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Agli Ordini
A proposito dell’intervento corporativo congiunto dei tre Ordini degli Avvocati di Vicenza, Padova e Treviso contro l’istituzione del Tribunale della Pedemontana a Bassano. Una presa di posizione che mi sconcerta, ma non mi sorprende
Pubblicato il 22 apr 2023
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Cara Vicenza, ci hai rotto le scatole. E non esprimo il concetto in maniera più colorita perché non sarebbe elegante.
Per carità: non da oggi. Lo stai facendo già da decenni.
Ma oggi si aggiunge un ulteriore elemento della supposta supremazia berica nei confronti del feudo bassanese.
Uno scorcio della Cittadella della Giustizia a Bassano (foto Alessandro Tich)
Mi riferisco a quanto riportato oggi da un articolo delle pagine di Bassano del Giornale di Vicenza che riferisce della presa di posizione congiunta degli Ordini degli Avvocati di Vicenza, di Padova e di Treviso contro l’istituzione del Tribunale della Pedemontana a Bassano del Grappa.
In sostanza, il presidente dell’Ordine degli Avvocati berici Alessandro Moscatelli, assieme ai due colleghi di Padova Francesco Rossi e di Treviso Diego Casonato, suona il de profundis circa la prospettiva di istituire nuovamente la sede giudiziaria a Bassano, da undici anni soppressa e accorpata al Tribunale di Vicenza, in quello che è l’attuale scatolone vuoto della Cittadella della Giustizia.
Il tutto mentre siamo nel pieno dei sei mesi richiesti dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, già due volte in visita nella nostra città, per raccogliere le istanze del territorio sull’opportunità di far rinascere il Tribunale di via Marinali, nella dichiarata volontà dell’attuale governo di ripristinare le sedi di giustizia delle città non capoluogo di provincia, soppresse nel 2012 dal governo Monti su legge delega del parlamento.
E il tutto nonostante il fatto che al secondo incontro con Ostellari in sala Chilesotti al Museo Civico sia stata espressa piena adesione all’istituzione del Tribunale della Pedemontana da ben 70 Comuni - tra cui Castelfranco Veneto, Cittadella e Thiene - e dai presidenti delle tre Province.
Per il rappresentante degli avvocati vicentini, firmatario di una lettera assieme ai due presidenti delle toghe padovane e trevigiane, le richieste delle città che aspirano al ripristino dei tribunali chiusi costituiscono in generale “istanze che non sono in alcun modo condivisibili e che sono, e ci portano, fuori dal tempo in cui viviamo”. Nientepopodimeno.
Sintetizzando la presa di posizione dei tre Ordini, tribunali come quello di Bassano sarebbero una brutta copia dei palazzi di giustizia già esistenti, con spostamento di giudici e personale “a saldo invariato” e cioè senza la compensazione di risorse aggiuntive, penalizzando il numero di magistrati e funzionari oggi presenti a Vicenza.
Cito altre due dichiarazioni della lettera riportate dal GdV.
Numero uno: le piccole sedi giudiziarie (ma quanto sarebbe realmente piccolo un Tribunale della Pedemontana, nell’ottava città del Veneto, con un bacino di utenza di 70 Comuni di tre Province?) comporterebbero anche “autoreferenzialità e protagonismo, per assenza di controllo sociale”. Questa non l’ho proprio capita.
Numero due: secondo il triangolo degli Ordini degli Avvocati PaTreVi “abbiamo bisogno di una giustizia di qualità, non di prossimità”.
Per tutto il resto vi rinvio all’articolo del GdV. Perché, per quanto mi riguarda, può bastare.
Come ben saprete se siete miei affezionati lettori, le vicissitudini del Tribunale di Bassano, che pure ho sempre seguito in tutti questi anni, non hanno mai entusiasmato, per usare un eufemismo, la mia attenzione di cronista. Come pure mi sento totalmente estraneo - cosa che si evince dal modo in cui ne scrivo - alle questioni che riguardano i legittimi interessi di parte della categoria degli avvocati, a qualsiasi Ordine appartengano.
Ma questa volta alcune cose vanno dette.
L’intervento congiunto dei tre Ordini dei professionisti legali mi sconcerta, ma non mi sorprende. Si tratta innanzitutto di una presa di posizione di difesa corporativa e per un semplicissimo motivo, ben comprensibile anche ai non addetti ai lavori: con l’istituzione del Tribunale della Pedemontana a Bassano si altererebbero gli equilibri del bacino di utenza degli studi legali dei tre capoluoghi, che perderebbero clienti residenti in una non indifferente parte delle rispettive tre Province. Inoltre l’Ordine di Vicenza perderebbe iscritti, con le relative quote, perché verrebbe ricostituito l’Ordine degli Avvocati a Bassano.
Non serve scomodare i massimi sistemi, l’essenza del problema è questo.
Affermando inoltre che “abbiamo bisogno di una giustizia di qualità, non di prossimità”, i tre Ordini non ricordano, o fanno finta di non ricordare, i numeri dell’efficienza del Tribunale di Bassano del Grappa, prima della sua soppressione, rispetto all’elefante giudiziario di Vicenza, collocato nella cattedrale di Borgo Berga.
Ogni anno precedente al 2012, in ragione della sua efficace risposta di giustizia, il Tribunale di Bassano generava un gettito erariale superiore ai 3 milioni di euro.
Ad esempio nell’anno 2010, a fronte di una spesa per lo Stato di oltre 849.000 euro, a Bassano il gettito da contributo unificato, campione penale e registrazione provvedimenti è stato di oltre 3.300.000 euro, con una differenza in positivo per le casse statali di oltre 2.500.000 euro. Riguardo poi ai tempi della giustizia, a Bassano una sentenza in cause civili ordinarie si otteneva mediamente in 2,5 anni, con rinvii di udienza di 3-4 mesi, mentre al Tribunale di Vicenza lo stesso tipo di sentenza richiedeva mediamente 6 anni, con rinvii di udienza di 11-12 mesi.
Non sta scritto nelle carte delle caramelle, ma nei dati ufficiali del settore civile inviati al CSM nell’ottobre 2011. Ma forse, a ricordare queste cose, si pecca di “autoreferenzialità e protagonismo”.
Cara Vicenza, concludo questo editoriale rivolgendomi nuovamente a te.
In tanti anni da giornalista ho potuto seguire direttamente gli esiti delle vicende tutte le volte che la “Repubblica di Bassano”, come la chiamava il grande Gigi Agnolin, ha voluto esprimere le proprie aspirazioni di autonomia territoriale.
Provincia di Bassano del Grappa, mantenimento del Tribunale, Progetto Esagono, eccetera… Nulla di tutto ciò si è tradotto nella realtà e tu sai benissimo il perché.
Ora però ci vieni nuovamente a dire che ripristinare il Tribunale a Bassano non serve perché sarebbe la brutta copia del Tribunale di Vicenza, sempre che di bella copia si possa parlare. Posso anche capire la preoccupazione dei tuoi avvocati che nell’istituzione del Tribunale della Pedemontana vedono una seria minaccia al loro potere professionale nel proprio recinto geografico, ma mi chiedo per quanto tempo ancora dovremo sempre sottostare ai tuoi Ordini.
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