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Il Risorgimentale

Gianni Castellan, noto sindacalista, è il presidente del Consiglio di Quartiere Angarano. E dal Ponte Vecchio fino al nuovo progetto per Villa San Giuseppe, parla della “rinascita” del quartiere in destra Brenta

Pubblicato il 27 mar 2017
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Assemblee di fabbrica, trattative contrattuali, casse integrazioni e stati di agitazione, per lui, non hanno segreti. Ora però deve fare i conti anche con i non meno impegnativi problemi del quartiere che rappresenta.
Gianni Castellan, sindacalista di lungo corso, vicepresidente dell'Ente Bilaterale del Veneto e operatore del Dipartimento CISL Veneto Industria-Artigianato, dallo scorso ottobre è infatti il nuovo presidente del Consiglio di Quartiere Angarano a Bassano del Grappa.
Un incarico che ha assunto a seguito delle nuove elezioni di quartiere, indette dal Comune dopo la situazione di impasse generata dallo stato di agitazione (non sindacale) che aveva di fatto congelato l'attività del Consiglio di Quartiere precedente. Trovandosi a gestire le questioni che riguardano l'importante rione cittadino in un momento di evidente trasformazione e di grande fermento per la destra Brenta.

Gianni Castellan (fonte immagine: cislveneto.it)

Basti pensare al restauro del Ponte degli Alpini: sono bastati pochi giorni di chiusura al transito pedonale dello storico manufatto per le operazioni di allestimento del cantiere per accorgerci quanto in realtà via Angarano sia legata, a guisa di cordone ombelicale, con il centro storico.
E non a caso sabato scorso, nel primo dei due giorni di temporanea riapertura del Ponte in concomitanza col weekend, Castellan ha accompagnato il vicesindaco Roberto Campagnolo in un giro di ricognizione di Borgo Angarano finalizzato a raccogliere gli umori e le osservazioni di residenti e commercianti.
“Abbiamo dovuto registrare - riferisce il presidente del quartiere - che il disagio per il Ponte è notevole, per la mobilità dei concittadini soprattutto più anziani e per le casse delle attività commerciali, con incassi più che dimezzati e qualche punta di grande difficoltà, come nel caso del panificio che giovedì scorso non ha venduto praticamente niente.”
“Contemporaneamente - continua Castellan -, i cittadini hanno apprezzato il minibus col percorso allargato in via Angarano e l'attenzione che ci ha messo l'Amministrazione comunale nel recuperare il ritardo con cui è arrivata la comunicazione della chiusura del Ponte, conseguente a sua volta al ritardo con cui la chiusura è stata comunicata dalla ditta che esegue i lavori.” “Questa prima fase è stata superata - aggiunge -. Bisogna adesso pensare alle prossime chiusure che saranno messe in atto fino alla consegna dei lavori.”
Ma Castellan, nell'occasione, mette da parte lamentele e piagnistei e guardando all'immediato futuro parla anzi di “rinascita” del suo quartiere.
“Siamo in una fase che io chiamo “risorgimentale” - dichiara -. Non ci sono solo i lavori del Ponte. In quartiere Angarano prossimamente saranno avviate la ristrutturazione dell'ex Macello e la riqualificazione di viale Scalabrini. C'è poi il progetto della famiglia Rosso per il brolo di Palazzo Bonaguro. In più abbiamo due-tre idee in gestazione anche come Consiglio di Quartiere per rendere Angarano uno dei quartieri più belli della città.”
Con un'ulteriore ciliegina sulla torta riguardante l'area di Villa San Giuseppe, già storica sede della Compagnia dei Gesuiti, oggi gestita da due cooperative sociali.
“Le cooperative - rivela Castellan - stanno costruendo un progetto per la risistemazione del parco della Villa, in chiave di recupero storico, con l'apertura anche di un percorso pedonale che consentirà di arrivare a piedi e in sicurezza a Villa San Giuseppe dal Ponte Vecchio, passando per via Macello.” “Sarà ricavato un passaggio pedonale anche dal nostro centro ricreativo - continua -. Questi interventi valorizzeranno il quartiere Angarano in termini di posto bello e sicuro in cui vivere.”
Così parlò Gianni Castellan, sindacalista prestato alla vita pubblica cittadina.
Che esplicitamente, riguardo al suo quartiere in destra Brenta, cita la parola “Risorgimento”.
Ma piazza Garibaldi e il monumento in via Roma a Vittorio Emanuele II non sono forse dall'altra parte della città?

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