Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 12-11-2019 21:02
in Cronaca | Visto 1.892 volte
 

Ignorante “di” materia

Attenti ai tentativi di truffa da parte di presunti e sedicenti gestori di telefonia. Ecco come il vostro umile cronista ne ha evitato uno proprio oggi

Ignorante “di” materia

Fonte immagine: tecnocino.it

Breaking news: la madre dei truffatori e dei soggetti senza scrupoli è sempre incinta. Questa ve la devo proprio raccontare, perché ho appreso che a tante altre persone è capitata la stessa “esperienza” e si tratta comunque di un'informazione di pubblica utilità.
Nel primo pomeriggio di oggi mi chiama al telefonino un numero fisso di Padova, con prefisso 049. Un paio di minuti prima mi aveva chiamato un numero di Milano con prefisso 02, al quale non avevo risposto. Siccome invece a Padova e provincia ho dei contatti di lavoro, pur non avendo quel numero in rubrica mi fido e questa volta rispondo. Dall'altro capo della linea, una giovane voce femminile con brusio di call center in sottofondo mi dice di essere “della Tim” e che sta compiendo una verifica per l'aggiornamento dei miei dati personali quale utente della società di telefonia.
La mia improvvisa interlocutrice parla in italiano ma con evidente accento straniero dell'Europa dell'Est. Mi si drizzano immediatamente tutte le antenne: qui c'è puzza di strano. La cosa impressionante è che questa donna conosce non solo il mio numero di cellulare e il mio numero fisso di casa, ma anche il mio indirizzo email e il mio codice fiscale ed è a conoscenza pure del fatto che io sono utente della Tim per la telefonia fissa e la fibra internet di casa. Le rispondo assai guardingo a monosillabi, finché arriva il vero scopo della telefonata.

La sconosciuta mi dice infatti che per l'aggiornamento dei dati devo mandare “alla Tim” la foto della mia carta d'identità. E lo devo fare addirittura via WhatsApp “al numero che mi contatterà”: alla faccia della privacy e della posta elettronica certificata.
Figurati se ti do la mia carta d'identità, bambina cara. Già il fatto di dare qualsiasi informazione personale a entità anonime è un errore madornale, ma una volta che gli mandi anche un tuo documento con tanto di foto, con quel documento possono fare quello che vogliono. Il minimo che ti può capitare è ritrovarti con un nuovo contratto telefonico mai richiesto con un altro gestore, ma nel momento in cui ti chiedono la carta d'identità compare il rischio del reato del furto di identità con il quale si possono compiere altri e ben più gravi atti illeciti. Riattacco senza darle precise indicazioni sulle mie intenzioni e spero quindi che la rottura di scatole sia terminata. Ed invece è soltanto l'inizio.
Poco dopo mi chiama al cellulare, e non rispondo di nuovo, un numero fisso di Bassano del Grappa (0424). Poi mi chiamano altri numeri fissi da mezza Italia, che continuo ad ignorare: ancora Milano per due volte (02), Caltagirone (0933), Catania (095), Udine (0432). Nel frattempo mi arrivano anche i messaggi su WhatsApp, da un numero mobile 351 con il “logo” della Tim. Primo messaggio: “Salve TIM siamo in attesa del documento grazie”. Caspita, com'è diventata informale la mia società di telefonia fissa. Poi ne segue subito un altro: “Fronte e rétro grazie”, proprio con l'accento sulla “e”. Io continuo ad ignorarli e allora la “Tim”...si spazientisce. I successivi due messaggi sono infatti scritti a caratteri tutti maiuscoli: “SERVE FOTO DELLA CARTA”. “GENTILMENTE”.
Siccome però gentilmente io li ho già mandati a cagare, decido di fare una verifica incrociata. Richiamo allora il numero fisso di Bassano del Grappa che mi aveva chiamato prima. Risponde la voce automatica: “Il numero da lei chiamato è inesistente”.
Stessa cosa con il numero di Milano e anche con il numero di Padova da cui mi aveva parlato l'adescatrice telefonica. Bingo: quelli che mi hanno chiamato sono proprio dei lestofanTim.

L'ultimo atto di questa storia avviene poco dopo le 16: il numero mobile 351 mi fa una chiamata WhatsApp alla quale ovviamente no dò risposta. Un minuto dopo mi arriva il seguente e professionalissimo messaggio sempre su WhatsApp: “???”.
Alla fine, dopo una ventina di minuti, appurato evidentemente il fatto che io la foto della mia carta di identità fronte e “rétro” non gliela voglio proprio dare, la “Tim” mi scrive: “Ignorante di materia”. La prova scientifica che chi ha tentato di ciucciarsi il mio documento non ha molta dimestichezza con la lingua di Dante. Ebbene sì, egregi lettori: il vostro umile cronista sarà anche ignorante “di” materia, ma non è mica scemo.
Successivamente mi reco al mio negozio Tim di fiducia di Bassano del Grappa, con il quale ho siglato il contratto di telefonia fissa e fibra internet, per segnalare l'accaduto ed avere un riscontro ai miei sospetti. L'addetta del negozio mi dice: “Ne sentiamo di queste cose tutti i giorni.” Tante persone come me, quindi, sono già state e vengono contattate da questi presunti e sedicenti operatori della Tim che chiamano da falsi call center tramite numeri fissi italiani di comodo ai quali non è possibile richiamare. “Non faccia niente, non mandi niente e non risponda”, mi mette in guardia l'addetta della Tim “vera”.
Ed è infatti proprio quello che non ho fatto.

Vi ho scritto questa cosa per mettervi in guardia a mia volta su questa situazione inattesa che può capitare a chiunque. Soltanto una delle modalità messe in atto da quei soggetti senza scrupoli, la cui madre è sempre incinta, che escogitano i sistemi più diversi per lucrare sulla fiducia, e spesso purtroppo anche sull'ingenuità altrui.
Se la fonte non è conosciuta, diffidate da tutto e da tutti. Di false email a scopo phishing sono ormai piene le fosse, eppure c'è sempre qualcuno che ogni giorno continua a cascarci. Ma per farci fregare non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Se ad esempio cercate online una stanza in affitto per vostro figlio che va a studiare in un'altra città, non fatevi allettare da proposte di camere troppo a buon prezzo che vi chiedono soldi in anticipo dell'affitto via PayPal e simili: quei soldi e anche quella camera, che è solo uno specchietto per le allodole, non li rivedrete mai più.
Occhio agli affari sui siti di vendita online, se siete voi a mettere in vendita l'articolo: potreste essere contattati da non meglio specificati acquirenti da un Paese dell'Africa che cominciano a messaggiarvi sempre sul telefonino, dandovi il “loro” nome e cognome con tanto di foto della carta d'identità di una persona vera (eccolo qua, il furto di identità) e chiedendovi di bonificare dei soldi via Western Union e simili ad un conto in banca estero per “sbloccare” lo stesso conto, in modo tale che costoro poi vi paghino l'acquisto online più la restituzione del bonifico effettuato. Cosa che non accadrà mai.
Anche questa sembra la storia del coccodrillo bianco delle fogne di New York, eppure c'è chi ci casca come una pera cotta. Su internet è ricca la casistica che allerta la comunità del web sulla truffa dei bonifici in Ghana, Costa d'Avorio, Nigeria, Mali e compagnia bella. Come è pure utilissimo aggiornarsi in materia di truffe online e di truffatori in genere nei siti istituzionali dei Carabinieri e della Polizia di Stato.
Il mondo globalizzato della comunicazione virtuale e dei call center anonimi è pieno di trappole: non facciamo la fine dei topi.