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Massimiliano Cavallo

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Terremoto nella Lega a Nove: si dimette in blocco la storica sezione guidata da Zanon

A poche ore dal trionfo di Rebellato, il segretario cittadino e i militanti lasciano il partito: «Scelte imposte dall’alto, situazione non più sostenibile»

Pubblicato il 26 mag 2026
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Nemmeno il tempo di archiviare lo spoglio elettorale che ha sancito il ritorno di Luca Rebellato alla guida del Comune, che Nove piomba in un nuovo terremoto politico.
Con una nota ufficiale diffusa a poche ore dal verdetto delle urne, Paolo Zanon, segretario della Sezione Lega di Nove, ha annunciato che «i componenti del Direttivo, i militanti e i sostenitori della storica Sezione Lega di Nove comunicano ufficialmente le proprie dimissioni congiunte da ogni incarico politico e organizzativo, interrompendo contestualmente ogni rapporto con il partito».
Nel comunicato viene ricordato come la Sezione di Nove abbia rappresentato per oltre trent’anni una presenza politica attiva sul territorio, con organi regolarmente costituiti, una base militante organizzata e una costante attività amministrativa e politica a servizio della comunità.

Paolo Zanon, segretario della Sezione Lega di Nove.

I dimissionari affermano inoltre di ritenere che negli ultimi mesi siano venute meno le condizioni minime di rispetto politico, rappresentanza territoriale e valorizzazione della militanza storica locale.
Per tali ragioni, spiegano i firmatari, è stata assunta in modo compatto e definitivo la decisione di chiudere l’esperienza politica della Sezione Lega di Nove, non riconoscendosi più nelle modalità gestionali e organizzative adottate dal partito.
Secondo i dimissionari, il modello politico adottato negli ultimi tempi avrebbe determinato un progressivo svuotamento del ruolo della sezione, la mortificazione della militanza attiva, una crescente distanza dai cittadini e dal territorio e una frattura interna ritenuta ormai insanabile.
Nel documento viene inoltre riportata una presa di posizione particolarmente netta: «Non siamo più disponibili a far parte di un sistema che riteniamo non compatibile con i principi di correttezza, trasparenza e rispetto della comunità locale».
I firmatari hanno infine rivolto un ringraziamento a cittadini, simpatizzanti e sostenitori che negli anni hanno condiviso con loro impegno, fiducia e presenza sul territorio.
La decisione assunta viene definita come un atto di responsabilità politica e personale, preso nella consapevolezza che non esistessero più le condizioni per una ricostruzione seria e credibile del percorso intrapreso negli anni.

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