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Dino e i suoi fratelli
Viaggio curioso tra i “Dinosauri in Carne e Ossa” esposti alla mostra-evento di Palazzo Bonaguro. Dai grandi rettili carnivori ai mammiferi che non ti aspetti, fino al millepiedi gigante. E tra Bassano e Marostica scatta il Dino-Gemellaggio
Pubblicato il 07 dic 2013
Visto 6.634 volte
Dino e i suoi fratelli hanno le forme e le dimensioni più diverse.
Dai rappresentanti più imponenti delle varie specie - come l'Allosauro, lo Spinosauro, il Pachyrhinosauro o l'immancabile Tirannosauro Rex - a quelli più piccoli, come il minuscolo Scipionyx Samniticus: il rettile neonato, ribattezzato “Ciro”, il cui celebre fossile è stato il primo reperto di dinosauro rinvenuto in Italia.
Sono tutte ricostruzioni, è vero: ma sono perfette, e soprattuto scientificamente attendibili. Garantisce l'A.P.P.I. (Associazione Paleontologica Parmense Italiana), il sodalizio a cui aderiscono autorevoli ricercatori italiani nel campo della paleontologia, il cui scopo - con impostazione molto “americana” - è quello di divulgare al grande pubblico i risultati degli studi e dei ritrovamenti sulla fauna delle ere più lontane della storia della Terra e il cui presidente onorario è nientemeno che il paleontologo John “Jack” Horner, ispiratore e consulente scientifico della saga cinematografica Jurassic Park.
Uno dei "big" in mostra al Bonaguro: l'Allosauro (foto Alessandro Tich)
Ora il Jurassic Park - grazie all'incontro tra l'A.P.P.I e la Sezione Naturalistica del Museo Civico - si è materializzato a Bassano del Grappa, con la spettacolare e attesa mostra “Dinosauri in Carne e Ossa - Scienza e Arte riportano alla vita i dominatori di un mondo perduto”, curata dai paleontologi Simone Maganuco e Stefania Nosotti, patrocinata dalla Presidenza della Repubblica e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e inaugurata ieri a Palazzo Bonaguro dove sarà allestita fino al 4 maggio 2014.
Esposte oltre quaranta riproduzioni a grandezza naturale di alcune tra le più rappresentative bestie preistoriche, elaborate dagli esperti e dai migliori “paleo-artisti” (scultori e illustratori scientifici) italiani assieme all'azienda Geomodel di Quarto d'Altino (Ve), laboratorio di scenografia specializzato nella produzione di modelli tridimensionali di dinosauri in scala reale, realizzati con rigoroso metodo scientifico.
Dai grandi carnivori...al progenitore di Scrat
Tra i dinosauri - e non solo - in rassegna, ce n'è davvero per tutti i gusti.
Ma sono i grandi carnivori, inevitabilmente, a colpire più di tutti l'attenzione dei visitatori. “Denti e artigli non stancano mai” - conferma il presidente di A.P.P.I. Alessandro Carpana. E in effetti, le star assolute della mostra sono proprio loro. Imponenti predatori del mondo perduto al cospetto dei quali - per quanto si tratti di innocui cloni dei dinosauri originali - una scarica di adrenalina è assicurata: come il minacciosissimo Allosaurus che attende i visitatori in cima alle scale che portano al primo piano del Bonaguro. O come gli altri simpaticoni collocati nel “giardino dei giganti” sul cortile esterno del palazzo: tra cui appunto il terrificante e conosciutissimo T-Rex o l'altrettanto aggressivo Spinosaurus Aegyptiacus, con le grandi spine dorsali a forma di vela.
Ma Dino e i suoi fratelli e cugini dell'era mesozoica e dintorni non sono gli unici protagonisti della rassegna. Grande spazio è riservato anche ai mammiferi, signori delle ere successive e non meno interessanti. Sono in gran parte i mammiferi che non ti aspetti, alcuni dei quali - per grandezza e per effetto visivo - non sfigurano di certo di fronte ai dinosauri a pochi metri di distanza.
A cominciare dal grande Mammut collocato all'ingresso del Palazzo per poi continuare - proseguendo sul cortile - col mastodontico Indricotherium, una sorta di rinocerontone senza corna, il più grande mammifero terrestre mai apparso sul nostro pianeta. Fino ad arrivare ad alcune delle specie - mammiferi e non solo - di estinzione recente causata dall'uomo: come il povero Dodo, sterminato dai colonizzatori dell'isola di Mauritius, o come il Thylacinus, lupo marsupiale della Tasmania sopravvissuto fino agli anni '30 del secolo scorso.
C'è anche il modello del piccolissimo Cronopio Dentiacutus, simile in tutto e per tutto al celeberrimo personaggio dello scoiattolino Scrat della serie cinematografica L'Era Glaciale, all'eterno inseguimento dell'inafferrabile ghianda. In realtà quello del film è un “falso preistorico”: il Cronopio viveva infatti diversi milioni di anni prima, e cioè in contemporanea coi grandi dinosauri. Ma è un falso involontario: il personaggio di Scrat è stato infatti inventato alcuni anni prima della scoperta - avvenuta nel 2011 - del vero Cronopio, la cui somiglianza col simpatico eroe del film di animazione è davvero impressionante.
E se vi piacciono gli insetti e bacherozzi vari, da non perdere un'altra simpatica creatura in rassegna: l'antichissima Arthropleura Armata, enorme millepiedi del Carbonifero Superiore (300 milioni di anni fa) che poteva raggiungere i due metri di lunghezza.
Non solo fiction
Non solo fiction a base paleontologica, tuttavia, nel percorso espositivo di ”Dinosauri in Carne e Ossa”: completano infatti la rassegna alcuni fossili reali di grande valenza scientifica.
Tra questi un nido di dinosauro oviraptoride, ritrovato in Mongolia e generosamente prestato dal Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia e numerosi reperti ossei di grandi mammiferi - mammut, bisonte, rinoceronte - rinvenuti nella vicina Possagno, risalenti ad oltre un milione di anni fa ed esposti per la prima volta al pubblico.
Accanto ai “big” in esposizione, infine, il percorso della mostra si conclude con l'esposizione zoologica permanente “Mondo animale” per creare alcuni interessanti collegamenti sul tema dell'evoluzione delle specie.
“La mostra - commenta il presidente A.P.P.I. Alessandro Carpana - incarna lo spirito dell'associazione. Ha una valenza non soltanto didattica per addetti ai lavori. Lo scopo è coinvolgere il grande pubblico nel mondo della paleontologia, per far scoprire tutto il lavoro delle persone che operano in quest'ambito.”
“Il filo conduttore non è cronologico - precisa il co-curatore Simone Maganuco -, ma incentrato sul rapporto tra la Scienza, e cioè i ricercatori, e l'Arte degli illustratori e scultori che hanno realizzato i modelli.”
“In questa rassegna l'aspetto spettacolare è unito con l'aspetto scientifico - sottolinea la direttrice del Museo Civico Giuliana Ericani -. In questo senso rappresenta un'anteprima del futuro Museo di Storia Naturale.”
Magda Biasiolo, responsabile della Sezione Naturalistica del Museo, plaude all'”entusiasmo” del personale comunale nel collaborare all'allestimento della rassegna “con pochi mezzi e molte idee”.
E c'è anche il Dino-Gemellaggio: il vicesindaco di Marostica Simone Mattesco, che interviene alla conferenza stampa di presentazione dell'evento assieme al suo omologo bassanese Carlo Ferraro, annuncia il proseguimento della sinergia tra i due Comuni già avviata con l'iniziativa del percorso naturalistico tra le colline di Bassano e Marostica realizzata nell'ambito del Progetto AQuAS1. Chi verrà nella Città degli Scacchi col biglietto della mostra bassanese, infatti, potrà visitare il Castello Inferiore (sale, mostre, mura e camminamento di ronda) con l'ingresso ridotto a 3 euro, bambini gratis sotto i 6 anni. Nella sede al Castello della Pro Marostica, inoltre, sarà allestito un angolo promozionale della mostra di Bassano.
Insomma: quando arriva il T-Rex, facendo tremare la terra sotto i suoi piedi, crollano anche i campanili.
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