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Concluso in positivo il primo campeggio del Rugby Bassano riservato alle giovanili

Pubblicato il 02 ago 2015
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Anche se sicuramente l’età nei confronti dei piccoli ovalini del Rugby Bassano è più benevola, un po’ di relax è cosa gradita anche a loro, visto il lavoro e i conseguenti miglioramenti ottenuti nel corso dell’ormai trascorsa stagione.
La società sportiva di Ca’ Baroncello ha promosso e assodato con successo la prima edizione del campeggio estivo dedicato esclusivamente alle piccole promesse giallorosse. Duemila, duemila e uno, duemila e due e duemila e tre; il costo della vacanza? Macchè! Gli anni di nascita di coloro che hanno testato per primi quest’esperienza nuova, fresca, all’insegna dello sport, della natura e della condivisione.
Partendo da un progetto di qualche anno fa del dirigente Marco Ganassin, la società ha proposto questa nuova attività che va a integrare e ampliare la normale programmazione delle giovanili.

L’adesione iniziale di venticinque famiglie è stata premiata da un risultato giudicato da tutti come positivo e importante. A fare da cornice alla simpatica villeggiatura è stato un maso rustico ma ben attrezzato, in località Favo Alto a Baselga di Pinè in Trentino, il quale ha ospitato per una settimana (dal dodici al diciannove luglio) ragazzi e team.
A orchestrare il tutto con tono competente ed esigente, lo staff tecnico composto da Tommaso Campana allenatore dell’under sedici e Matteo Girardi allenatore dell’under dodici, supportati da Nicola Cei, giocatore senior e, coadiuvati dal prezioso contributo di Andrea Segafredo, coach della prima squadra. Ma non è finita qui perché a collaborare ulteriormente in maniera infaticabile e allegra, c’è stato anche un gruppo logistico formidabile formato da Loretta Battaglia, Andrea Signori e Martino Simonetto, giocatore dell’under 18 che si è occupato della cucina, della cambusa e dell’infermeria.
Non sono mancate le gradite visite di molti allenatori, genitori e dirigenti e fra i tanti anche del presidente Filippucci.
I protagonisti indiscussi sono stati senza dubbio i ragazzi che si sono dedicati al rugby, al nuoto, alla mountain bike, alla pesca, alle escursioni e ai falò notturni. Non sono mancate alcune disavventure con api e animali vari, alcune salite un po’ faticose e qualche sano volo in bicicletta. Questi “incidenti di percorso” non sono stati però sufficienti a spegnere l’entusiasmo diffuso che ha contraddistinto quest’esperienza e che ha sicuramente collaborato alla creazione di nuove amicizie utili a rilevare un gruppo solido e ancora più affiatato e sicuramente pronto per ripartire a settembre con rinate energie.
Infine si può affermare con certezza e soddisfazione che il bilancio di questo primo campeggio è stato senz’altro più che positivo tant’è che si sono venuti a formare tutti i presupposti per riproporre anche in futuro questa poliedrica esperienza.

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