Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 27-05-2015 18:27
in Politica | Visto 4.299 volte
 

La paladina dei “senza voce”

Lo sfogo online di Alessia Maria Bordignon, candidata nella lista “Alessandra Moretti Presidente”: “Vorrei che tutti i candidati avessero uno spazio per essere conosciuti indipendentemente dai denari spesi in questa campagna elettorale”

La paladina dei “senza voce”

Alessia Maria Bordignon, candidata della lista "Alessandra Moretti Presidente": "Vorrei solo che la gente sapesse chi sono i candidati i cui nomi saranno scritti domenica nei tabelloni"

“Nessun giornale, nessuna testata online, nessun telegiornale, nessuna trasmissione ha finora MAI parlato di me.” Col “mai” scritto e sottolineato in lettere maiuscole. Ma aggiungendo subito: “Non sono triste per questo, non cercavo e non cerco né pubblicità né futile gloria.”
Alessia Maria Bordignon - bassanese, 34 anni, laureata in Relazioni Internazionali e specializzata in Processi di Internazionalizzazione delle Piccole e Medie Imprese, attualmente impiegata in una multinazionale del Vicentino dopo esperienze lavorative all'Unione Europea e alla Regone Lombardia, candidata alle elezioni regionali nella lista “Alessandra Moretti Presidente” - scrive queste parole in un commento al nostro articolo “Butta giù la pasta” riferito al gadget alimentare per gli elettori dell'assessore regionale uscente, e candidata con Forza Italia, Elena Donazzan.
Prendendo spunto dal quale la Bordignon - nel medesimo post - assicura, sempre con un mix di minuscole e maiuscole: “Al di là della simpatia o antipatia verso questa candidata o la Vostra appartenenza ai diversi schieramenti vorrei far presente a tutti voi che NON RICEVERETE a casa da parte mia né gadget né libercoli né prodotti eno gastronomici ma forse un semplice volantino fronte retro se troverò il tempo di passare dalle vostre parti.”
“Vorrei solo - precisa la candidata del centrosinistra - che la gente sapesse CHI sono i candidati i cui nomi saranno scritti domenica nei tabelloni quando andranno a votare nei loro seggi. Vorrei che tutti i candidati avessero uno spazio per essere conosciuti indipendentemente dai denari che stanno spendendo in questa campagna elettorale.”
“Io - conclude il commento della Bordignon - mi sono auto finanziata tutto non avendo un partito alle spalle, così come mi sono arrangiata per quello che potevo (lavoro 9 ore al giorno a differenza di molti che non si capisce come siano dappertutto a tutte le ore) a farmi la campagna elettorale. Non mi lamento della stanchezza, dei soldi spesi presi dalle mie tasche. Vorrei solo che la politica finalmente tornasse ad essere sinonimo di servizio, di semplicità, di onestà e di trasparenza. Lasciando gadget, pacchi di pasta, libercoli fuori da tutto questo.”
Devo ammettere che Alessia Maria Bordignon (nickname su Bassanonet: ma_bo) ha eseguito un'abile mossa. Perché scrivendo queste parole ha attirato l'attenzione della nostra redazione, meritando uno spazio di approfondimento cronistico nei suoi riguardi. Come lo meriterebbero, del resto - avendo il tempo e il modo di farlo - tutti gli altri numerosissimi candidati di tutti gli schieramenti in lizza per una scarna manciata di seggi a Palazzo Ferro Fini a Venezia.
Ma la maggior parte degli aspiranti consiglieri regionali - fatta appunto eccezione per i soliti noti - non dispone dei budget e degli strumenti per farsi conoscere al pubblico al di là dei classicissimi santini (destinati ad aumentare la frazione della carta della raccolta differenziata), di qualche manifesto per chi se lo può permettere e di qualche saltuaria presenza ai gazebo elettorali.
Né tantomeno dispongono di solerti addetti stampa, pronti a telefonare per un riscontro immediato ad ogni comunicato stampa trasmesso in redazione.
E' vero che per comunicare propositi e programmi ci sono anche i social network: ma l'elettorato “navigante” deve anche trovare l'occasione e la motivazione di arrivarci. E non è una cosa scontata.
Potremmo dire che Alessia Maria, con il suo sfogo online, rappresenta l'ampia categoria dei candidati “senza voce”: irrimediabilmente destinati, in campagna elettorale, al fai da te. Eppure, come tutti gli altri, ne avrebbe di cose da dire.
“La mia sfida - afferma - è quella di vedere la politica con occhi diversi, partendo dalla competenza che oggi è elemento imprescindibile per proiettarci al futuro per competere con le Regioni più virtuose d’ Europa.” Giura di “non essere alla ricerca di una poltrona” e dichiara che non le piacciono “quelli che parlano con la pancia perché i problemi non si risolvono con minacce, slogan urlati o facili semplificazioni, ma si risolvono proponendo soluzioni.”
Non ci resta che augurare in bocca al lupo: a lei e a tutti i peones della campagna elettorale che non possono indire conferenze stampa e non hanno spazi di rilievo né televisioni amiche.