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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Conoscere il passato per capire il presente, è Resistere
Il programma dell'ultima giornata della rassegna. Nella serata di sabato, piazza gremita per Alberto Angela e il nostro Giulio Cesare
Pubblicato il 14 giu 2026
Visto 10.918 volte
Registrato l'ampio successo degli appuntamenti che hanno animato la rassegna, la decima edizione di Resistere si avvia alla conclusione con la quarta e ultima giornata, che porterà a Bassano in questa domenica di giugno alcune delle voci più autorevoli del giornalismo, della lotta alla mafia e della cultura, e chiude con un momento dedicato anche al divertimento.
Si comincerà alle ore 17, quando alla Libreria Palazzo Roberti arriveranno Giorgio Zanchini e Gianluca Di Feo. La conversazione verterà sui temi e sugli approfondimenti delle ultime pubblicazioni saggistiche dei due autori: Lockerbie (Laterza) per Giorgio Zanchini e Il cielo sporco. Come la guerra dei droni e dell’intelligenza artificiale cambierà il mondo (Guanda) per De Feo.
il pubblico di Resistere (foto di Lucrezia Pegoraro)
Alle ore 18.45, il pubblico di Resistere si sposterà al Castello degli Ezzelini, che ospiterà l’incontro con Pietro Grasso e Lirio Abbate. Nel corso dell’appuntamento si ripercorreranno alcune delle pagine più significative della storia dell'antimafia italiana, nel racconto di vicende inerenti lo storico maxiprocesso a Cosa Nostra e la figura di Matteo Messina Denaro. Grasso è autore di ’U maxi, edito da Feltrinelli, e Abbate de I diari del boss (Rizzoli).
A chiudere la rassegna, alle ore 21.15 sempre al Castello, è stata chiamata Luciana Littizzetto, protagonista di una serata all'insegna di una sagace ironia. A conversare con lei sarà la scrittrice Stefania Bertola.
L'attesa per il gran finale arriva dopo un sabato sera che ha confermato l’alto indice di richiamo e di gradimento della manifestazione organizzata dalle sorelle Manfrotto in collaborazione con il Comune: Piazza Libertà si è infatti trasformata in un grande palcoscenico a cielo aperto per accogliere Alberto Angela, tornato in città dopo dieci anni — fu ospite della prima edizione di Resistere — davanti a una folla assiepata in ogni posto disponibile, oltre al parterre allestito per l’occasione.
Introdotto dalla giornalista del “Corriere della Sera” Maria Serena Natale, Angela ha parlato del grande personaggio storico protagonista del suo ultimo libro: Cesare. La conquista dell'eternità (Mondadori, 2025). L’opera prende le mosse dal De Bello Gallico per restituire al pubblico la complessità di una delle figure più affascinanti e controverse della storia antica, il cui ricordo da parte dei più oscilla tra l’eroe fissato nella memoria nelle versioni di latino e l’uomo da colossal capace di incarnare insieme grandiosità e spietatezza.
Angela ha raccontato come l'idea del libro sia nata proprio dal ricordo lontano che risale ai tempi dei banchi di scuola: solo frammenti rimasti impressi, sufficienti però a evocare un'epoca straordinaria e a spingerlo a tornare sulle tracce del condottiero romano con i consueti rigore e intento di divulgazione, elementi che lo contraddistinguono amati ed apprezzati dal pubblico da sempre.
Accanto, l'esigenza di rileggere Cesare come uomo immerso in un momento cruciale della Storia che ci riguarda da vicino, in uno sguardo che vada oltre quella destinata a un geniale condottiero militare.
La Gallia descritta tra le pagine appare come una terra di immense ricchezze, di grano, miniere e schiavi-forza lavoro. La sua conquista portò a Roma enormi benefici economici, ma che fu anche il teatro di campagne militari sanguinose e devastanti.
La questione dei punti di vista è emersa più volte nel racconto: Cesare emerge come un personaggio illuminato e al tempo stesso feroce, visionario e pragmatico, capace di intuizioni politiche straordinarie e di decisioni brutali.
Con il consueto stile chiaro e appassionante che lo ha reso un beniamino del pubblico, Angela si è soffermato su aneddoti ed episodi storici comprovati interessanti, coinvolgenti. All'interno della narrazione hanno trovato spazio personaggi che ancora oggi popolano l'immaginario collettivo, anche grazie a fumetti e film, come Asterix e Obelix; battaglie atroci e sanguinarie combattute tra foreste e fiumi; immagini di guerrieri dipinti di blu che sembrano uscite da un racconto fantasy; accese rivalità tra popoli che segnarono il destino dell'Europa.
Più volte Angela ha sottolineato come uno degli insegnamenti che emergono dalla vicenda gallica sia il valore dell'unità. La frammentazione delle tribù favorì infatti l'avanzata romana, mentre la capacità di fare fronte comune avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. Un passaggio che è stato collegato alle sfide che sta affrontando l'Europa contemporanea.
Sullo sfondo della vita di Giulio Cesare vi furono una Roma molto Gotham City attraversata da profonde tensioni politiche, e una Repubblica ormai vicina al tramonto. Accanto a Cesare, un console “premier”, sono state nominate figure come Pompeo e Crasso, protagonisti di una stagione nella quale ambizioni personali, guerre e alleanze stavano ridefinendo gli equilibri del mondo antico.
Particolarmente suggestivo il ritratto che Angela ha tracciato del generale romano, un uomo amato dai soldati perché condivideva con loro fatiche e rischi. Una sorte di "surfista", l’ha definito, capace di cavalcare gli eventi e trasformarli a proprio vantaggio, dotato di una visionarietà che andava molto al di là proprio tempo. Affascinante con gli uomini quanto con le donne: l’imperatrice Cleopatra, ma anche Servilia, madre di Bruto, sua amante passionale e confidente politica, e Calpurnia, devota terza moglie, tra le altre e gli altri.
Non sono mancati riferimenti alla ricostruzione del volto di Cesare, tema che accompagna anche la realizzazione copertina del volume, per la quale si è fatto ricorso dell'intelligenza artificiale: era un uomo alto per la sua epoca, coi tratti spigolosi, un volto alla Clint Eastwood, con gli occhi scuri alla Clooney, e particolare rilevante per un condottiero e oratore, aveva una bellissima voce.
Non sono mancati cenni al prezzo umano delle guerre galliche, che registrano numeri che ancora oggi impressionano per la loro portata. La rievocazione e la conoscenza dei fatti del passato hanno lo scopo di instillare gocce di memoria nel presente che viviamo, ha ricordato Angela.
In chiusura, rispondendo all’ultima domanda dell’intervistatrice, Angela ha affermato che a suo parere Giulio Cesare fu un uomo felice, ottimista, vitale, che al di là di vittorie e sconfitte, riuscì a vivere fino in fondo la propria straordinaria avventura umana e politica.
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