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Cronaca

Sci fa quel che si può

Alberto Tomba a Bassano per riprendersi l'auto rubata dai tre rumeni arrestati e recuperata dai Carabinieri. L'ex campionissimo di sci visibilmente contrariato per la presenza di giornalisti e telecamere. E alla fine rilascia due parole in croce

Pubblicato il 22-11-2016
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Se ti rubano la macchina per usarla per compiere dei furti, i Carabinieri te la recuperano e tu vieni in caserma per riprenderti l'auto, nessuno - a parte i militari dell'Arma, titolari dell'operazione - ti filerà.
Sono affari tuoi, punto e basta.
Le cose cambiano se ti rubano la macchina, i Carabinieri te la recuperano eccetera eccetera e tu ti chiami Alberto Tomba.

L'intervista "strappata" ad Alberto Tomba alla caserma dei Carabinieri di Bassano del Grappa (foto Alessandro Tich)

Ed è molto probabile che nel momento in cui arrivi al Comando della Compagnia dei Carabinieri, per riportarti a casa l'autovettura recuperata, troverai una fila di cronisti e telecamere ad aspettarti. Croce e delizia della notorietà. Ed è quello che è regolarmente successo oggi al Comando Compagnia della Benemerita di via Emiliani a Bassano del Grappa.
Alberto Tomba, campionissimo dello sci alpino a cavallo tra gli anni '80 e '90 (50 vittorie in Coppa del Mondo, 3 ori olimpici e 2 ori ai Campionati del Mondo) nonché personaggio mediatico per il suo carattere solitamente estroverso, si è presentato infatti in tarda mattinata alla caserma della Compagnia comandata dal capitano Adriano Fabio Castellari per adempiere alla pratica di restituzione dell'autoveicolo. L'auto in questione, una Fiat Panda, gli era stata rubata lo scorso 7 novembre a San Lazzaro di Savena (Bologna) dove risiede.
Autori del furto della macchina erano stati i tre rumeni arrestati dai Carabinieri, e subito rilasciati dal giudice, colti in flagranza di reato dopo aver compiuto due colpi in altrettante aziende di Romano d'Ezzelino e di Stroppari di Tezze sul Brenta. Per mettere a segno i furti, come già scritto in un precedente articolo, il terzetto dell'Est aveva utilizzato due vetture rubate: e una di queste, recuperata dall'Arma, era proprio la Panda sottratta all'ex Carabiniere e soprattutto ex re dello slalom.
L'arrivo di Tomba a Bassano non è passato ovviamente inosservato e la voce si è subito sparsa tra gli operatori dell'informazione locale che si sono precipitati in via Emiliani. Ma il grande ex sciatore, a quanto pare, avrebbe preferito cimentarsi in uno slalom gigante tra porte di filo spinato.
La presenza dei cronisti non è stata infatti assolutamente gradita dal protagonista delle cronache sportive (e non solo) di una ventina e passa di anni fa e lui lo ha fatto chiaramente capire.
Ci è voluta la mediazione dei Carabinieri di Bassano, pure rimasti sorpresi dalla presenza del capannello di giornalisti con fotografi e cameramen al seguito, per favorire un “incontro ravvicinato” tra la stampa e l'illustre derubato.
Incontro che è durato pochissimo: il minimo sindacale per far dire due parole in croce a un Tomba visibilmente contrariato, anche se con il suo solito sorriso da guascone, da tanta attenzione giornalistica nei suoi confronti.
Alla fine, cioè, l'Alberto nazionale si è concesso al rilascio di alcune dichiarazioni, indicando persino il punto dove fare l'intervista: ma si è capito al volo che si trattava di una seccatura da cui liberarsi prima possibile.
Il furto dell'auto? “Una cavolata.” Ovvero un fatto irrilevante rispetto a cotanto intervento di microfoni e bloc-notes. L'auto in questione? “È la macchina guidata da mia madre ed è intestata a me.” Quasi un mettere le mani avanti rispetto al pensiero un po' maligno, serpeggiato sicuramente tra i lettori delle cronache locali, del tipo “ma come è possibile che uno come Tomba guidi una Fiat Panda”. Il suo rapporto con Bassano? “Qui ci venivo quando gareggiavo.”
I Carabinieri che hanno arrestato i tre malviventi? “Grazie a loro che hanno preso questa band-gang di ladri. Li hanno liberati subito. Non dico altro perché poi si finisce sempre in politica.” La presenza dei cronisti? “Tutte le volte vi accanite con me.” E per cosa? “Per una Panda. Prendetela per quello che è, rubano cose più gravi.” Ciao ciao ragazzi l'intervista è finita.
Questo è quanto: e le annotazioni sul nostro bloc-notes si fermano qui.
Due parole in croce, per l'appunto, che vi abbiamo riportato.
Di più non abbiamo potuto scrivere: nel nostro mestiere, con personaggi imprevedibili come Tomba la Bomba, sci fa quel che si può.

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