Connessioni contemporanee
Un dialogo col presente
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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 04-01-2012
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Dopo l'ormai arcinota sentenza del Tar del Lazio sulla Superstrada Pedemontana Veneta, e dopo l'iniziativa del Co.Ve.P.A. (Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa) che ieri ha lanciato un appello alle istituzioni per avviare un confronto pubblico e rivedere il progetto dell'infrastruttura, oggi si muove anche l'altra “anima” dei comitati anti-SPV: quella che fa capo ai Comitati Difesa Salute e Territorio Valle Agno-Malo-Altovicentino-Bassano.
Con un appello riportato nel sito difesasaluteterritorio.blogspot.com/ e rilanciato alle redazioni, il portavoce dei Comitati Lanfranco Tarabini informa che è in corso “una raccolta di adesioni affinché sia rispettata la sentenza del Tar del Lazio sulla nomina del commissario straordinario per la SPV”.
“Questa - afferma ancora Tarabini - è la prima di una serie di iniziative che intraprenderemo se i cantieri non si fermeranno. Ci riserviamo infatti di portare avanti questa istanza di rispetto della legge in tutte le sedi opportune ed in varie forme.”
I Comitati Difesa Salute e Territorio: "Questa è la prima di una serie di iniziative che intraprenderemo se i cantieri non si fermeranno"
“La sentenza del Tar del Lazio che dichiara illegittima la nomina del commissario governativo - dichiara l'appello - rende giustizia alle tesi sostenute dai comitati che si battono per l'alternativa alla mega opera chiamata impropriamente Superstrada Pedemontana Veneta. La sentenza del Tar non si basa su cavilli giuridici, bensì mina alla radice l'impianto emergenziale sul quale si è basato negli ultimi due anni e mezzo l'iter dell' opera.
In particolare invalida tutti gli atti formali approvati e firmati dal commissario straordinario. L'illiceità dei comportamenti dell'Amministrazione era talmente palese riguardo la SPV che nessun altro tipo di sentenza era possibile, se i giudici sono al di sopra delle parti.”
“I nostri amministratori - prosegue il testo - dovrebbero imparare la lezione e capire che il fatto di essere stati eletti non li pone al di sopra delle leggi che lo Stato si è dato a tutela del bene comune. Purtroppo invece, stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa, il (ex) Commissario e il Presidente della Regione Veneto, sembrano intenzionati a proseguire i lavori in barba alla sentenza del Tar che, ricordiamo, è immediatamente esecutiva.”
“Pertanto - conclude l'appello dei Comitati Difesa Salute e Territorio - invitiamo tutti a sottoscrivere questo appello che invieremo al presidente della Regione, affinché i lavori nei cantieri della Pedemontana di Romano d'Ezzelino, Mason e Montecchio Precalcino vengano immediatamente sospesi.”