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Pubblicato il 06-05-2021 18:36
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Gli orizzonti dell'arte

A tu per tu con Claudio Brunello, ideatore di PaginaPiegataArte, rubrica dedicata all'arte contemporanea ospitata anche su Bassanonet.tv

Gli orizzonti dell'arte

Claudio Brunello

È arrivata al numero 20, PaginaPiegataArte, la rubrica ora online ideata, realizzata e condotta dall’artista bassanese Claudio Brunello e nel palinsesto di Bassanonet.tv.
Costola vivente in rete, sul canale YouTube dedicato, di una serie di incontri itineranti tradizionalmente in opera dal vivo, ospitati da quasi un decennio in diversi luoghi cittadini e del territorio, sempre dedicati ai linguaggi dell’arte e in particolare all’arte contemporanea, il ciclo di appuntamenti settimanali di approfondimento segue un programma tematico, arricchito di riferimenti ad artisti scelti nel panorama internazionale e alle loro opere.
Sempre fedele a una posizione di atteggiamento e di sostanza nei confronti dell’arte che guarda a produzione, fruizione e archiviazione con un’attenzione importante alla divulgazione, Claudio Brunello, che oltre che artista è promotore culturale e organizzatore di mostre, conduce le puntate di PaginaPiegata facendo della narrazione il canale privilegiato per l’esplorazione delle storie e della storia dell’arte dei nostri tempi e del recente passato.

Come ha vissuto questa nuova piega dettata dalla pandemia di PaginaPiegata?
Devo dire che il fatto di non poter organizzare mostre o incontri in questi mesi mi ha obbligato (suggerito) di entrare nel mondo YouTube con un canale dedicato e successivamente in Bassanonet.tv, dove porta il nome “PaginaPiegataArte”.
Il nome è stato inventato nel 1999 da mia moglie Daniela Scotton (da anni performer di OperaEstate Festival) quando è stato necessario dare un nome a uno spazio (una cantina) dedicato all'arte collocato all'interno dell'allora birreria Ottocento. Spazio in cui in 16 anni di attività sono state organizzate 40 mostre di artisti locali e programmati 100 documentari d'arte, visti da oltre 1000 persone.
PaginaPiegata è un nome figurativo di scopo, è dove si è giunti in un punto di un qualsiasi libro in cui una pagina è valore per una rilettura e per il ricordo.

Quali dettami segue la scelta dei focus delle puntate?
Per gli incontri, che al momento di scrivere sono arrivati al n.21, l'impostazione che ho pensato è stata di focalizzare un periodo storico per la narrazione, periodo che ho deciso essere dal secondo dopoguerra a quasi i giorni nostri. Periodo da molti addetti ai lavori chiamato “Arte Contemporanea”. In merito, ho un mio pensiero, cioè che si possa chiamare “contemporaneo” un modo di agire di un determinato periodo storico relativo a possibili creativi viventi. Pertanto fra cento e più anni questa nostra contemporaneità, penso, sarà chiamata “Arte del Novecento”.
Ciò mi ha permesso di dare un'impostazione in successione agli eventi permettendo una sorta di narrazione contestualizzata al momento storico e ai suoi cambiamenti in termini del sociale e dei costumi. Gli incontri, visibili anche nel sito www.paginapiegata.it, li ho programmati iniziando con l'Action Paiting e via via risalendo fino ai giorni nostri. Al momento sto scrivendo il testo dell'incontro n.24 per parlare dell'Azionismo viennese.

Quanto influisce su un artista e la sua produzione la mancanza dell’incontro con gli altri e la realtà del paesaggio, come comunemente lo pratichiamo, vissuta in questo anno speciale?
Il ruolo di artista è al momento sospeso, non per mancanza di idee ma per motivi di spazio dato che ho lo studio strapieno di opere (se fossi uno scrittore ci starebbe tutta la mia produzione dentro un pc).
Questo strano periodo ha permesso, avendo realizzato dagli anni '70 centinaia di opere e installazioni, di impegnarmi a favore di un tempo maggiore dedicato allo studio e alla speculazione su temi in precedenza un po’ trascurati o ignorati del tutto. Devo inoltre dire che la mia famiglia stessa, composta da mia moglie Daniela, come già detto performer di danza contemporanea; mio figlio Nicolò, creatore di gioielli; mia figlia Maddalena, diplomata all'Accademia di Belle Arti di Venezia e artista in divenire insieme al suo ragazzo Memo, artista e musicista; infine l'altra figlia Adelaide, diplomata al Liceo Artistico e fotografa anch'essa in divenire e mia assistente web — a questi devo poi aggiungere tutti i relativi amici — fa capire che nel mio mondo il parlare d'arte non manca.

La letteratura e l’arte, quelle d’autore, hanno spesso insiti l’aspetto della visionarietà. Quali espressioni artistiche, secondo lei, stanno leggendo i nostri tempi con maggiore efficacia?
Difficile dirlo con bocce in corsa, anche perché il disagio in merito è vissuto in modo molto personale e visto con occhi ed esigenze molto diversificate. Tuttavia, penso che l'arte intesa in senso classico, per certi aspetti, potrà rivalutarsi con valenze consolatorie, ma oltremodo penso che sottotraccia sicuramente emergerà, non so con che mezzi e stili, una consapevolezza della precarietà di tutti quei valori che fino a oggi ritenevamo consolidati.
Una tensione si è impadronita del presente, provocando ansia e spostando l'attenzione dall'insieme al particolare, si è inabissato l'orizzonte. Forse ogni artista dovrà recuperare il proprio orizzonte per poterlo superare.
A una riflessione più lenta, penso che l'efficacia di certo operare artistico non sarà più utile come prima.
La precarietà dell'oggetto artistico tornerà come nei decenni della seconda metà del Novecento, penso: sarà accettata e la sua relativa narrazione diventerà breve e leggera, sia in campo letterario, musicale che artistico. Questo non vuol dire che io lo accetti.
L'opera, se deve essere complessa, deve essere complessa; è nella sua spiegazione che a mio avviso si deve avere un linguaggio comprensibile e non ridursi diventando banale per cercare consenso. Questo mi è stato dimostrato da numerosi apprezzamenti ricevuti.
L'arte contemporanea a mio parere va spiegata, dissento totalmente dall'opinione di molti artisti che affermano: è il fruitore a dover capire.

Quali itinerari seguirà, nel futuro prossimo, il programma di PaginaPiegata?
All'inizio di questi incontri in rete non mi sono dato nessuna meta (Covid insegna), è un po’ come vivere alla giornata. Penso tuttavia che se dovesse avere un riscontro positivo, l'interesse alla divulgazione proseguirà anche attraverso la curatela di eventi e presentazione di artisti nel ruolo di critico d'arte empatico (non pomposo o citazionista).
Comunque un desiderio nel cassetto c'è: mi piacerebbe realizzare in giardino a casa mia, quando sarà consentito, “PaginaPiegataArtLive” con ospiti artisti (intendo musicisti, performers, di varie espressioni), con un pubblico di interessati e di amici. Vorrei terminare gli incontri con prosecco e biscottini, il tutto ripreso e trasmesso su YouTube.
L'arte per come intendo viverla deve essere una coccola e un divertimento intellettuale da condividere con più persone.

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