2002 al 2015. Ben 13 anni alla guida dell'istituzione di via Museo, e scusate se è poco.
La dott.ssa Giuliana Ericani (fonte immagine: YouTube)
Oggi la dott.ssa Ericani è il presidente del collegio dei probiviri di ICOM Italia, il comitato nazionale italiano dell'ICOM (International Council of Museums), la più importante organizzazione mondiale dei musei e dei professionisti dei musei. È inoltre componente del consiglio direttivo di ICOM Europa, il comitato europeo della medesima organizzazione. Da studiosa e storica dell'arte nonché museologa e quindi esperta del settore qual è, anche negli ultimi tempi non ha mancato di far sentire la sua voce su alcune iniziative promosse dal Museo Civico bassanese, riferite in particolare ad Antonio Canova.
In un suo recente intervento pubblicato sulla rivista “Studi neoclassici. Rivista internazionale” (n.7, 2019), Giuliana Ericani - tra le altre cose - si sofferma sul progetto del Museo di Bassano che ha affidato alla Factum Arte “la digitalizzazione di opere non esposte al pubblico, in particolare l'enorme patrimonio di 10 album e 8 taccuini di disegni per un totale di più di 2000 disegni, non sfascicolabili, ma anche la ricomposizione in 3D dei bozzetti in terracotta de Le Grazie e della Maddalena e la ricostruzione del gesso del Cavallo di Napoleone I (riciclato per il bronzo del Monumento napoletano a Carlo III di Piazza Plebiscito), gesso sezionato inopportunamente alla fine degli anni ’60...”.
“Aver reperito, nel bilancio ordinario del museo, i fondi per un’operazione di valorizzazione così importante va a merito dell’Amministrazione bassanese - scrive nell'articolo il già direttore della struttura di via Museo -. Tuttavia l’uso delle nuove tecnologie dev’essere accompagnato da una ferrea, definita e pubblica disciplina etica. Preoccupa infatti, quanto dichiarato dal direttore scientifico dell’Istituto bassanese circa la funzione di queste copie, quella di consentire il prestito e lo studio agevolato e, per quanto riguarda i disegni, la realizzazione dei facsimile che diventeranno finalmente esponibili nel salone canoviano ampliando il percorso espositivo permanente del Museo Civico.”
“Perché preoccupa? Perché l’uso delle copie nell’esposizione permanente, in presenza degli originali nelle collezioni, deve avvenire a determinate condizioni e non sostituire l’originale - prosegue il testo -. Verrebbe meno, in questo caso, la missione principale di un museo che è proprio quella di condurre per mano il visitatore attraverso le storie e le tecniche di un’opera e di un artista, viste in un museo come se fosse l’artista stesso ad illustrartele.” “Circa poi la riproposizione dei gessi, perduti o danneggiati - è un altro passo della pubblicazione nella rivista -, le opere in 3D non potranno mai sostituire l’originale, non solo perché non ripropongono gli aspetti costruttivi e materici dell’opera che ne sono parte integrante ma perché, come gli studi esemplari di Hugh Honour ci hanno insegnato, il ruolo di Canova e della sua ‘ultima mano’ distingue, pur creandone i presupposti, il gesso canoviano da un’opera eseguita nell’era della ‘riproducibità tecnica’.”
Un forte intervento critico, dunque, su quella che Giuliana Ericani definisce “la costosa (e non so quanto corretta dal punto di vista amministrativo, con affidamento diretto) operazione relativa ai disegni e al gesso del cavallo del Canova”.
Ma le attuali vicissitudini del nostro Museo Civico trascendono gli aspetti puramente scientifici delle tematiche museali per tradursi in problemi di più stringente attualità.
“La situazione del Museo Civico di Bassano sta prendendo una piega incredibile, per la tradizione e le buone prassi che avevano i Musei Civici fino alla mia gestione - dichiara la dott.ssa Ericani , contattata telefonicamente da Bassanonet -. È davvero molto strana come situazione. Il problema è che ci troviamo in un momento in cui le autonomie dei musei statali stanno aumentando, anche in realtà non economicamente appetibili. I musei statali in Italia sono cioè sempre più autonomi, mentre i Musei Civici di Bassano stanno facendo marcia indietro. La gestione è stata data a un amministrativo, affiancato da un “direttore artistico”, che non ha senso.” “I Musei Civici - prosegue la nostra autorevole interlocutrice - non hanno una visione. Che cosa è diventato il Museo di Bassano? Cosa vuole l'amministrazione? Cosa vuole rappresentare il Museo per l'alto Veneto? Che cosa si aspetta l'amministrazione dal Museo? Sono questioni strategiche che si devono affrontare, ma da quattro anni non mi pare che sia così.”
L'ex direttore dice la sua anche sulla sospensione dell'efficacia del bando di selezione per il nuovo direttore dei Musei Civici bassanesi, a cui hanno partecipato nomi del calibro di Beatrice Avanzi, curatore dal 2002 al 2012 del Mart di Rovereto e successivamente conservatore responsabile della Pittura Simbolista e delle Scuole straniere al Musée d’Orsay di Parigi; di Monica Preti, dal 2006 direttrice dei programmi di Storia dell'Arte e Archeologia dell'Auditorium del Museo del Louvre e di Denis Ton, attuale conservatore a tempo indeterminato dei Musei Civici di Belluno.
“Quelli che si sono presentati al bando di selezione - commenta - sono nomi importanti. Persone con una specifica competenza ed esperienza alle spalle, che potrebbero dare lustro al Museo di Bassano o alla Rete dei Musei del Bassanese, che è l'ipotesi che si sta considerando adesso e che sarebbe una bellissima cosa. Ma la costituzione di una rete di musei è una decisione che spetta alla politica, non a un consulente.”
Ma è sul piano più generale che la studiosa e museologa triestina fa soffiare una gelida raffica di bora sull'attuale situazione del Museo di Bassano.
“In questo momento - conclude Giuliana Ericani - sta partendo il Sistema Museale Nazionale, che è stata una grande idea del ministro Franceschini, finalizzata a mettere in rete i musei e a stabilire i requisiti minimi per il loro funzionamento. In questo momento il Museo di Bassano i requisiti minimi non ce li ha. Non ha direttore, non ha conservatori, ha poco personale e ci sono spazi in cui permangono ancora situazioni gravi. Mi riferisco in particolare ai depositi. Quando ho lasciato l'incarico era rimasta ancora aperta la situazione problematica dei depositi. In questi quattro anni tutto è rimasto fermo, li hanno lasciati così. Inoltre è saltata l'attività educativa del Museo Civico. Bassano, assieme a Brera a Milano e alla Borghese a Roma, è stato uno dei primi musei ad intraprendere l'attività educativa. Adesso non ce l'ha più.”
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