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Movida, rifiuti e negozi sfitti: il Consiglio di Quartiere chiede risposte al Comune

Il vicepresidente Tommaso Mauro: «Non siamo contro bar e attività economiche, ma serve un equilibrio tra movida e qualità della vita». Sotto i riflettori l'esposizione anticipata dei sacchetti e la chiusura anticipata dei bagni pubblici

Pubblicato il 15 giu 2026
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Più presenza della Polizia Locale nelle strade del centro storico, con agenti a piedi nelle aree maggiormente frequentate durante le ore serali, e una revisione del Patto Civico per verificarne l'efficacia e rafforzarne l'applicazione.
Sono questi i due punti principali sui quali il Consiglio di Quartiere Centro Storico chiede un intervento all'amministrazione comunale dopo le numerose segnalazioni arrivate nelle ultime settimane riguardo a schiamazzi notturni, disturbo della quiete pubblica e criticità legate alla movida.
Il dibattito sui grandi temi della vivibilità, come precisato dal vicepresidente del quartiere Tommaso Mauro, non deve essere interpretato come una contrapposizione tra residenti e attività economiche.

Il punto di ascolto di via Matteotti in pieno centro a Bassano. ( Foto Bassanonet.it )

Il centro rappresenta il cuore della città in cui convergono molteplici interessi — da quelli dei commercianti a quelli di baristi e ristoratori — e ciascun settore esprime precise esigenze che vanno contemperate con i diritti dei residenti.
Sul punto, Mauro intende ribadire «nel modo più assoluto» che il Consiglio di Quartiere è pienamente cosciente delle peculiarità del centro e non si pone affatto contro i bar o contro qualsiasi altro genere di attività.
L'obiettivo imprescindibile è invece quello di convergere insieme per rendere il centro storico un luogo vivibile per tutti.
In quest'ottica, il vicepresidente individua proprio nel Patto Civico lo strumento più idoneo per riuscire a trovare un piano comune di dialogo e regolamentazione. Si tratta di un accordo, valido fino al 31 dicembre 2026 e sottoscritto da amministrazione, quartiere, associazioni di categoria ed esercenti, che prevede una serie di impegni speculari. Il meccanismo del Patto, ricorda Mauro, si basa infatti su un equilibrio virtuoso: i gestori, oltre a dover rispettare determinati orari di chiusura, si sono assunti l'onere economico di una security a proprio carico, beneficiando in contropartita di specifiche scontistiche sui plateatici concesse dal Comune.
Uno strumento nato per tutelare l'insieme degli attori in campo e che l'amministrazione ha a sua volta recepito di buon grado, prevedendo nel testo ufficiale impegni stringenti come lo spegnimento della musica esterna alle 23.30, il presidio del deflusso nei trenta minuti successivi alla serrata e, sul fronte fiscale, una riduzione del 10 per cento sul canone di occupazione del suolo pubblico per le attività virtuose.
Se da un lato il quartiere riconosce pienamente l'impegno economico e organizzativo degli esercenti, dall'altro evidenzia come il sistema abbia mostrato le prime complessità applicative con l'arrivo dei primi caldi nel fine settimana di Pasqua, quando l'alto afflusso ha generato forti disagi per i residenti. Per questo motivo, secondo Mauro, non serve smantellare lo strumento, ma è indispensabile che l'amministrazione potenzi i controlli sul territorio e attivi un monitoraggio ciclico per verificare che le regole sottoscritte vengano capillarmente e rigidamente rispettate da tutti.
La preoccupazione più profonda espressa dai rappresentanti dei cittadini risiede in una sorta di assuefazione collettiva al disordine urbano, un processo che rischia di legittimare dinamiche in cui i costi della socialità serale vengono sistematicamente scaricati su chi abita il centro. Secondo il quartiere, l'insidia maggiore è proprio la progressiva normalizzazione del disagio: la tendenza, cioè, a trasformare quelli che un tempo erano considerati episodi eccezionali e intollerabili in una consuetudine accettata come inevitabile.
Accanto al nodo della movida, restano aperte altre questioni sul fronte della vivibilità, a partire da quella dei servizi igienici pubblici.
Nel centro storico l'unica struttura disponibile si trova in via Orazio Marinali e osserva orari di chiusura — tassativamente alle 19 — che non coincidono con quelli della maggiore affluenza serale. Secondo il quartiere, l'assenza di servizi nelle ore notturne rappresenta una criticità che contribuisce a episodi di utilizzo improprio di vicoli e spazi pubblici e che merita una riflessione nell'ambito più generale della gestione della città.
Un altro tema centrale riguarda il decoro urbano e la gestione della raccolta differenziata porta a porta. Il servizio prevede due distinti momenti di deposito: la mattina presto per i residenti e il pomeriggio per i commercianti. Mauro tiene a sottolineare che il servizio di rimozione dei rifiuti è indubbiamente efficiente e «su questo non si può dire nulla»; il problema reale si concentra piuttosto al momento dell'esposizione dei sacchetti. Nella prima mattina, infatti, si registrano frequenti segnalazioni di residenti che si trovano di fronte all'immondizia dei locali e dei commercianti esposta in orari non consentiti. Si tratta di un problema cronico che il quartiere sottopone regolarmente all'amministrazione comunale ad ogni assemblea, rispetto al quale Mauro lamenta che «al momento non abbiamo avuto delle risposte adeguate». Proprio per questo, il vicepresidente rimarca la richiesta avanzata dai cittadini affinché vengano effettuati, in determinati giorni e in stretta concomitanza con il fine settimana, dei passaggi straordinari di lavaggio e pulizia della strada subito dopo la fine della movida.
Nelle valutazioni del comitato di quartiere centro storico trova infine spazio il tema dei negozi sfitti. La progressiva diminuzione delle attività commerciali tradizionali e l'aumento delle saracinesche abbassate vengono considerati elementi che incidono negativamente sull'attrattività del centro storico, sul decoro e sulla stessa percezione di sicurezza. Per residenti e quartiere la sfida resta quella di coniugare attrattività, sviluppo economico e qualità della vita, mantenendo il centro storico un luogo capace di accogliere visitatori e attività senza rinunciare alla vivibilità per chi lo abita ogni giorno.
Accanto al confronto sulle criticità del centro storico, il Consiglio di Quartiere prosegue le attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.
Per tutto il mese di giugno è attivo un punto di ascolto in via Matteotti, articolato su due appuntamenti settimanali: il giovedì con la distribuzione gratuita di kit antilarvali contro la proliferazione delle zanzare nelle aree private e il sabato con la consegna di sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine e di posacenere tascabili destinati ai fumatori.
Tra le iniziative sostenute dal quartiere rientra anche il concerto-spettacolo benefico "Tra Note e Sorrisi", in programma il 27 giugno alle ore 21:00 al Teatro all'aperto Tito Gobbi del Castello degli Ezzelini, con trasferimento alla Sala Jacopo da Ponte in caso di maltempo. L'evento, patrocinato dal Comune di Bassano del Grappa, vedrà la partecipazione dell'Orchestra a fiati della Filarmonica Bassanese diretta dal maestro Davide Pauletto e della compagnia teatrale dell'Associazione Diabetici della Provincia di Brescia, con finalità di sostegno alla ricerca sul diabete mellito di tipo 1. L'iniziativa si inserisce nel programma di attività con cui il quartiere affianca alle richieste sulla sicurezza e sul decoro anche momenti di aggregazione e solidarietà.

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