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Colpo di genio
Dopo la scoperta delle onde gravitazionali ipotizzate 100 anni fa dal padre della Teoria della Relatività, il presidente del Museo dell'Automobile Massimo Vallotto si traveste da Albert Einstein e scrive la “teoria” del Polo Santa Chiara
Pubblicato il 13 feb 2016
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Fa sicuramente un certo effetto ricevere un'email dall'architetto Massimo Vallotto - solitamente così british e così compìto nei suoi interventi, sia scritti che nelle occasioni pubbliche - con una foto che lo ritrae travestito da Albert Einstein, con inconfondibile parrucca bianca, mentre fa scherzosamente il verso alla celebre immagine, diventata un'icona del '900, del padre della Teoria della Relatività che mostra la lingua.
Vallotto - presidente del Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar, nonché uno dei “Tre Tenori” che hanno promosso il tavolo di marketing territoriale Territori del Brenta - concede ai media una sua inedita versione “tardo-carnevalesca” in onore alla notizia del giorno, e non solo del giorno.
E cioè la conferma dell'esistenza, rilevata dagli scienziati dei progetti Ligo (Stati Uniti) e Virgo (Europa), delle onde gravitazionali ipotizzate da Einstein esattamente un secolo fa.
L'arch. Massimo Vallotto in versione Einstein con le "onde" del Polo Museale Santa Chiara
Una scoperta cosmica che Vallotto applica metaforicamente ad uno dei temi cruciali dell'attualità bassanese: il Polo Museale Santa Chiara, di cui è notoriamente uno dei più convinti sostenitori e di cui - in vista dei prossimi passi da compiere e problemi da affrontare - scrive la “teoria”. Sottolineando l'“importanza strategica” del complesso museale nell'ambito di una futura attrattività del territorio bassanese codificata e valorizzata dal Marchio d'Area.
Il tutto compreso in un comunicato stampa, che pubblichiamo integralmente di seguito:
COMUNICATO
Ci vorranno ancora 100 anni per scoprire l'importanza strategica delle onde gravitazionali del Santa Chiara?
Le ultime vicissitudini ci fanno ben sperare che la tribolata opera non segua le vicende della teoria di Einstein…
Quando nel Question Time dello scorso novembre 2015, mostrammo la slide che sintetizzava i benefici influssi provocati dall'apertura di un complesso museale della valenza del Santa Chiara oltre l'ambito comunale, per un territorio ben più vasto e oggetto di una ricerca identitaria riconoscibile internazionalmente tramite un Marchio d'Area, non pensavamo proprio che avremmo anticipato gli scienziati italiani, americani e francesi…
Dal Covolo di Butistone fino alle risorgive del fiume Brenta in località Tezze sul Brenta-Pozzoleone, i nostri territori sono ricchi di straordinarie testimonianze museali-ambientali, che attendono di ricevere una benefica scossa per fare un salto di qualità nell'ambito turistico.
Di cosa parliamo?
Da nord a sud, dal confine con la provincia di Trento a quello con la provincia di Padova possiamo trovare, oltre al già citato Covolo di Butistone nel comune di Cismon, il Museo Etnografico "Canal di Brenta" a Valstagna, il museo della Speleologia e Carsismo a Oliero, l'Alta Via del Tabacco (dalle contrade di fondo valle all'Altopiano dei Sette Comuni), il Museo Hemingway e della Grande Guerra a Bassano del Grappa e poi restando sempre a Bassano quello che nel Masterplan Bassano 2020 abbiamo definito "l'Asse dei Musei": Museo Civico, Museo della Ceramica G.Roi, Museo della Stampa Remondini, Museo Naturalistico Palazzo Bonaguro, Museo degli Alpini, oltre ad altre sedi espositive temporanee quali Palazzo Agostinelli, Chiesetta dell'Angelo, Torre Civica, Torre di Porta delle Grazie, Ponte degli Alpini e auspicabilmente il prossimo Museo Fondazione Bonotto nell'ex macello comunale; continuando verso sud a Nove c'è il Museo della Ceramica, a Cartigliano il Museo-Zoo-Parco Faunistico-Orto Botanico Cappeller e poi, virando verso ovest a Marostica il Museo della Paglia, a Lusiana il Parco del Sojo, a Rubbio le Cave Dipinte, mentre volgendo lo sguardo a est troviamo a Romano d'Ezzelino il Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar, andando oltre, i Musei del Grappa, spingendosi fino a Possagno la straordinaria Gipsoteca Canoviana, strategicamente connessa con le collezioni di Antonio Canova godibili presso il Museo Civico di Bassano del Grappa.
Un paniere stracolmo di prodotti turistici che attende “solo” di fare un salto di qualità sistemico per ambire di intercettare nuovi flussi internazionali di visitatori.
In questo senso, visti gli inconfutabili precedenti internazionali creati dal Guggenheim di Bilbao in poi, in cui è assodato che un'opera architettonica con funzione museale fa da straordinario volano per il territorio che la ospita, un aiuto fondamentale potrà essere ragionevolmente dato dal Polo Museale Culturale Santa Chiara, frutto di una gara europea che ha visto affermarsi una delle maggiori firme italiane del '900, l'architetto Carlo Aymonino.
All'interno del prezioso contenitore, nel primo stralcio in corso d'opera si potranno finalmente godere le collezioni naturalistiche (oggetto di donazione da parte di mecenati), che non hanno finora trovato adeguata e doverosa sede espositiva e che, insieme alla “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto-Giannino Marzotto” (sezione permanente del Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar prevista nel secondo stralcio), faranno da stimolo per ampliare la conoscenza culturale e ambientale invogliando i visitatori a scoprire di persona i luoghi fisici di straordinaria bellezza a cui si riferiscono localmente tramite la narrazione di mille intriganti storie.
Progetti in Piazza 2.
Questi progetti, e altri ancora poco diffusamente conosciuti, saranno presto organizzati in una serie di eventi itineranti denominati "Progetti in Piazza 2".
Promossi dall'associazione culturale Territori del Brenta insieme all'Urban Center Bassano, sotto l'auspicabile patrocinio dell'IPA (Intesa Programmatica d'Area) Pedemontana del Brenta e in collaborazione con altre realtà associative in via di definizione, saranno un vero confronto partecipativo su urgenti e vitali temi collettivi.
Si inizierà con Bassano del Grappa, esponendo nella chiesa di San Giovanni il progetto del Santa Chiara, le proposte per recupero di un Teatro comunale e il progetto del Marchio d'Area.
Marostica e Valstagna si sono già rese disponibili ad ospitare l'evento in successione.
Mostre, convegni e dibattiti correlati completeranno l’esposizione con l'intento di allargare il più possibile la conoscenza dei reali progetti e del loro grande potenziale e anche quello di sfatare alcuni luoghi comuni che, cresciuti negli anni, non rendono giustizia alla profonda valenza dei progetti stessi condizionando negativamente la coscienza collettiva nei loro confronti.
Le risorse economiche da reperire.
Parlando del tema più urgente, il Santa Chiara, bisogna schematicamente chiarire il quadro economico che è stato spesso oggetto di distorte o incomplete letture.
18.500.000 di euro è la cifra totale dell'intervento edilizio di cui:
- 11.500.000 di euro già reperiti ed in parte impiegati per il progetto definitivo dell’intera opera, quello esecutivo inerente il primo stralcio (la sezione per il Museo di Storia Naturale e tutto il piano interrato anche del secondo stralcio) e i costi finora sostenuti per l'avvio dei lavori;
- i residui 6.500.000 di euro, a loro volta vanno suddivisi suddivisi in:
3.500.000 di euro per l'edificio fuori terra destinato al Museo dell’Automobile;
3.000.000 di euro per l'edificio destinato all'accoglienza e ad altre importanti funzioni comuni.
Il fattore umano.
E' importante convincersi che i fondi mancanti si possono reperire anche per fasi successive (3.5 ml. e 3 ml.), visione che rende l'impresa meno ardua se non altro psicologicamente e che permetterebbe di dare continuità al cantiere eliminando diseconomie inevitabili nel caso di ripartenze intervallate da lunghi periodi per l’attesa del raggiungimento della somma complessiva necessaria.
Il Museo potrebbe inoltre funzionare provvisoriamente anche senza la palazzina dell'accoglienza, risultando conseguentemente più tangibile e convincente nel dimostrare l'urgente necessità di completare i lavori per funzionare a pieno regime.
Tutto ciò richiede però convinzione e determinazione per recuperare non solo il tempo perduto ma, soprattutto, motivazione collettiva iniziando dai pubblici amministratori sia della maggioranza che delle minoranze.
Motivazione che dovrà necessariamente coinvolgere anche tutti i rappresentanti istituzionali del territorio a livello regionale, governativo e comunitario, perché facciano squadra nell'appoggio alla ricerca dei fondi mancanti non solo per realizzare il secondo stralcio ma anche per gli allestimenti, la promozione e l'avvio.
Osservatorio.
Per non rischiare ulteriori passi falsi o inerzie urge, a nostro avviso e data l'esperienza maturata in questi ultimi anni su un tema tanto complesso, attivare un osservatorio attivo pubblico-privato che affianchi i decisori eletti con l'intento di ottimizzare energie e conoscenze per mettere al più presto a punto anche modelli gestionali e promozionali sostenibili e attivare inoltre delle sinergie con altre realtà di successo che hanno già espresso la loro disponibilità a fare rete come per esempio il MuSe di Trento.
Concludendo, passateci la scherzosa immagine allegata, visto che per ragioni meteo la chiusura del carnevale è stata posticipata al 20 e 21 del corrente mese.
Trascorsa quella data, bisognerà veramente cambiare passo per non perdere definitivamente l'occasione della vita, anzi delle vite… degli oltre 150.000 cittadini che risiedono nei Territori del Brenta.
Massimo Vallotto
Presidente del Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar
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