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Autonomia differenziata
Autonomia a Solagna? Sì, ma di raccolta differenziata. Ora basta: il caso dell’ecocentro del Comune della vallata, fino adesso gestito da volontari, che resterà chiuso per mesi in attesa del nuovo sistema di conferimento imposto da Etra
Pubblicato il 14 ago 2024
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Autonomia differenziata? Sì, ma se per “differenziata” si intende quella della raccolta delle scoasse.
A Solagna, municipalità in cui la parola “autonomia” è di casa dopo il referendum del 2018 che ha bocciato la fusione nel Comune unificato di Valbrenta, la filosofia del fai da te ha contraddistinto fino adesso anche il funzionamento dell’ecocentro comunale.
L’area, ubicata in via Papa Giovanni di fianco al cimitero e vicino al parco pubblico del palasport, è di proprietà del Comune ed è ovviamente seguita da Etra per la parte del trasporto e dello smaltimento del materiale conferito.
Foto Alessandro Tich
Ma fino ad oggi ha avuto una particolarità.
È stata gestita - per l’appunto in autonomia - da volontari, appartenenti con tanto di casacca identificativa al Gruppo Ecologico Solagnese, che a turno aprono il cancello dell’ecocentro nei giorni e negli orari previsti e dirigono il traffico dei rifiuti da conferire nei diversi cassoni: la carta di qua e il vetro di là, la plastica di qua e gli ingombranti di là, eccetera.
Nessuna tessera o pass da esibire all’ingresso: a lungo andare, in un paese di appena 1.900 anime si finisce per sapere chi vi risiede e chi no e gli utenti entrano, per così dire, sulla fiducia, perché già conosciuti ai volontari di turno.
Si potrebbe anche dire “volti già noti presso questi uffici”, se non fosse una formula usata dalle forze dell’ordine riguardo ai pregiudicati finiti in manette.
Non è indicato inoltre nessun limite di deposito dei rifiuti, né in quantità, né in numero di conferimenti durante l’anno: l’unica regola è quella di accedere in ecocentro massimo tre utenti alla volta.
Dal punto di vista della libertà di movimento e di smaltimento ecologico, Solagna fa veramente rima con cuccagna.
Ma ecco che, del tutto all’improvviso e nel cuore dell’estate, è arrivata la novità.
Dallo scorso 5 agosto il centro di raccolta solagnese è stato chiuso temporaneamente al pubblico.
L’ultimo giorno utile per recarsi in ecocentro è stato sabato 3 agosto - e non vi dico la fila biblica di auto in entrata in quella data - e l’amministrazione comunale ne ha dato notizia ai cittadini tramite il canale WhatsApp del Comune appena quattro giorni prima e cioè martedì 30 luglio. Complimenti vivissimi.
Comunque sia, l’improvvisa chiusura dell’impianto è dovuta alla “rivoluzione copernicana” imposta da Etra anche per le scoasse di Solagna.
Nella stessa area di via Papa Giovanni la società multiutility che più utility non si può realizzerà infatti una nuova isola ecologica che a partire da gennaio 2025 permetterà di conferire diverse tipologie di differenziato (carta e cartone, imballaggi in plastica, metalli e vetro - e solo queste) ma anche il secco residuo mediante attrezzature ad accesso controllato H24.
Per tutto il periodo dei lavori rimarrà comunque attivo, per chi ne usufruisce, il servizio di raccolta stradale.
Cambierà il mondo, quindi: una volta attivato il nuovo sistema, in cui l’utente sarà identificato con nome e cognome, saranno fissati i limiti annuali e giornalieri di conferimento pro capite, superati i quali si dovranno aprire i cordoni della borsa.
Intanto l’amministrazione comunale di Solagna ha concesso ancora un po’ di respiro ai suoi concittadini temporaneamente privati del servizio.
Proprio oggi, e sempre da comunicazione dell’ultimo minuto, l’ecocentro è stato riaperto fino al 21 agosto, il mercoledì pomeriggio e il sabato mattina e pomeriggio.
Questo pomeriggio c’è stato quindi un nuovo piccolo assalto alla diligenza, comunque in tono minore perché siamo a Ferragosto, ed è di oggi la foto che vedete pubblicata sopra.
Dopodiché, dal 22 agosto e fino a nuovo ordine, presumibilmente per la fine dell’anno, stop definitivo alle danze.
Per tutti questi mesi i solagnesi che non usufruiscono del servizio di raccolta stradale dovranno recarsi con i loro rifiuti negli ecocentri o “centri di raccolta in circolarità” degli altri Comuni dislocati nel territorio del Bacino Brenta per i Rifiuti, i più vicini del quali sono quelli di Valbrenta in via Giara Modon e di Pove del Grappa in via Romanelle.
Bisogna andare là, esibire la carta d’identità o il codice fiscale dell’intestatario dell’utenza, spiegare agli addetti del luogo di essere residenti a Solagna, eccetera eccetera.
In alcuni punti del paese ci sono anche le classiche “campane” per la plastica, il vetro e la carta, ma non è difficile immaginare che, nel prolungato periodo in cui l’ecocentro rimarrà chiuso, saranno mediamente stracariche.
La nuova isola ecologica solagnese sarà realizzata anche grazie ad un finanziamento derivante dal PNRR ed ottenuto dal Bacino Brenta per i Rifiuti con la collaborazione di Etra.
“I lavori si inseriscono all’interno di un impegno strategico che come società stiamo portando avanti sul fronte della riduzione della produzione del rifiuto secco”, ha spiegato Flavio Frasson, presidente di Etra ovvero Etra Spa Società benefit.
“Il disagio relativo che provoca ai nostri concittadini la chiusura temporanea del centro di raccolta - ha commentato invece un entusiasta sindaco di Solagna Stefano Bertoncello - sarà “premiato” con la realizzazione di una nuova isola ecologica, grazie alla collaborazione con Etra, che potenzierà in modo significativo il servizio di raccolta rifiuti nel nostro paese, confermando così in modo concreto ed efficace una attenzione quanto mai importante nei confronti dell’ambiente al quale tutti siamo chiamati a contribuire.”
Dovremo farcene una ragione per evitare che Solagna, questa volta, faccia rima con lagna.
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