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Danza

Gran finale a B.motion 2011

Sabato 4 settembre in scena due prime nazionali: al Teatro Remondini alle 21 "AURE" di Teatro Persona, alle 22.15 al Garage Nardini, "Duramadre" di Fibre Parallele. Chiusura alle 23 a Palazzo Bonaguro con "I am 1984" di Chico/Matjevic

Pubblicato il 02 set 2011
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Ultimo capitolo della Trilogia del Silenzio, lo spettacolo A U R E è ispirato all’opera di Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto. Come già accaduto per i due precedenti lavori ispirati a Beckett e a Schulz, Teatro Persona prende spunto dalle grandi opere letterarie considerandole come puro fatto materico e studiando i meccanismi che le governano e le sostengono.
Nel caso di Proust, questa materia scenica si sostanzia secondo le leggi pittoriche dell’impressionismo, visivo e percettivo. Sulla scena prende forma così un paesaggio sonoro sospeso e raffinato, dipinto di aure, aloni indicibili che circondano ogni cosa, che vibrano, si confondono e si dileguano nella grande casa dagli echi ottocenteschi abitata dai tre protagonisti.
Altri sapori quelli messi in campo da Fibre Parallele in Duramadre, uno spettacolo duro e selvaggio come questa nostra vecchia terra abusata che per reazione vomita e si ribella. Sul palco madre natura ha le fattezze di una vecchia decrepita, donna rancorosa del sud, che sputa catarro e sentenze. Scaltra, intelligente, ma senza cultura, forte come una belva pronta a sbranare la sua preda. Una matriarca che ama i propri figli fino a farli morire.

"Duramadre" Fibre Parallele

Con questo lavoro Fibre Parallele proseguono il loro complesso e fortunato percorso che li ha portati ad essere una tra le compagnie più programmate ed apprezzate dell'ultima generazione. Dicono le Fibre Parallele che ciò che si è, è figlio di qualcos’altro, che il salto delle epoche avviene in rapporto alle precedenti; così l’uso al contemporaneo del classico, dell’epica, è una vertigine da cortocircuito espressivo.
Dall'arcaismo di Fibre Parallele si passa all'ipercontemporaneità del duo italo sloveno Chico/Matijevic. La loro performance, "I am 1984", è un’avventura che parte dalla Jugoslavia, per raggiungere molto altro: la storia mondiale ma anche il cinema, la cultura pop, le arti e le scienze, fino alla realtà virtuale nata con l’avvento dei videogame e di internet. In scena Barbara Matijevic crea uno spazio performativo come fosse la mappa mentale di una città che si esplicita in disegno, trasferendo l'azione scenica sulla carta. I vettori risultanti da legami, dati, emozioni rimangono traccia evidente, traiettoria grafica, trascrizione simbolica di una coreografia verbale.
Info e prevendita presso Biglietteria Operaestate in via Vendramini 35 a Bassano tel. 0424 524214 – 0424 217811. Info anche 0424 217819 e sul sito www.operaestate.it

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