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Il morso del turista

Bassano fa ancora il pienone nel ponte di Pasqua. Ma è un turismo mordi-e-fuggi. Nei pernottamenti c'è stata solo “un'insignificante ripresa”. Il presidente degli Albergatori Astuni: “Manca un governo dell'attrattività del territorio”

Pubblicato il 07 apr 2015
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Evviva i ponti. Chi ha passeggiato nel ponte di Pasqua sul Ponte degli Alpini, infatti, “avrà pensato sicuramente che Bassano del Grappa sia una cittadina molto turistica”.
Parola di Roberto Astuni, presidente degli Albergatori di Bassano.
Il quale chiarisce subito che “in realtà la folla che ogni giorno passeggia sul Ponte è data da turisti di prossimità, il così detto turismo mordi e fuggi”. “Complice anche l’aspetto mediatico che in questo periodo il Ponte sta avendo per vari motivi - prosegue Astuni -, il meteo insicuro che varia ogni giorno, le numerose persone che arrivano a Bassano ogni giorno, la sera tornano a casa.”

Foto: archivio Bassanonet

E così, nonostante le torme di visitatori in città nel ponte pasquale e il bilancio positivo riscontrato da ristoranti e pizzerie, per il turismo effettivo - quello delle presenze turistiche, date dai pernottamenti - “il bicchiere è mezzo vuoto”.
Nel periodo festivo, come segnala il presidente di categoria, “una leggera ripresa di turisti italiani c’è stata, soprattutto dal sud, ma parliamo di percentuali insignificanti rispetto lo scorso anno”. Molti hotel hanno avuto diverse camere libere e “qualcuno ha molte camere prenotate addirittura per la mostra a Vicenza, ma chi decide di fermarsi lo fa all’ultimo momento, spesso quando è già a Bassano”.
“Quindi ciò che manca - commenta Astuni - è sempre la stessa cosa e cioè un vero programma di marketing territoriale, un vero governo dell'attrattività del territorio che faccia emergere un’identità forte, condivisa, capace di rendere coerenti tutte le progettualità in divenire sul territorio. E’ anche vero che con il bel tempo arriveranno i turisti, quelli veri, grazie al cicloturismo, alle attività outdoor, e grazie alle bellezze cittadine ma Bassano soffre troppo nei mesi che non siano quelli estivi, quindi è fondamentale attuare e agire secondo le direttive europee.”
“Riuscire ad essere attrattivi anche fuori stagione - aggiunge - non è un lavoro da poco, è un lavoro che va fatto tutti insieme perché la destagionalizzazione non riguarda solo l'immagine o la narrazione ma è un lavoro che riguarda tutti se vogliamo “fare marca” (branding) per elevare l'attrattività e tradurla in competitività, economia diffusa e sostenibile, posti di lavoro sicuri e qualificati.”
“Adesso però - conclude Astuni - non possiamo più permetterci di aspettare quindi esorto le categorie, l’amministrazione e tutti i portatori di interesse a raccogliersi interno ad un tavolo per il bene (futuro) dell’economia turistica locale. Chi non lo farà dovrà renderne conto alla comunità, non possiamo più permetterci di aspettare, non possiamo più permetterci di non curare questa lenta ed inesorabile agonia che sta facendo morire Bassano.”
Turisti per caso: la saga continua.

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