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L'indotto economico di Operaestate.

Si è conclusa una delle indagini più complete a livello nazionale, condotta da la Fondazione Fitzcarraldo di Torino, che ha misurato l'impatto economico e socio culturale di Operaestate Festival.

Pubblicato il 07-02-2013
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I risultati della suddetta ricerca verranno presentati alla stampa e ai cittadini venerdì 8 febbraio alle ore 15.00 in sala Consiliare a Bassano del Grappa.
Sono stati incrociati i dati di oltre 2.000 interviste raccolte tra pubblico, cittadini, operatori culturali, categorie economiche. Le metodologie di rilievo, campionatura, i dati raccolti e i risultati emersi, saranno dunque spiegati e raccontati durante la presentazione alla quale interverranno il Sindaco Stefano Cimatti, l’Assessore alla Cultura Carlo Ferraro, Alessandro Bollo - responsabile area ricerca e consulenza Fondazione Fitzcarraldo, Rosa Scapin - direttore Operaestate Festival Veneto, i Presidenti del mandamento bassanese di Confindustria Francesco Bernardi e di Confcommercio Luca Maria Chenet.
Quanta visibilità ha portato Operaestate alla Città di Bassano? Quanti cittadini si sono avvicinati al mondo delle arti sceniche frequentando un festival con una programmazione tanto densa quanto varia? Quale impatto ha avuto la manifestazione nello sviluppo sociale e culturale del suo territorio e infine, qual’è l’impatto economico generato dal festival?

Sono alcune delle domande a cui, attraverso questa articolata indagine, è stata data una risposta reale e scientifica. Per la prima volta infatti l’impatto economico e socio-culturale di Operaestate Festival Veneto è stato analizzato attraverso una ricerca affidata alla Fondazione Fitzcarraldo di Torino, il più importante e prestigioso centro indipendente italiano che svolge attività di progettazione, ricerca, formazione e documentazione sul management, l'economia e le politiche della cultura, delle arti e dei media.
Il tema è di grande attualità, proprio di questi tempi in cui il dibattito sul rapporto tra cultura e sviluppo, ospita posizioni che considerano spesso la spesa in campo culturale come un intervento a fondo perduto, di difficile misurazione negli effetti reali prodotti, o addirittura un lusso scarsamente giustificabile in tempi di crisi.
I risultati e le implicazioni economiche restituite in una forma misurabile e attendibile consentono invece, sia ai finanziatori sia agli organizzatori, di disporre di un quadro comune di conoscenza entro cui valutare il senso di iniziative culturali in grado di produrre ricadute ed esternalità positive su molteplici settori dell’economia locale.
La presentazione è aperta a tutti, posti limitati con prenotazione obbligatoria. Informazioni Ufficio Spettacolo tel. 0424 519804

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