Connessioni contemporanee
Un dialogo col presente
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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Primo piano
Pubblicato il 15-04-2022
Visto 4.912 volte
Venerdì 22 aprile, al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, un nuovo appuntamento nella stagione di danza inserita in “Danza in Rete Festival_Vicenza–Schio”, avrà come protagonista Marco D’Agostin.
In programma, D’Agostin proporrà l’assolo Best Regards, entrato tra i finalisti come miglior spettacolo di danza ai Premi Ubu 2021. Qui l’artista trevigiano si esibirà nei panni di coreografo e performer. I testi sono di Chiara Bersani, Marco D’Agostin, Azzurra D’Agostino, Wendy Houston, le luci a cura di Giulia Pastore, la scenografia a firma Simone Spanghero e Andrea Sanson, la produzione è targata Van, suono e grafiche Lska.
D’Agostin vincitore del Premio Ubu 2018 come miglior Performer Under 35, nel triennio 2022/24 Artista Associato del Piccolo Teatro di Milano, in questo lavoro si interroga sul valore della lettera come strumento di comunicazione fuori del tempo, carico di significati non necessariamente correlati al presente ma sempre connessi alla storia di chi scrive.
Marco D'Agostin (foto di Alice Brazzit)
Best Regards è una lettera scritta a qualcuno che non risponderà, il coreografo e performer inglese Nigel Charnock, uno dei fondatori dei DV8- Physical Theatre, morto nell’agosto del 2012 e conosciuto da Marco D’Agostin a Bassano nel 2010 durante un workshop. È fondamentalmente un lavoro sulla rabbia, soprattutto sulla rabbia del primo amore, quello che divorava Marco D’Agostin prima che la danza diventasse il suo mestiere. Un atto di disperata nostalgia non per il mondo com’era, ma per il mondo come appariva all’allora giovane aspirante performer.
Chi ha conosciuto l’eclettico artista inglese non fatica a trovare somiglianze e analogie con il performer italiano. «L’incontro con Charnock ha segnato una linea netta nel mio modo di pensare la performance. Dopo di lui la possibilità di una danza è per me la possibilità che tutto in scena accada, simultaneamente. Best Regards non è un tributo, ma di sicuro un saluto. È un modo per dire: ‘Dear N, I wanted to be too much too’» ha recentemente dichiarato Marco D’Agostin.
La genesi della coreografia è complessa: legata all’evocazione del fantasma di Nigel Charnock, è stata un lavoro molto fisico sull’idea del corpo che si lascia attraversare dalle memorie dell’artista scomparso ma si unisce alle memorie di D’Agostin bambino.
Dopo la performance, che avrà luogo alle 20.45, ci sarà un appuntamento con “Incontro con l’Artista”, condotto da Giulia Galvan.
Marco D’Agostin è anche mittente di un invito che vedrà la luce a fine luglio all'interno di Operaestate Festival, una chiamata rivolta a 12 cittadini a cui è chiesto di partecipare al processo creativo sul focus: "Scrivere lettere è sempre pericoloso".
Per tutti, nel frattempo, è possibile dare uno sguardo ai taccuini e alle lettere di Antonio Canova, direttamente online, grazie al Mba (Musei, Biblioteca, Archivio) di Bassano: www.museibassano.it/.../digitalizzazione-fondo...