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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Cronaca

Una strada da schianto

Ancora un incidente sulla Nuova Gasparona a ridosso dei cantieri della Pedemontana. A Marostica si scontrano tre auto: tre feriti. Le incongruenze tra sicurezza e costruzione della SPV sempre più insostenibili

Pubblicato il 16-06-2017
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Terzo incidente stradale in pochi giorni - i primi due con esiti mortali - e quarto sinistro in tre settimane sulla SP 111 Nuova Gasparona che dopo Rosà, in direzione di Trento, diventa variante della Statale 47 Valsugana, dove finalmente si allarga all'altezza di Cassola.
Cambia il nome, ma non il problema: quello di un'arteria tra le più trafficate del Veneto centrale, e a una sola corsia per senso di marcia, trasformata in una gimkana di continue deviazioni a causa dei contigui cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta. Percorrerla - e ve lo dice chi lo ha fatto ininterrottamente per due anni per motivi di lavoro - equivale ad affrontare una prova speciale di rally: con la sola, fondamentale differenza che qui bisogna andare il meno velocemente possibile e stare molto attenti a chi ti arriva incontro in curva, autoarticolati compresi, nelle strettoie a serpentina che ti si parano, l'una dietro l'altra, lungo il tragitto.
Per non parlare delle ore serali: farsi col buio, e di inverno anche con la nebbia, la Nuova Gasparona fra Thiene e Rosà o viceversa è un'esperienza automobilistica ai confini della realtà. E anche se, a forza di andarci obbligatoriamente tutti i giorni, si finisce col conoscere questo velenoso serpente d'asfalto metro per metro, al momento dell'uscita allo svincolo prescelto si avverte quasi un senso di liberazione. Anche perché, anche su un itinerario così tortuoso, ci sono sempre gli incoscienti e gli impazienti del sorpasso che premono sull'acceleratore.

Foto: Vigili del Fuoco

Mi ero sempre ripromesso di intervenire su questa assurda complicazione della viabilità locale, alle cui varianti in corso d'opera - rotatoria di Marostica su tutte - assistiamo impotenti. Ma ora è la cronaca che mi spinge a farlo. Perché non possiamo restare indifferenti rispetto all'ennesimo sinistro, di seria entità, verificatosi su questa strada.
È accaduto questa mattina poco prima delle 7, sulla Nuova Gasparona a Marostica, in un tratto dove sono appunto in corso i lavori per la Superstrada Pedemontana.
A scontrarsi sono state tre autovetture e il bilancio è di tre feriti. Sono accorsi sul posto i Vigili del Fuoco di Bassano che hanno messo in sicurezza i mezzi ed estratto la conducente e la passeggera rimaste bloccate all’interno di una Peugeot 207, che sono state prese in cura dal personale del Suem 118, per essere portate in ospedale. Ferito anche il conducente di un'Audi A5, trasferito pure lui in ospedale. Incolume l’autista di una Ford Focus, la terza autovettura coinvolta nell'incidente.
La Polstrada, intervenuta sul luogo, ha effettuato i rilievi per la ricostruzione della dinamica del sinistro oltre a coadiuvare il traffico veicolare.
Le operazioni di soccorso, con inevitabili grandi disagi per la circolazione, sono terminate dopo circa un’ora e mezza.
Fin qui la cronaca dell'episodio. Saranno i rilievi della Polizia Stradale a risalire alle cause dell'incidente, che indipendentemente dalle condizioni dell'arteria comportano sempre una responsabilità umana, per la quale non possiamo nasconderci dietro all'alibi di una strada infelice. Ma al netto della manovra sbagliata di chi ha provocato lo schianto, rimane il problema delle oggettive insidie di una carreggiata dove sbagliare è più facile.
E trattandosi di una Strada Provinciale, competerebbe alla Provincia preoccuparsi della sua sicurezza, con gli opportuni accorgimenti, come già accaduto per altri “punti neri” della viabilità nel Vicentino. Ma ciò non è possibile, perché la Nuova Gasparona è prigioniera della contigua Pedemontana in costruzione e degli stessi ritardi, dovuti alle note cause, nella realizzazione della stessa SPV.
Insomma: non se ne esce, finché la Pedemontana non sarà cosa fatta.
E oltre al danno di un cantiere senza fine si aggiunge la beffa di una strada a intensa percorrenza che ci costringe a fare attenzione ad un nuovo segnale stradale: il segno della croce.

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