Pubblicato il 18-03-2020 11:03
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Aspettando la mostra che verrà

Un racconto in video di Senza nuvole, la mostra ospitata nella Galleria del museo civico che espone opere di Alberto Scodro e Silvano Tessarollo

Aspettando la mostra che verrà

Silvano Tessarollo

In attesa di ammirarla dal vivo, Senza nuvole, la mostra ospitata nella Galleria del museo civico che espone opere di Alberto Scodro e Silvano Tessarollo, realizzata a cura di Chiara Casarin con Elena Forin, è virtualmente aperta al pubblico sotto forma di racconto.
Immagini e narrazione sono divulgate sul canale YouTube dei musei bassanesi attraverso le parole degli stessi protagonisti, artisti con un legame forte con il territorio e la sua tradizione che spiegano il loro rapporto coi materiali utilizzati e l’ideale creativo generato attraverso la loro trasformazione (bit.ly/2vw2gZN). Silvano Tessarollo, artista che vive e lavora a Tezze sul Brenta con una lunga lista di riconoscimenti e di mostre personali e collettive in tutta Italia all'attivo (nel suo curriculum tra gli altri eventi la partecipazione alla Biennale di Venezia) mette in esposizione il suo mondo “Senza nuvole” insieme ad Alberto Scodro, artista originario di Marostica che declina e traghetta la sua arte, con molti apprezzamenti, anche a livello internazionale.
Entrambi alchimisti dei materiali, di oggetti lavorati dall’uomo e naturali, e poi delle forme, che racchiudono essenze di ombre e significati, nel video i due artefici del mondo Senza nuvole lo narrano come “un cielo che non ha più acqua, una terra che non riceve più acqua, una goccia che non sa dove depositarsi” (Tessarollo) e come un mondo in perenne muta e movimento che presenta delle geometrie affascinanti (Scodro). Questa condizione fisica incrinata, che mette in torsione il rapporto dell’uomo con l’ambiente, è rappresentata da Tessarollo dal punto di vista dell’uomo in una prospettiva in divenire, dialettica, dove cambiano continuamente valori e riferimenti. L’arte riflette la mutevolezza cercando vie diverse, sperimentando la sua efficacia espressiva all’interno di forme rappresentative inconsuete e tecniche sempre rinnovate.
Scodro, che presenta per la prima volta in forma istituzionale il suo lavoro al territorio in cui lavora, popola questo mondo ignoto di forme scultoree realizzate con esseri viventi vegetali (girasoli votati all’eliotropismo) che riflettono l’idea del movimento celeste, astrale — un moto poco percettibile che percorre l’apparente immobilità del nostro vivere terreno — in connubio con materiali minerali generati dall’usura della Terra che ruota attorno all’asse dello spazio e del tempo. La sua riflessione guarda anche all’utilizzo da artigiano che l’uomo fa fin da tempi antichi di questi materiali regalati dalla terra del Brenta e delle Prealpi che ci circondano.
I Musei bassanesi hanno annunciato che la serie di video realizzati per illustrare la mostra in attesa della sua apertura al pubblico, che era prevista per lo scorso 14 marzo e che è stata rinviata per le misure previste dall’emergenza sanitaria in atto, proseguirà presto sempre sul suo canale YouTube.

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