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Attualità

La sanità veneta “esce” dagli ospedali

Presentato ai sindaci a Romano d'Ezzelino il nuovo Piano Socio Sanitario regionale. Previsti grandi cambiamenti: in ospedale solo i casi necessari, la maggior parte delle cure sarà erogata dal territorio

Pubblicato il 21 lug 2012
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La Regione Veneto si prepara a grandi cambiamenti con l’approvazione del nuovo Piano Socio Sanitario che prevede radicali modifiche e sviluppi alla programmazione, in particolare locale, dell’assetto socio sanitario.
Per discutere ed avere chiarimenti su quanto il territorio locale sarà chiamato a fare nei prossimi mesi, i sindaci del comprensorio bassanese insieme ai colleghi del trevigiano - già in una nuova ottica di vicinanza e collaborazione - sono stati invitati in municipio a Romano d’Ezzelino dal sindaco Rossella Olivo per un incontro sugli aspetti pratici e organizzativi conseguenti all'importante riforma.
Sono intervenuti i rappresentanti regionali Leonardo Padrin e Costantino Toniolo - rispettivamente presidenti delle commissioni consiliari regionali Socio Sanitaria e Bilancio e Affari Istituzionali - assieme al direttore generale dell'Ulss n. 3 Valerio Alberti e il rappresentante delle Cooperative Sociali Francesco Tosetto.

Da sinistra: il direttore generale dell'Ulss 3 Valerio Alberti, il presidente della commissione regionale Sanità Leonardo Padrin e il sindaco Rossella Olivo all'incontro di presentazione di Romano d'Ezzelino

“Il territorio con questo nuovo Piano - ha affermato il sindaco Olivo, aprendo i lavori - diventa il protagonista e noi dobbiamo essere pronti al cambiamento per non perdere tempo e opportunità in una logica di servizi sempre migliori, di alta qualità e soprattutto vicini a noi.”
“Sono passati 16 anni dall’ultimo Piano Socio Sanitario Regionale, - ha spiegato il presidente Padrin -. L’ottica generale e l’obiettivo primario di questo nuovo piano è determinare la centralità del cittadino superando ogni rigidità amministrativa. Il cittadino non deve essere più costretto a subire un confine dettato da diverse aziende ospedaliere, province, distretti, ma sarà il confine amministrativo stesso a dover andare incontro alle esigenze del territorio”.
“Uno degli aspetti principali di questo nuovo Piano - ha ancora detto Padrin - è una differenziazione netta fra quello che avviene in ospedale e fuori. In passato l’ospedale era il luogo della salute per eccellenza, oggi la risposta per tutto ciò che non è prettamente cura ospedaliera deve essere data fuori, attraverso strutture nel territorio.”
Il procedimento da parte della Regione è avviato, ora non resta che procedere con quanto previsto da parte di tutti gli organismi coinvolti.
“Questo Piano - ha concluso il direttore generale dell'Azienda Ulss 3 Alberti - offre una buona programmazione del territorio. Ora la vera sfida è arrivare rapidamente ad una gestione territoriale ottimale che richiederà a tutti i soggetti coinvolti, enti locali, Ulss, Comuni, uno sforzo maggiore e un duro lavoro rispetto a quello che stiamo producendo attualmente.”

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