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Le Circustanze
Tutta la verità sull'annullamento dell'Opera Circus di Operaestate Festival. Sono stati davvero “imprevisti” e “insormontabili” i motivi della decisione da parte dell'amministrazione comunale?
Pubblicato il 21 set 2019
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Opera Circus? Si poteva fare. Limitatamente al Teatro al Castello Tito Gobbi, ma si poteva fare. La notizia non è nuova, perché l'avevamo già resa nota nel nostro articolo “Il Circo mediatico”. Ma dal momento che l'Amministrazione comunale ha dovuto annullare l'evento “per imprevisti e insormontabili motivi di natura tecnica”, è opportuno verificare quanto “imprevisti” e quanto “insormontabili” questi motivi siano realmente stati.
Piccolo riassunto per chi fosse rientrato adesso dalle vacanze: Opera Circus - Incanti dal mondo doveva essere il grande evento conclusivo del cartellone 2019 del Festival delle Città Palcoscenico. Tre giorni di spettacoli (da venerdì 13 a domenica 15 settembre) in cui acrobati, equilibristi, giocolieri, clown, artisti di strada e tutto quanto fa arte circense avrebbero dovuto esibirsi in diverse postazioni nell'intero complesso del Castello degli Ezzelini: in piazza Castello, sul sagrato del Duomo di Santa Maria in Colle, nel Teatro al Castello Tito Gobbi e lungo tutto il camminamento di ronda attorno alle mura.
Cosa che alla fine non si è verificata, per il divieto imposto dalla Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo e Intrattenimento, dopo che la manifestazione era già stata annunciata in conferenza stampa e con molti biglietti già venduti. Anche se di divieto totale, come vedremo, non si è trattato.
The Black Blues Brothers, una delle oltre 20 compagnie che dovevano esibirsi ad Opera Circus (fonte immagine: amatmarche.net)
L'incredibile stop - per la prima volta in 39 anni - a una rassegna di Operaestate ha suscitato inevitabilmente un vespaio di discussioni, amplificate dal clima di caccia alle streghe generato dalle notizie dei giorni scorsi sugli annunciati destini della attuale direzione del Festival. Ma anche in questo caso nulla è accaduto per caso. E dalle carte ufficiali relative alla vicenda emerge una consequenzialità dei fatti davvero interessante.
La Commissione (composta dalla Tamara Bizzotto, assessore comunale, delegato del sindaco e presidente di Commissione; Alessio Cavalli, delegato dal comandante dal corpo di Polizia municipale; Giorgio Dissegna, delegato del responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss 7; Walter Stocco, dirigente Area 4 Lavori Pubblici del Comune di Bassano del Grappa; Vincenzo Valeri, delegato del comandante dei Vigili del Fuoco di Vicenza e Diego Tollardo, esperto in elettrotecnica) si era riunita in data 29 agosto per procedere all'esame della documentazione tecnica, ai fini del rilascio della licenza di agibilità delle strutture di Opera Circus nell'area del Castello. E aveva espresso “parere contrario al progetto presentato per la manifestazione sopra richiamata” per le carenze rilevate nel sistema delle vie di fuga in caso di emergenza.
“È stato riscontrato - dichiara il verbale di Commissione, firmato da tutti i componenti - che il sistema di esodo è carente almeno per quanto attiene la determinazione del massimo affollamento ipotizzabile, il numero delle uscite di sicurezza e le caratteristiche dimensionali del percorso di esodo.” Nello stesso testo si comunica che “l'organizzatore si riserva di di presentare un nuovo progetto valutando le norme di sicurezza nel rispetto del punto 10 delle Linee guida per per l'individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità, allegate alla Direttiva 18/7/18”. Vale a dire la Direttiva emanata dal Ministero dell'Interno sulle misure di “safety” da adottare in occasione di pubbliche manifestazioni ed eventi di pubblico spettacolo.
La medesima Commissione si è quindi riunita una seconda volta in data 10 settembre - e quindi a soli tre giorni dall'inizio dell'evento in programma - dopo che il giorno prima, 9 settembre, era stata protocollata in Comune la relazione tecnica a firma dell'ing. Vito De Carlo contenente la nuova planimetria di progetto della manifestazione e il piano di sicurezza e di evacuazione. Anche in questo caso, tuttavia, i commissari hanno rilevato che il progetto presentato “non soddisfa i requisiti” di cui al punto 10 della già citata Direttiva del Viminale.
Ma attenzione: il secondo verbale di Commissione non esprime parere contrario, bensì parere favorevole allo svolgimento di Opera Circus, ma limitatamente all'area del Teatro all'aperto Tito Gobbi.
“Stante il progetto in esame - afferma il verbale del 10 settembre -, questa Commissione ritiene di poter esprimere il proprio parere favorevole di competenza per una capienza massima di n. 632 spettatori per attività di pubblico spettacolo da esercitarsi limitatamente all'interno all'interno del Teatro Gobbi nelle forme e nei modi definiti come da precedente commissione del 7/5/19 per Operaestate Festival 2019. Con la prescrizione di mantenere le altre aree presenti all'interno del Castello a disposizione per la piena ed esclusiva esigenza dell'esodo delle persone presenti all'interno del Teatro stesso.”
Ma c'è di più: giovedì 12 settembre, giorno della vigilia dell'evento, il dirigente comunale Walter Stocco ha rilasciato ad Operaestate la licenza di agibilità e di esercizio (numero di protocollo 63064/2019) “per spettacoli di circo contemporaneo, teatro e musica (...), nel periodo dal 13 al 15 settembre 2019, con termine entro le ore 23.30 in occasione della manifestazione denominata “Opera Circus 2019”, per una capienza di 632 spettatori, seduti o in piedi (senza sedie), sotto l'osservanza di tutte le Leggi e Regolamenti vigenti in materia, nonché delle prescrizioni e condizioni (...) indicate nel Verbale in data 10/9/2019 (...) della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo”.
Ma nello stesso giorno in cui il dirigente del Comune metteva nero su bianco il semaforo verde allo svolgimento della manifestazione, per quanto limitata entro il perimetro del Teatro Tito Gobbi, è arrivata dall'Amministrazione comunale la comunicazione dell'annullamento di Opera Circus “per imprevisti e insormontabili problemi di natura tecnica”.
Ed è a questo punto conclusivo, egregi lettori, che il vostro umile cronista si sente di evidenziare quattro cosette.
Primo: i motivi dell'annullamento saranno stati anche “imprevisti”, ma il fatto che l'intera area del Castello non fosse disponibile per la manifestazione era noto già dal 29 agosto, e quindi a due settimane dall'inizio dell'evento.
Secondo: proprio il 29 agosto, nello stesso giorno in cui si è riunita per la prima volta la Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Opera Circus, con l'intervento del sindaco e assessore alla Cultura Elena Pavan e del direttore artistico di Operaestate Rosa Scapin, nella quale l'evento è stato presentato nel suo programma originale, diffuso nell'intera area del Castello. Posto che l'approvazione della Commissione sarà stata data per scontata, non sarebbe stato meglio attenderne gli esiti prima di convocare i media?
Terzo: è probabile ed anzi plausibile che gli aspetti “insormontabili” dell'annullamento abbiano riguardato l'impossibilità tecnica di collocare le oltre 20 compagnie di artisti del programma tutte all'interno del Teatro Tito Gobbi. Ma sarebbe stato così tecnicamente impossibile, alla luce del parere negativo del 29 agosto, predisporre in tempo utile anche se ristretto un programma ridimensionato, mantenendo le date e salvando la faccia?
Quarto e ultimo: quella che appare completamente assente in tutta questa storia è stata la gestione politica della vicenda, con l'amministrazione che è sembrata quasi “travolta” dal corso degli eventi. L'incapacità di salvare almeno una parte della rassegna al Castello conferma che cosa significhi non avere un assessore alla Cultura a tempo pieno, a fronte di questo annullamento per il quale non è stata solo colpa delle Circustanze.
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