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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Classica, mon amour
L'incontro serale di “Resistere”, venerdì 14 giugno ha ospitato al Castello degli Ezzelini Ramin Bahrami e Beatrice Venezi
Pubblicato il 15-06-2019
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Venerdì 14 giugno, l’incontro serale della rassegna “Resistere”, organizzata dalla libreria Palazzo Roberti in collaborazione con il Comune, ha ospitato al Castello degli Ezzelini Ramin Bahrami con Beatrice Venezi, in una conversazione condotta dal critico e saggista Armando Torno dedicata alla passione per la musica.
Torno ha subito informato il pubblico che Ramin tradotto significa “musico”, e che quindi il destino del celebre pianista iraniano era già segnato, ma sicuramente era scritto anche il suo amore per Johann Sebastian Bach, genio del mondo della musica la cui grandezza era meno annunciata — il suo cognome tradotto significa “ruscello”: meglio “oceano”, ebbe a dire Beethoven.
Sulla vastità e la pregnanza dell’amore per la musica è del tutto in accordo Beatrice Venezi, giovane direttore d’orchestra (che non ama il frac e che sa usare senza remore vane i social), pianista e compositrice che ha ottenuto brillanti risultati in questo mondo tanto declinato al maschile già in giovane età — ma in questo nulla di nuovo, non in un campo dell’arte tanto spesso dominato dallo slancio vitale. «Esistono bravi direttori d’orchestra e direttori d’orchestra meno bravi, come esiste della buona musica e c’è della musica meno bella, mi piacerebbe che le distinzioni fossero solo queste», ha affermato Beatrice Venezi dal palco, e nel suo libro da poco pubblicato per la Utet intitolato Allegro con fuoco accanto al racconto di come, avvicinandola in tutti i suoi volti, si possa innamorarsi della musica, c’è anche una narrazione di come sia necessario sfatare alcuni stereotipi molto vivi anche in questo pianeta speciale senza confini, denso di storia e di fascino.
Ramin Bahrami, Armando Torno e Beatrice Venezi, al Castello degli Ezzelini
Ramin Bahrami ha affermato che la peculiarità dell’arte di tutte le arti è la bellezza irresistibile, insieme alla capacità di arrivare a tutti e di esprimere, di costituire, un linguaggio universale. Un dialogo che abbraccia, che non allontana, dunque, questo frutto dell’espressione umana di cui Beatrice Venezi sottolinea l’aspirazione alla perfezione.
Nel corso dell’appuntamento, il pubblico di “Resistere” ha avuto modo di immergersi per qualche minuto in questa bellezza e nella perfezione a cui anela ascoltando Bahrami suonare al pianoforte due brani, tra i quali il Preludio dal “Clavicembalo ben Temperato”, di J. S. Bach, brano volato anche nello spazio a bordo del Voyager I, nel 1977, a sottolineare il tratto che va oltre l’umano, e le dimensioni terrene che lo incatenano, di certa musica prodotta da uomini-dei come Bach e Mozart. Bahrami ha voluto narrarne il fascino pure nelle vesti di scrittore, rivolgendosi in alcune pubblicazioni anche ai bambini.
A Beatrice Venezi, Armando Torno ha chiesto di raccontare il suo interesse per l’opera di Puccini, nato come lei a Lucca, maestro che fu notoriamente un “dongiovanni” e che ha conquistato anche il cuore del giovane direttore. Venezi, al termine dell’incontro, ha parlato con entusiasmo dei suoi progetti e del lavoro che attualmente sta intraprendendo sull’opera di Ottorino Respighi.
“Resistere”: per Ramin Bahrami e Beatrice Venezi ha a che fare con la resilienza, e con l’impegno nel diffondere un linguaggio bellissimo come quello della musica, che consente di dialogare senza confini, che salva la vita.
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