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Sergio Dussin rieletto presidente del Gruppo Ristoratori Bassanesi. Sarà affiancato dal nuovo vice Emilio Trevisani. “Il territorio e i suoi prodotti il nostro punto forte, ma i tempi e la comunicazione sono cambiati e dobbiamo adeguarci”

Pubblicato il 06 nov 2021
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Ancora tu. Non mi sorprende lo sai. É infatti dall’ormai lontano 1998 che Sergio Dussin riveste il ruolo di presidente del Gruppo Ristoratori Bassanesi. E giovedì scorso i suoi colleghi, riuniti nella sede cittadina di Confcommercio, lo hanno ancora una volta rieletto alla presidenza, per quella che è l’ennesima riconferma alla guida della categoria.
Nei prossimi quattro anni di mandato Dussin sarà affiancato dal nuovo vicepresidente Emilio Trevisani. Due volti “storici” della ristorazione bassanese chiamati ad affrontare le sfide dei nuovi tempi, che richiedono nuovi modi di proporsi e di raccontarsi.
“La stima dei miei colleghi ristoratori di potermi rimettere in carreggiata per altri quattro anni è stato un atto di fiducia nei confronti del sottoscritto, che da vent’anni circa è alla presidenza - dichiara Sergio Dussin a Bassanonet -. La presidenza io la reputo più come un ruolo da allenatore di una squadra di imprenditori che non da presidente che va in giro a prendersi gli elogi.” “Questo proprio perché - aggiunge - un presidente deve essere una figura che coordina parecchie attività e parecchi elementi nel nostro settore, in modo tale da poter essere una squadra che viene unita specialmente nel rispetto dei propri ruoli.”

Il presidente Sergio Dussin con il neo vicepresidente Emilio Trevisani (foto Alessandro Tich)

Chiedo dunque al neo rieletto presidente quali sono i punti forti della ristorazione bassanese.
“Secondo me - risponde - il punto forte è il fatto di poter portare avanti il nostro territorio e di valorizzarne i prodotti, dall’asparago bianco di Bassano al broccolo di Bassano, alla cipolla rossa, al radicchio di Treviso eccetera, alla cucina del Merlin Cocai e tutte le cose che vengono portare avanti nel territorio.” “Dopo è ovvio che i tempi sono cambiati - puntualizza Dussin -. I mezzi di comunicazione sono stati completamente stravolti, però a mio avviso la cucina tradizionale, che si conferma con i piatti tradizionali, è quella che ha un passato e avrà anche un futuro. Senza togliere nulla alle nuove tendenze, alle nuove costate “Tomahawk”, a tutte quelle novità che stanno venendo fuori adesso e che in questo momento vanno di moda. Di conseguenza dobbiamo prenderne atto e adeguarci a quelle che sono le nuove invenzioni della cucina dei nostri cuochi.”
Quali sono invece i punti deboli e quindi da migliorare?
“Per me - replica il riconfermato presidente di categoria - il punto debole è che si usa troppo internet, troppo i social eccetera ed è venuto un po’ a mancare quello che è il rapporto umano tra colleghi.” “Una volta ci si trovava anche due volte al mese, si litigava, si discuteva, però si era “squadra” - continua -. Adesso con questi mezzi moderni di comunicazione siamo più isolati. E anche più vulnerabili, a mio avviso. Ma non tanto i ristoratori, quanto le persone che dipendono molto di più dai mezzi di comunicazione che non dal rapporto umano che una volta era quello che prevaleva su tutto.”
Sergio Dussin si rimbocca così nuovamente le maniche del suo camice da cuoco per guidare la ristorazione bassanese nei meandri dell’immediato futuro, post (si spera) emergenza Covid. Responsabilità che sarà condivisa, per questo quadriennio, con Emilio Trevisani.
“Intanto io ringrazio per l’onore che mi è stato fatto, anche perché mi hanno scelto i colleghi con ampia maggioranza - afferma Trevisani -. Come ho sempre messo impegno massimo nel mio lavoro, lo metterò anche per dare il mio contributo a questo nuovo percorso che farò assieme all’amico Sergio. Per quanto mi riguarda, quello che è il passato lo dobbiamo sicuramente valorizzare e tenere presente, perché le nostre radici sono là. Il passato inteso sia come cucina e come tradizioni enogastronomiche, ma anche come il percorso che abbiamo fatto assieme.” “Perché - prosegue - ricordiamo che siamo partiti tanti anni fa con le nostre rassegne, da quella degli asparagi a quella del biso di Borso abbinato al Verdiso, a quella dei funghi che è tuttora dopo quindici anni in auge, a quella del Merlin Cocai che ci ha fatto riscoprire tante antiche ricette che però hanno una valenza anche moderna.”
Tuttavia, la tradizione del passato deve per forza adeguarsi ai nuovi modi di presentare menù, rassegne, iniziative e attività.
“Bisogna adesso vedere di cavalcare un po’ l’onda dei nuovi criteri e dei nuovi sistemi soprattutto per quanto riguarda la comunicazione - rimarca il neo vicepresidente del Gruppo Ristoratori -. Se prima ci si basava sulla testata del giornale o sul passaparola, adesso tante volte bisogna anche scendere in altri campi. Purtroppo non è così facile perché chi non ha esperienza di comunicazione o deve farsela per conto proprio oppure deve affidarla a qualcuno che te la sappia gestire.” “Il proposito nostro e mio - conclude Emilio Trevisani - è proprio quello di cercare di sviluppare questi nuovi criteri e di portare avanti iniziative innovative, perché oramai, pur restando con le radici ferme nel passato, bisogna dare anche una ventata di novità al percorso che vogliamo intraprendere.”
Ed è un percorso, per quanto sempre più aperto alle vetrine virtuali della comunicazione digitale, che non può comunque prescindere dal “saper fare” dei ristoratori singolarmente e come gruppo, fintantoché il contatto e il dialogo diretto coi clienti sarà più forte di un like su Facebook, di un hashtag su Instagram o di una recensione su TripAdvisor.

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