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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 06-10-2021 19:23
in Attualità | Visto 6.893 volte

Villa San Francisco

Robert e Deborah Luster, della Luster Foundation di Mill Valley, San Francisco, consegnano una donazione per i progetti sociali di Villa San Giuseppe a Bassano. Ed è solo l’inizio della storia

Villa San Francisco

Riccardo Nardelli, a sinistra, riceve il certificato di donazione da Robert e Deborah Luster (foto Alessandro Tich)

Tra il Ponte Vecchio e il Golden Gate il passo è breve. Oramai in fatto di ponti, sia in senso fisico che figurato, non ci ferma più nessuno. Merito di Robert e Deborah Luster, fondatori della “The Luster Foundation” di Mill Valley, a una decina di chilometri da San Francisco.
Li incontro, assieme ai colleghi della stampa, ad un pranzo conoscitivo a Villa Angaran San Giuseppe dove il presidente di Rete Pictor Riccardo Nardelli e il referente dell’ufficio coordinamento della Villa Tommaso Zorzi fanno gli onori di casa. Un incontro conoscitivo per noi, rappresentanti dei media.
Ma non per i gestori della Villa diventata negli anni un centro di attività di promozione sociale di prim’ordine, che conoscono anzi Robert e Deborah molto bene. Ed è una conoscenza di natura solidale: i due benefattori di The Luster Foundation, persone molto cordiali e alla mano, hanno infatti consegnato oggi una donazione di 10.100 dollari, pari a 8.495 euro, a favore dei progetti sociali di Villa San Giuseppe.

Si tratta però, dichiaratamente, solo del primo di una serie di interventi benefici già messi in cantiere per gli anni a venire. È quindi il primo frutto di un rapporto speciale con la città di Bassano che la famiglia Luster sta coltivando grazie alla sua stessa storia.
Una storia che nasce nel 1913, quando Umberto Antonio Lucadello, da San Zenone degli Ezzelini, emigra negli Stati Uniti assieme ai 6 fratelli e alle 3 sorelle. Gioia Lucadello, figlia di Umberto, sposerà poi Orville Luster, uomo di colore, noto attivista per i diritti umani e civili di San Francisco.
Dal loro matrimonio nascerà Robert Luster. Anzi, “Roberto”, come lui stesso si presenta ai giornalisti.
Il presidente della Luster Foundation, grazie agli antenati originari dal nostro Paese, ha infatti la doppia cittadinanza: sia statunitense che italiana. Hanno il doppio passaporto anche i tre figli, due ragazze e un ragazzo (Sarah, Emily e John) che sono pure pienamente coinvolti nell’attività della Fondazione. Prima o poi toccherà anche alla moglie Deborah che per diventare cittadina italiana, oltre che from U.S.A., dovrà superare un apposito esame.
Tutto, nel Dna di questa generosa famiglia californiana, parla bassanese. A Bassano vivono i cugini materni di Robert, tra cui Giuseppe Lucadello che pure partecipa all’incontro con la stampa.
Nel giardino della loro villa alle porte di San Francisco i coniugi Luster hanno fatto realizzare una fontana di marmo, col marmo di Pove dei fratelli Zanchetta, sulla quale è scolpito lo stemma della città di Bassano. E a Bassano del Grappa hanno anche comprato casa, in via Roma vicino a Porta Dieda. Segni di un contatto con la nostra città che non è passeggero, ma più che duraturo.

La Luster Foundation di Mill Valley, San Francisco (www.thelusterfoundation.com) è un ente benefico che si occupa in particolare del sostegno economico alle persone socialmente fragili, alle famiglie bisognose e in più in generale alle fasce sociali in condizione di povertà.
Come imprenditore, Robert Luster ha proseguito e soprattutto ampliato “l’attività di famiglia” dei Lucadello, che si sono sempre occupati di costruzioni, in particolare religiose. Ha infatti fondato e gestisce un’importante società di consulenza alle imprese di costruzione e di fornitura di servizi high-tech per le infrastrutture, come ponti e strade.
Ma la sua natura di businessman non gli ha impedito di dedicare tempo e risorse alle necessità dei meno fortunati. “È un modo - ci dice - per restituire alla comunità quello che abbiamo ricevuto.”
Recentemente la famiglia Luster ha pensato di allargare la propria attività benefica a quel territorio bassanese a cui è così tanto legata. Su questo aspetto ha giocato un ruolo importante un’altra cugina di Robert, Margherita Lucadello, che di professione fa la biologa e che ha frequentato Villa Angaran San Giuseppe a Bassano, interfacciandosi con le varie realtà che vi operano all’interno.
La stessa Villa non era sconosciuta ai coniugi Luster: qui il 4 luglio 2018, in occasione della festa statunitense dell’Independence Day, la famiglia californiana aveva organizzato un party all’americana nel giardino della struttura. Ma solo dopo aver scoperto che questa Villa non si occupa solo di ristorazione ma anche e soprattutto di progetti di natura sociale, di cui hanno approfondito la conoscenza, hanno deciso di destinarle la donazione.

Domenica scorsa 3 ottobre Robert e Deborah hanno partecipato all’inaugurazione di Villa Angaran San Giuseppe al termine dei sette anni di lavori per la sua riqualificazione, con l’intervento del segretario di Stato della Santa Sede cardinale Pietro Parolin, reduce dall’inaugurazione del Ponte. Oggi invece i due benefattori hanno consegnato nelle mani del presidente di Rete Pictor Riccardo Nardelli il certificato della donazione, ricevendo come omaggio due mattoncini in ceramica, che richiamano la facciata della Villa, del grande e compianto artista ceramista Alessio Tasca.
Quello ricevuto a sostegno dei nuovi progetti sociali che nasceranno in questa Villa in riva al Brenta, e che saranno adesso definiti, non è tuttavia un contributo una tantum.
È difatti intenzione di Mr. e Mrs. Luster proseguire l’attività di “charity” per i progetti della Villa di Bassano, a partire dal prossimo anno e anche per gli anni a venire. E sta già prendendo corpo l’idea di organizzare allo scopo nel 2022 una doppia serata benefica a San Francisco, rivolta in particolare ai cittadini italo-americani, e nella stessa Villa San Giuseppe.
Benvenuti dunque, a Villa San Francisco: un benemerito luogo di promozione di attività sociali che da oggi, grazie a una famiglia statunitense di origine e bassanese nel cuore, ha scoperto l’America.

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