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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
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La rosa dei 20

Prossimamente in arrivo a Bassano venti nuovi richiedenti asilo. Ma al posto di altri venti che dovevano arrivare. Il prefetto di Vicenza accoglie le condizioni poste dal sindaco Poletto

Pubblicato il 21-06-2017
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Non prendete paura: l'imperiosa foto del sindaco di Bassano Riccardo Poletto davanti alla scritta “La legge è uguale per tutti” non è dovuta ad improvvise ambizioni giudiziarie del primo cittadino, ma semplicemente al luogo in cui la notizia di cui ci occupiamo viene comunicata. Ovvero l'aula udienze civili dell'ex Tribunale di Bassano del Grappa di via Marinali, sede di una conferenza stampa di cui riferiremo in un prossimo articolo, a margine della quale il sindaco annuncia l'ultima novità in materia di richiedenti asilo.
E la novità, in sintesi, è la seguente: prossimamente arriveranno a Bassano 20 nuovi aspiranti profughi, approdati in Italia con l'ondata dei più recenti sbarchi.
Ma la somma aritmetica delle presenze dei migranti non subirà variazioni: i 20 nuovi arrivati saranno infatti accolti in città al posto di altri 20 che dovevano arrivare.

Foto Alessandro Tich

“Ho avuto occasione di incontrare più volte il nuovo prefetto di Vicenza Umberto Guidato - riferisce Poletto -. Il prefetto ha il problema di dover dislocare i nuovi richiedenti asilo che continuano ad arrivare nella nostra provincia e mi ha chiesto quale sia la disponibilità del nostro Comune ad accoglierne ancora. Io gli ho detto che Bassano ha già fatto la sua parte, sia come quantità che come qualità dell'accoglienza.”
Attualmente a Bassano del Grappa sono presenti circa 90 aspiranti profughi, ospitati in accoglienza diffusa in varie abitazioni a disposizione delle cooperative che li gestiscono. A questi avrebbe dovuto aggiungersi il contingente di ulteriori 20 migranti, tutti donne e bambini, gestito dalla cooperativa Cosep di Padova e destinato dallo scorso mese di settembre a collocarsi in un immobile in via Santissima Trinità in quartiere Angarano.
90 + 20 = 110. Ovvero più o meno la soglia del 2,5 per 1000 rispetto al numero degli abitanti indicata come limite per l'accoglienza dei nuovi stranieri nei Comuni italiani.
“Il prefetto - continua il sindaco - mi ha riferito che la situazione dei 20 richiedenti asilo previsti ad Angarano non si era ancora risolta, ci sarebbero ancora dei problemi con la proprietà dell'immobile. Io gli ho detto che sarei disposto ad accogliere nuovi richiedenti asilo, ma a due condizioni: e cioè che i nuovi migranti arrivino al posto di quelli che erano previsti ad Angarano, nella stessa quantità e con conferma scritta nero su bianco dal prefetto, e che mi venisse data anche la facoltà di lasciarmi scegliere l'associazione o la cooperativa con cui gestirli.”
Ed è quello che è successo: il prefetto ha comunicato ufficialmente al Comune di Bassano lo stop all'arrivo del gruppo di 20 donne e bambini gestiti da Cosep e previsti ad Angarano - e che a questo punto se ne andranno altrove -, mentre il sindaco ha contattato al riguardo Enrico Parolin, presidente della associazione “di fiducia” Casa a Colori, che gli ha confermato la disponibilità alla collocazione e alla gestione dei futuri 20 arrivi.
Non è ancora nota la data del trasferimento a Bassano del nuovo contingente di migranti, né ancora sono dati sapere il sesso e la nazionalità.
Il gruppo sarà comunque gestito secondo le consuete modalità di Casa a Colori: sistemazione in appartamenti di non più di 5-7 persone per abitazione, dislocazione nei quartieri e impiego dei nuovi arrivati in lavori socialmente utili.
“Se tutti i Comuni facessero come Bassano l'Italia con i profughi sarebbe a posto - sottolinea Poletto -. Mi risulta che nella nostra provincia il 40 per cento dei Comuni non ha neanche un richiedente asilo, lasciando il peso dell'accoglienza agli altri enti locali. Il nostro è un modello di accoglienza diffusa, a piccoli gruppi, senza nessun tipo di problema.” “Tutto questo - conclude il sindaco - comunque al netto dei problemi per gestire e arginare le ondate di arrivi che devono ancora essere risolti a livello macro, nazionale ed europeo.”

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