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Una mattina onta

Immancabile pellegrinaggio alla Fiera Franca del Bestiame a Bassano. Tra recinti di animali sempre più ridotti e panini onti in quantità. E per i più affamati c'è la “Boutique del colesterolo”

Pubblicato il 03-10-2013
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Eh, sì: se c'è anche il “Giotto della porchetta”, puntuale come la rata del mutuo, vuol dire che ci siamo proprio. Ma quest'anno, per i più affamati, c'è anche “La boutique del colesterolo”: un nome - scritto sul cartello su una damigiana di vino vicino al bancone dei panini - che è tutto un programma.
E' la mattina onta della Fiera Franca del Bestiame di Bassano del Grappa, classica e colorita anteprima dell'invasione di bancarelle in centro storico del fine settimana. E anche questa volta non resisto alla tentazione di farmi un giro tra la folla, che non manca mai, del tradizionale appuntamento col piccolo grande universo degli allevatori e delle loro bestie, con tutte le bancarelle e umanità varia di contorno.
A suo modo, è un piccolo pellegrinaggio: toglietemi tutto, ma non le mie mucchine del primo giovedì di ottobre in viale De Gasperi.

Foto Alessandro Tich

Le quali, purtroppo, come ormai accade da alcuni anni a questa parte, sono sempre di meno. In calo per gli allevatori e per i mediatori - contestualmente - anche gli affari, che nella consuetudine di questo mondo tuttora legato ad antichi rituali si concludono ancora oggi con una battuta di mano tra il venditore e il compratore. Il numero dei bovini partecipanti al concorso del Bue Grasso è sempre più magro e i recinti riservati alle diverse categorie di animali in esposizione presentano dei vuoti sempre più vuoti. Ormai non fa più notizia, fa solo peccato.
Tuttavia i capi di bestiame presenti sono pochi ma buoni, e i loro ripetuti e fragorosi muggiti sono suoni ipnotici per i bambini dell'asilo e delle elementari che ammirano a bocca aperta quelle strane e affascinanti creature a due corna e quattro zampe.
Le due corsie di viale De Gasperi sono percorse dalla solita doppia fiumana di visitatori. Ma il vero assembramento di popolo si concentra come sempre nel tratto iniziale della manifestazione subito dopo il parcheggio Gerosa, sede delle prime bancarelle in avanscoperta del mercato della Fiera Franca del weekend, che con il mondo del bestiame non c'entrano nulla. E area riservata, soprattutto, dei super-gettonati stand gastronomici che invitano a ontissime trasgressioni alimentari mattutine al gusto di crauti, trippa, cipolla, porchetta e chi più ne ha più ne magna.
E' anche l'occasione per scoprire in anteprima quali saranno i must della Fiera Franca 2013 in centro storico. Cose di cui non abbiamo assolutamente bisogno, ma che proprio per questo acquisiscono un impalpabile valore aggiunto che condito dall'abilità del venditore li trasforma in oggetti inutilmente indispensabili.
A richiamare l'attenzione dei passanti, quest'anno, è soprattutto il “Magico Tappeto” che “trattiene fino al 95% sporco, acqua, fango, neve, melma, sale.” Più che un arredo da abitazione, un accessorio da Camel Trophy.
C'è anche la bancarella che ruffianamente vende gli animali in plastica: una mucca 10 euro. Col commerciante ambulante che al passaggio delle famigliole attira i potenziali clienti in rima: “Comprate il cavallino che va bene al bambino.”
Di tutto e di più, nell'animata e imperdibile mattinata onta delle mie mucchine.
Alle quali va il mio conclusivo ed affettuoso pensiero, anche se i loro recinti appaiono come un settore sempre più a sé stante e sempre più isolato rispetto ai ritmi e agli interessi del mondo di oggi.
Dice il saggio: “Tanta gente 'ndrio e 'vanti, poi varda...nesun che crompa. Speremo che el mondo el cambia.” E se lo dice un macellaio ed ex allevatore, che di Fiere del Bestiame e di rassegne del Bue Grasso a Bassano ne ha viste all'infinito, possiamo credergli.
A proposito: i vitelloni esposti, in fatto di produzione di boasse per metro quadro di paglia, si difendono certamente bene. Quanto pagheranno di Tares?

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