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Nove, la Lega rifonda la sezione locale dopo la frattura interna

Dopo la rottura con la precedente dirigenza e la riconferma del sindaco Rebellato, il partito annuncia una nuova struttura composta da 25 tesserati e guarda già alle prossime scadenze elettorali

Pubblicato il 05 giu 2026
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La Lega archivia la stagione dello scontro interno e riparte da una struttura completamente rinnovata.
A pochi giorni dalla riconferma del sindaco Luca Rebellato, sostenuto dall’intero centrodestra, il partito ha annunciato la nascita di una nuova sezione locale composta da 25 soci sostenitori, dei quali 23 al primo tesseramento. Si apre così formalmente una nuova fase organizzativa per il partito, dopo la frattura che nei mesi scorsi ha portato all'uscita della vecchia dirigenza. I dettagli della ristrutturazione interna sono stati esposti dal segretario provinciale della Liga Veneta, Denis Frison.
Attraverso una dettagliata ricostruzione cronologica, il responsabile provinciale ha ricondotto la crisi di Nove a una progressiva divergenza tra l'indirizzo politico del partito e le posizioni assunte dalla precedente dirigenza locale, delineando contestualmente le tappe strategiche in vista delle prossime scadenze elettorali.

Secondo la relazione illustrata dal direttivo, il sostegno alla ricandidatura di Rebellato rappresentava la naturale prosecuzione di una scelta politica maturata già all'inizio del mandato amministrativo, nel maggio 2023. La conferma alle urne viene quindi interpretata dal partito come una validazione della linea della continuità.
Al centro della conferenza vi è stata soprattutto la nascita della nuova realtà territoriale. La struttura parte con la base dei tesserati già formalmente aderenti e, nelle previsioni della segreteria, costituirà il punto di partenza per il rilancio dell'attività sul territorio. Il prossimo passaggio sarà la richiesta di nomina di un commissario incaricato, probabilmente lo stesso Frison, che accompagnerà la transizione fino alla convocazione di un congresso entro i primi sei mesi, dal quale dovrà emergere la nuova guida locale.
Nel ricostruire le origini della crisi, i vertici provinciali hanno ricordato come nei mesi precedenti la vecchia dirigenza avesse progressivamente assunto posizioni differenti rispetto all'indirizzo definito dal partito, aderendo a un progetto civico alternativo. Nel quadro delineato viene citato l'ex segretario di sezione Paolo Zanon, indicato nella ricostruzione provinciale come riferimento dell'area che ha sostenuto una candidatura alternativa a quella ufficiale. Di contro, la componente uscente ha sempre sostenuto di aver agito nell'interesse dell'amministrazione comunale e della comunità locale, motivando in questo senso le scelte assunte durante la loro attività politica.

La vicenda viene inquadrata dai vertici come un caso legato al rapporto tra autonomia delle sezioni e competenze attribuite dagli statuti. Secondo quanto ricordato, nei comuni sotto i 15 mila abitanti la competenza sulle alleanze, sulle candidature e sull'utilizzo del simbolo spetta infatti alla segreteria provinciale. Nella ricostruzione presentata, la fase più delicata ha visto il coinvolgimento del referente organizzativo dell'area bassanese Massimo Berton e del responsabile Enti Locali Germano Racchella, impegnati nelle interlocuzioni con il sindaco e con il suo gruppo.
La sequenza degli eventi viene fatta risalire al marzo 2025, con le dimissioni dall'esecutivo dell'allora assessore Marco Carlesso. Successivamente, il 6 ottobre 2025 a Cartigliano, era stato disposto che ogni iniziativa politica e comunicativa della sezione dovesse essere preventivamente condivisa e autorizzata dai vertici provinciali. Il punto di rottura è stato raggiunto il 16 febbraio 2026 alle ore 9:51, con le dimissioni congiunte dei consiglieri comunali insieme alla minoranza. Secondo la lettura fornita, la candidatura in liste contrapposte al simbolo ufficiale del partito avrebbe determinato l'automatica cessazione dell'appartenenza al movimento, rendendo superflue le successive dimissioni.

Nei mesi successivi sono stati richiamati ulteriori passaggi di confronto, come il videocollegamento del 14 aprile 2026 tra i rappresentanti provinciali, il vicecommissario regionale Canova e l'ex segretario di sezione, seguito da una convocazione ufficiale per il 5 maggio 2026. Tentativi che non hanno però consentito di ricomporre la frattura prima del deposito ufficiale del simbolo, avvenuto su mandato federale il 16 aprile.
Accanto alla riorganizzazione interna del movimento, l'incontro ha offerto l'occasione per delineare l'orizzonte programmatico della nuova amministrazione attraverso le dichiarazioni di Luca Rebellato. Il primo cittadino ha posto l'accento sulla necessità di anteporre l'interesse della comunità alle dinamiche interne e di capitalizzare al meglio le opportunità derivanti dai rapporti diretti con i livelli istituzionali superiori. Sotto questo profilo, secondo l'analisi del sindaco, la scelta di presentarsi alle urne con i simboli ufficiali della coalizione rappresenta un asset strategico per interloquire efficacemente con Provincia, Regione, Stato ed istituzioni europee al fine di intercettare risorse per il territorio.

Nel rivendicare la piena regolarità e la correttezza dell'azione svolta, Rebellato ha motivato il silenzio mantenuto nei mesi passati come una precisa volontà di non alimentare polemiche personali o attacchi diretti. Il sindaco ha inoltre salutato con favore il nuovo impulso al tesseramento locale — quantificato in complessive 27 tessere includendo i rappresentanti istituzionali —, interpretandolo come un elemento capace di superare le passate preclusioni e favorire una ripartenza serena. L'obiettivo espresso per il mandato quinquennale è quello di garantire una governance stabile e concentrata esclusivamente sul lavoro, facendo leva su una compagine definita coesa e unita.

Nei prossimi giorni il sindaco scioglierà le riserve sull'esecutivo, di cui avrebbe già i nomi ma non ancora le deleghe. All'interno della rappresentanza del Carroccio siederanno i consiglieri Maurizio Caron — richiamato dallo stesso primo cittadino per il rinnovato impegno organizzativo — e Valter Marcon. Proprio tra i due potrebbe essere individuato il futuro assessore in quota Lega chiamato a rappresentare il movimento all'interno della squadra di governo.
Per la dirigenza provinciale si apre ora una fase nuova. Archiviata la contrapposizione, l'obiettivo dichiarato è ricostruire una presenza stabile attraverso una struttura rinnovata e destinata, nelle intenzioni del partito, ad ampliarsi ulteriormente.

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