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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

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Genova a merenda

Ponte Morandi e Ponte degli Alpini: “Affinità tra Genova e Bassano nella voglia di rinascita delle due città”. L'incredibile intervento dell'assessore di Genova Simonetta Cenci all'inaugurazione della mostra sul Ponte al Museo Civico

Pubblicato il 03-06-2021
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Scusate il ritardo. Mi accingo solo adesso ad occuparmi dell'apertura della mostra “Palladio, Bassano e il Ponte. Invenzione, storia, mito”, allestita al Museo Civico nell'ambito delle celebrazioni per la restituzione del Ponte alla città, inaugurata la scorso 28 maggio e di cui scriverò specificatamente in un prossimo articolo. Ma, tra una roba e l'altra e tra un manifesto satirico e un altro, in questi giorni non ho avuto tempo di occuparmene con la dovuta attenzione.
C'è però una cosa che, riguardo alla conferenza stampa di presentazione nel chiostro del Museo e alla successiva cerimonia di inaugurazione della mostra, va “stralciata” da tutto il resto e inserita in un capitolo giornalistico a sé stante. Si tratta dell'intervento, tra le autorità invitate a parlare nell'occasione, dell'ospite che non ti aspetti: l'assessore all'Urbanistica e ai Progetti di riqualificazione del Comune di Genova Simonetta Cenci.
“Che c'azzecca?”, si sarebbe chiesto il Di Pietro dei tempi d'oro. C'azzecca che l'attuale sovrintendente all'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza Vincenzo Tinè, che ha collaborato alla realizzazione della mostra, è molto legato alla città di Genova: nel capoluogo ligure è cresciuto e all'ombra della Lanterna ha svolto il ruolo di sovrintendente all'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria prima di approdare in Veneto. E così, per il fatidico momento della presentazione e del taglio del nastro dell'esposizione, il sovrintendente ha fatto in modo che intervenisse anche l'assessore di Genova, sua amica, per significare un ideale “gemellaggio” con Bassano del Grappa che però, in realtà, ha fatto molto discutere. Intervenendo a Bassano l'assessore Cenci ha lanciato infatti un ardito parallelo tra il nostro Ponte degli Alpini, ricostruito parzialmente per le cattive condizioni che ne hanno reso necessario il ripristino e il consolidamento statico, e il Ponte Morandi, sulle cui macerie è stato costruito il nuovo Ponte San Giorgio progettato da Renzo Piano, a seguito di un'immane tragedia. Un parallelo “emozionante”, per usare un aggettivo caro all'amministrazione Pavan, ma del tutto inopportuno.

L'assessore comunale di Genova Simonetta Cenci (foto Alessandro Tich)

Io ve lo dico con franchezza, com'è il mio solito: parlare del Ponte di Genova all'inaugurazione di Bassano è stato come parlare dei cavoli a merenda. Totalmente fuori contesto, per rispetto soprattutto dei genovesi. Eppure l'assessore Cenci, alla presentazione in chiostro - per la gioia del sovrintendente Tinè, del sindaco Pavan e dell'assessore Cabion -, è arrivata a parlare di “somiglianze tra Genova e Bassano” che pur nella genesi totalmente opposta delle due ricostruzioni esprimono “affinità nella voglia di rinascita delle due città”.
È proprio vero: i politici, quando vogliono, la sanno raccontare in maniera fantastica.
“Da Genova a Bassano, perché?”, ho chiesto all'assessore Simonetta Cenci a margine della giornata inaugurale. “Per affinità di intenti e soprattutto per una affinità che abbiamo intrattenuto con il vostro attuale sovrintendente Tinè che prima era a Genova e che mi ha gentilmente invitato - mi ha risposto -. Ma soprattutto perché abbiamo un qualcosa che ci può tenere insieme, che sono i nostri due ponti. Il ponte ricostruito, che è il nostro Ponte San Giorgio, ex Ponte Morandi, e il vostro Ponte, che è un ponte storico. Quindi da una parte la rigenerazione urbana e il recupero di quelle che sono le connessioni, dall'altra invece la storia e il mantenimento anche in questo caso delle connessioni con la città.”
Vestendo per un attimo i panni del cronista buono, ho quindi domandato all'esponente della giunta del sindaco Bucci “quale messaggio arriva da Genova alla piccola Bassano”.
“Un messaggio di voglia di rimettersi in gioco sempre - ha replicato l'assessore -. Continuare ad essere alla ricerca di quella che è la valorizzazione del proprio territorio e della propria città. Noi siamo arrivati come giunta quattro anni fa e abbiamo trovato una situazione di una città che era un po' in degrado. Abbiamo voluto riprenderla e rilanciarla. E questa secondo me va sempre presa come una delle massime ambizioni della pubblica amministrazione.”
Infine, sottolineando che “il Ponte di Genova nasce da una grande tragedia mentre quello di Bassano da un lavoro durato anni, per tutt'altre motivazioni e esigenze” ho evidenziato alla mia interlocutrice che “lei ha parlato comunque, per entrambi i casi totalmente opposti, di ripartenza”. “Sì, innanzitutto un ponte collega - è stata la risposta di Simonetta Cenci -. E conseguentemente il fatto che ci sia la mancanza di un ponte e la mancanza di un collegamento non dà unità. In entrambi i casi, il ponte è un senso di unione. Poi siamo in un momento in cui dobbiamo ripartire e quindi la ripartenza post-Covid e post-tragedia sicuramente è una ripartenza sulla quale tutti noi dobbiamo mettere le nostre massime ambizioni.”
Non ho avuto voglia di spiegare all'assessore genovese, per non fare la figura del giornalista saputello, che in realtà durante tutti gli anni del lungo restauro del Ponte di Bassano - fatta eccezione per i temporanei periodi di chiusura - il collegamento tra le due sponde opposte c'è sempre stato e quindi la sua analogia non calzava con la realtà.
Ma non era il caso: il bon ton consiglia di non mettere a disagio gli ospiti, soprattutto se considerati ospiti speciali come in questa occasione.
Il “collegamento” tra il nostro Ponte Vecchio e il Ponte/Viadotto sopra il torrente Polcevera non è stato evocato solamente a parole. Il percorso della mostra al Museo Civico di Bassano si conclude infatti con un pannello fotografico con didascalie, che vedete immortalato qui sotto, riguardante il Ponte Morandi prima e dopo il disastro e il nuovo Ponte San Giorgio in costruzione e quindi in esercizio. Genova a merenda.

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