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Comitato Tappa Giro d'Italia. Olivo: “Dilettanti allo sbaraglio”
Il sindaco di Romano ne ha per il Comune e il Comitato Tappa di Bassano e per la Regione: “Si è persa una grande occasione per fare squadra.” “Questa triste vicenda mal si coniuga col proposito di creare il Comune unico della Grande Bassano”
Pubblicato il 20 mag 2014
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E' vero: l'attesissima tappa a cronometro individuale del Giro d'Italia di venerdì 30 maggio parte da Bassano del Grappa e arriva a Cima Grappa, in territorio comunale di Crespano, affrontando la salita sul versante trevigiano del Massiccio partendo da Semonzo. Ma il Comune più attraversato dall'evento sportivo è Romano d'Ezzelino: e il sindaco Rossella Olivo denuncia il “troppo pressapochismo, la mancata comunicazione tra Comuni e la mancata collaborazione” nella fase dei preparativi dell'organizzazione locale lanciando una dura critica al Comitato di partenza di Bassano e al Comune di Bassano, che non risparmia neppure la Regione Veneto, con un comunicato trasmesso in redazione che riportiamo di seguito:
COMUNICATO
Rossella Olivo: "Si è trattato il Giro d'Italia come una sagra di paese" (foto: archivio Bassanonet)
Giro d'Italia nel Bassanese: storia di una collaborazione mancata
“Dilettanti allo sbaraglio”. Il primo cittadino di Romano d’Ezzelino Rossella Olivo descrive così il comitato organizzativo della ciclotappa del Giro d’Italia che arriverà nei territori di Bassano del Grappa e Romano d’Ezzelino venerdì 30 maggio. Troppo pressapochismo, mancata comunicazione tra Comuni, nessuna collaborazione: sono queste le ragioni dell’amarezza che in questi giorni ha investito il sindaco, sintomo di una sinergia mancata e quindi di una grande occasione sprecata.
“Il Giro d’Italia è un momento di assoluto rilievo per un territorio - spiega il sindaco Rossella Olivo -. Una manifestazione prestigiosa ed importante che mette in evidenza i Comuni che attraversa in mondovisione. Appunto per questo sono profondamente rammaricata del come è stata gestita la tappa.”
Gli strali non risparmiano la Regione, che con una delibera di giunta del 3 ottobre 2013 ha stanziato 399mila 300 euro per le tappe venete con un prelevamento dal fondo di riserva, con una variazione di bilancio alla voce “spese impreviste”.
“La tappa è stata comprata dalla Regione ed è discutibile la decisione di prelevare una cifra così alta, per di più dal fondo di riserva, in un periodo storico come questo. In più l’assessore Marino Finozzi, che ha presieduto la conferenza stampa di presentazione a Bassano alla quale il Comune di Romano non è stato minimamente invitato, non si è nemmeno preoccupato di capire le problematiche e le esigenze reali dei Comuni che dovranno sostenere nei fatti la tappa, lavorando, magari aiutandoci con fondi destinati a sostenere le inevitabili spese del giro.”
Assente la collaborazione sul piano organizzativo: “In Municipio il 15 aprile ci è arrivata una lettera - prosegue il sindaco Olivo -. Era la comunicazione formale che il Comune di Romano avrebbe ospitato nel suo territorio un circuito della tappa. Siamo il Comune più attraversato dall’evento sportivo: i ciclisti saliranno da via Giardino e via Dante per scendere su via Roma. Non siamo mai stati coinvolti dal Comune di Bassano e dal comitato organizzativo per un confronto su alcun aspetto, né per il tracciato, né per altre ragioni. Per questo, vista la gravità della situazione, ho provveduto io a chiedere un tavolo tecnico di coordinamento in Prefettura che si è tenuto venerdì 9 maggio con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, dal Comune di Cassola ai Vigili del fuoco, dalla Protezione Civile e l’Ulss 3 alla Polizia stradale. Bassano non si era preoccupato di nulla.”
Il dilettantismo salta agli occhi anche nel volantino che a Bassano preannuncia l’arrivo del Giro: “La cartina del percorso si tronca alla fine del territorio di Bassano, su via Pio X, un esempio grafico che spiega bene come sia stato gestito il tutto. Il Trevigiano invece ha realizzato un’unica cartina globale, com’era più logico e sensato. Si sono dimostrati dei poveri dilettanti allo sbaraglio e questo vale sia per quei politicanti che pur essendo del territorio non hanno saputo gestirlo, che per il comitato della dis-organizzazione. Si è persa una grande opportunità: tutti si riempiono la bocca a parole con l’importanza del fare squadra ma invece quando se ne presenta l’occasione, l’ipocrisia regna sovrana.”
“Questa triste vicenda - conclude il primo cittadino - mal si coniuga con i propositi di creare il Comune unico della Grande Bassano. Queste iniziative dovrebbero essere lo spunto per adottare procedure standard tra Comuni confinanti, una necessità per i grandi eventi, e invece il fatto che Bassano abbia superato la Prefettura dimostra la non conoscenza delle procedure stabilite per questo tipo di manifestazioni. Lascia sbalorditi come non si sia curata minimamente la concertazione con gli altri Comuni, usando il Giro solo come una passerella politica, senza essere consapevoli né dei costi scaricati sempre e comunque sui cittadini né delle difficoltà anche economiche per quelle aziende che si vedono costrette a chiudere forzatamente la propria attività in quel giorno. Si è trattato il Giro d’Italia come una sagra di paese.”
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