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Vietato ai pensanti
Da un cartello sul parcheggio di un supermercato di Cassola, lo spunto per alcune considerazioni sulla nostra incapacità di reagire razionalmente alle notizie sulla pandemia
Pubblicato il 30 mar 2021
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“Divieto di sosta ai mezzi pensanti”. Quando ci ho parcheggiato proprio davanti, dovendo andare a fare la spesa al supermercato, non credevo ai miei occhi. Troppo bello. È la scritta che campeggia su un cartello posizionato nel parcheggio del Lidl di fronte al Grifone, che insiste territorialmente in via Valsugana nel Comune di Cassola.
Si tratta ovviamente di un errore di stampa, ma a suo modo è un piccolo capolavoro.
E non solo perché quei “mezzi pensanti” richiamano l'immagine, un po' alla Transformers, di avveniristiche intelligenze artificiali su gomma. Ma anche e soprattutto perché, del tutto involontariamente, quel refuso sul cartello stradale mi ha fatto scattare la molla del Tich...pensoso. Generando nella mia testa un'improvvisa associazione di idee, scaturita proprio dall'aggettivo “pensanti”, tra l'erroneo messaggio lanciato da quell'avviso e la condizione mentale che ci assale ormai da più di un anno a questa parte. Mi riferisco ovviamente alla sfida lanciata alla nostra intelligenza da quella che un tempo si chiamava emergenza coronavirus, poi diventata emergenza Covid, e oggi si chiama pandemia.
Foto Alessandro Tich
Ne siamo prigionieri nell'enorme misura in cui non riusciamo a distinguere tra i fatti riferiti - dati, statistiche, previsioni, decreti governativi, provvedimenti sanitari - e la reale necessità di imporre delle limitazioni così vaste e così persistenti alla nostra libertà.
Per restare solo alle notizie di quest'ultimo periodo, non siamo in grado ad esempio di capire in base a quali formule matematiche, o di contagio probabilistico, nel momento in cui ci viene detto che sono stati registrati 254 casi positivi su 100mila abitanti la nostra regione diventa “zona rossa”, con le disposizioni restrittive che ne conseguono anche per tutte le altre 99.746 persone e numeri multipli.
Persino chi, come me, dovrebbe essere capace di valutare i dati e le notizie per poi rielaborarle a beneficio dei propri lettori, rischia di arrendersi di fronte all'apparente incoerenza di alcune informazioni. Soltanto ieri, e sempre ad esempio, l'Ulss 7 Pedemontana ha comunicato la sospensione di tutte le prestazioni chirurgiche ed ambulatoriali non urgenti nei tre ospedali e nei servizi territoriali “a causa dell'incremento dei ricoveri dei pazienti Covid”. Poi, nella stessa giornata, la stessa Ulss ha trasmesso il consueto bollettino quotidiano sulla situazione Covid nel territorio di riferimento, dal quale risulta che in data 29 marzo 2021 il numero dei ricoverati Covid all'Ospedale di Bassano del Grappa è uguale a “0”. Lo riscrivo in lettere: “zero”. Idemi dicasi (“0 ricoverati”) all'Ospedale di Asiago.
La quasi intera casistica dell'Ulss Pedemontana è concentrata all'Ospedale di Santorso, che svolge il ruolo di “ospedale Covid”, dove in data di ieri erano ricoverate per Covid 125 persone, di cui 12 in Terapia Intensiva e 113 in ricovero ordinario, senza clamorosi “balzi” o “impennate” rispetto ai numeri dei giorni precedenti.
Nell'Ulss 7 la curva dei casi di positività risulta in salita, ma la sospensione di tutte le attività sanitarie non urgenti a causa dell'“aumento” dei ricoveri per Covid, comunicata ieri, sfugge ad una comprensione logica da parte dei non addetti ai lavori, che poi è la maggior parte di tutti noi. Un chiaro sintomo della difficoltà di capire il senso dei provvedimenti che ci piovono sopra la testa ad opera del sistema, a livello nazionale, regionale e locale.
In questa condizione che da oltre tredici mesi ci ha costretto nel nostro Paese a trasformarci in 60 milioni di virologi della domenica, la confusione per l'intelletto regna totale.
In altri termini, l'accanimento mediatico a cui siamo stati incessantemente sottoposti dal febbraio del 2020 non ci ha concesso il tempo e il modo di ragionare, di discernere, di valutare la situazione generale con raziocinio. Non siamo capaci di cogliere pienamente, perché non disponiamo degli strumenti per coglierle, le tante sfumature e gradazioni della nuova realtà in cui siamo stati immersi, sospese tra i due estremi opposti dell'atteggiamento umano nei confronti della medesima: da una parte i negazionisti ad oltranza e, dall'altra, i talebani della mascherina a prescindere.
È come se - prendendo spunto da quel cartello di quel supermercato - l'Italia fosse diventata un gigantesco parcheggio vietato ai “pensanti”, lasciando spazio di sosta solo per i “mezzi”. Già: “mezzi”. In questa crisi pandemica noi siamo macchine, chiamate a rispondere automaticamente all'accensione del motore che viene comandata da altri, come accade per i tanti anziani del nostro territorio che in questi giorni e in queste ore si stanno accalcando in coda per i vaccini dopo che è stato deciso di riorganizzare all'improvviso le modalità del piano vaccinale. Altro che “Va', pensiero”. Qui ad andarsene è proprio il potere e la capacità di comprensione, di analisi e di sintesi del pensiero stesso.
Quello posizionato nel parcheggio del supermercato Lidl di Cassola non è solamente un cartello stradale con un refuso nella scritta. È anche la metafora di Bassano del Grappa, del Veneto, dell'Italia, del mondo di oggi.
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