Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 02-04-2021 11:26
in Attualità | Visto 7.265 volte

Fast Fish

Il nostro articolo di ieri “AstraBurger” era il Pesce d'Aprile di Bassanonet 2021. Ma che contiene come sempre alcuni elementi di verità. Con focus su una vicenda i cui nodi sono ancora lungi da arrivare al pettine

Fast Fish

Voi quale preferite? Orata o nasello? Dentice o coda di rospo? Oppure, per restare a casa nostra, una fresca e saporita trota del Brenta? A voi la scelta.
Ebbene sì: il nostro articolo di ieri “AstraBurger”, riguardante la futura destinazione d'uso dell'immobile del Teatro Astra a Bassano a “centro commerciale urbano con fast food”, era il Pesce d'Aprile di Bassanonet 2021. Molti di voi, come si evince dai commenti all'articolo nella pagina Fb del nostro portale, hanno subito sentito il profumo di mercato ittico, tenendo primariamente conto della data di pubblicazione. Molti altri invece, a giudicare dai tanti emoji di faccine arrabbiate o con la lacrima, hanno preso seriamente la cosa esprimendo forte contrarietà all'ipotesi di trasformare il Teatro in una succursale di McDonald's.
Diverse altre persone, infine, sono rimaste incerte fino all'ultimo, sospese tra la speranza che il pezzo sia stato scritto dalla pescheria del 1 aprile e il dubbio che le informazioni verosimili contenute nel medesimo siano invece corrispondenti alla realtà. Tra queste - come può testimoniare l'elenco delle telefonate di ieri sera e, nella stessa fascia oraria, la messaggistica WhatsApp del vostro umile cronista - anche alcuni eminenti esponenti dell'amministrazione comunale, a cui l'articolo ha fatto venire un coccolone.
Ma proprio questo è il bello dei pesci giornalistici: devono suscitare attenzione, perplessità, curiosità e quanto più le fake news - possibilmente ben congegnate e costruite - riguardano temi reali, tanto più si rinfocola l'interesse per i temi stessi.
È proprio il caso dell'immobile del Teatro Astra e dei suoi destini. Una vicenda offuscata nell'ultimo anno dall'emergenza Covid e in questo periodo da altre questioni di attualità (vaccini, inaugurazione del Ponte, alberi tagliati eccetera), ma in realtà sempre presente, anche se in forma latente, tra i grandi temi della città. Il fast fish sul fast food confezionato ieri ha dato appunto l'occasione per far riemergere la questione del Teatro alla pubblica attenzione. Ringrazio a tal riguardo Livio Todesco, rappresentante e portavoce della Zetafilm Srl, società proprietaria dell'importante immobile di viale dei Martiri, per aver risposto al mio invito a condividere lo spirito goliardico dell'iniziativa e per essere stato al gioco, con tanto di sua dichiarazione virgolettata nell'articolo.
Un gioco che però, nonostante le parole sguazzanti nell'acquario, non è una burla né tantomeno uno scherzo fine a sé stesso. Perché anche questa volta il Pesce d'Aprile by Bassanonet contiene alcuni elementi di verità, inseriti nell'impianto della notizia artefatta.
A cominciare dall'aspetto principale di questa vicenda in cui l'ex Teatro Astra sta cercando di individuare i suoi destini: la trattativa tra l'amministrazione comunale e la proprietà per giungere a un accordo per l'acquisto o compravendita dell'immobile.
Che la trattativa sia ancora in fase di stallo non è un pesce, è la verità. È in corso un “dialogo” tra le due controparti, che si trascina in realtà da almeno un anno e mezzo a questa parte, ma il negoziato presenta tuttora dei nodi ancora lungi da arrivare al pettine.
Il problema di fondo non è costituito solamente dalla “formula” del possibile acquisto del fabbricato da parte del Comune (permuta totale con immobili comunali, permuta parziale e associata ad acquisto in denaro, eccetera) e delle perizie di stima dei valori immobiliari in campo. C'è anche da trovare la quadra della “soddisfazione reciproca”: e cioè, oltre all'accordo tra amministrazione di Bassano e Zetafilm, anche l'accordo interno tra i soci della Srl, divisi tra chi spinge per vendere al più presto al Comune le quote di proprietà dell'immobile e chi invece è disposto ad approvare tale opportunità solamente a seguito di valutazioni più approfondite. Come dice il saggio: speremo ben.
L'auspicio della città è che alla fine un accordo venga raggiunto e l'Astra diventi di proprietà comunale: ma è tutto, fuorché un esito scontato. Bisogna quindi mettere comunque in conto il rischio che a lungo andare la trattativa si blocchi veramente, lasciando campo libero a nuove possibili strade sul futuro dell'immobile. Nell'articolo di ieri, conferendo al fabbricato nientemeno che un avvenire da centro commerciale urbano con fast food, ho volutamente estremizzato la cosa. Tuttavia, nell'ipotesi che alla fine non si raggiunga l'accordo per un contratto di compravendita con l'ente comunale, sulla questione dell'“immobile ex Teatro Astra che verrà” è possibile tutto e il contrario di tutto.
Infine un ultimo accenno alla vera realtà delle cose dissimulata nell'articolo fantasy di ieri. Riguarda il progetto del park interrato di Prato Santa Caterina, maxi intervento milionario annunciato da questa amministrazione e del quale, nel frattempo e ormai da tempo prolungato, si sono perse le tracce. Eppure, quando la volontà di realizzarlo fu comunicata nel 2019 dalla giunta comunale, in sede di conferenza stampa di presentazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2020-2022, era il 30 ottobre e non era il 1 aprile.

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