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Lorna Geremia

Lorna Geremia
Contributor
Bassanonet.it

Cinema

Disclosure Day, la verità oltre il cielo

Nel suo nuovo film Spielberg usa il mito extraterrestre per indagare il bisogno umano di credere e il timore di conoscere davvero la verità

Pubblicato il 15 giu 2026
Visto 207 volte

Recensione
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La verità ci rende davvero liberi? E soprattutto: siamo pronti a sostenerne il peso?
È attorno a questo interrogativo che ruota “Disclosure Day”, il nuovo film di Steven Spielberg, arrivato nelle sale l'11 giugno.
A cinquant'anni esatti da “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, il regista torna ad affrontare uno dei temi che più hanno segnato la sua filmografia: la possibilità di una vita oltre la Terra e il rapporto ambiguo e violento tra l'umanità e ciò che sceglie di ignorare.

Il trailer del film.

Se il film del 1977 guardava al cielo con stupore e meraviglia, Disclosure Day usa l'ipotesi extraterrestre come punto di partenza per riflettere sul presente: un mondo spaventato e sospeso sull'orlo di un nuovo conflitto globale.

Paradossalmente, i veri protagonisti non sono gli alieni.
Le presenze provenienti da altri mondi rimangono ai margini del racconto, quasi evanescenti, rappresentate attraverso immagini dal carattere onirico e simbolico.
Al centro della scena ci sono invece gli esseri umani, con le loro paure, i loro dolori e la difficoltà ad accettare ciò che mette in crisi le certezze costruite nel tempo.
La narrazione del film è affidata a Josh O'Connor, un pirata informatico che lotta contro i complotti governativi ed Emily Blunt che veste i panni di una “stralunata” meteorologa di una piccola emittente locale.
Sarà l'incontro tra questi due outsider a innescare un percorso che li porterà a comprendere il significato del loro legame e il ruolo che potrebbero avere nel destino dell'intera umanità.

L'idea che attraversa tutto il film è tanto semplice quanto destabilizzante: facciamo parte di qualcosa di immensamente più grande e complesso di noi, ma siamo troppo concentrati sulle nostre piccole guerre quotidiane per riuscire a scorgerlo. Spielberg suggerisce che il limite più grande non sia l'ignoto che ci attende oltre il cielo, bensì la nostra incapacità di guardare per paura di vedere la verità.
Non manca neppure una riflessione sul bisogno umano di credere.
Il regista richiama un immaginario profondamente religioso attraverso simboli e archetipi riconoscibili: le stigmate, il rosario, la lotta tra bene e male. Elementi che non vengono utilizzati per offrire risposte, ma per amplificare le domande che il film pone allo spettatore.

Perché, in fondo, Disclosure Day non è un film sugli alieni.
È un film sulla verità: su quanto la invochiamo, su quanto la temiamo e su ciò che potrebbe accadere se fossimo costretti a confrontarci con una realtà capace di ridefinire il nostro piccolo, insignificante posto nell'universo.
E’ questa la vera rivelazione.

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