Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 17-08-2012 19:50
in Economia | Visto 2.365 volte
 

La crisi a settembre

La CISL di Bassano del Grappa analizza la situazione delle industrie locali alla ripresa del lavoro dopo le ferie. “E' insufficiente continuare a rivolgersi alla politica come unica soluzione dei problemi”

La crisi a settembre

Foto Alessandro Tich - Archivio Bassanonet

Crisi e lavoro: la CISL di Bassano del Grappa interviene sulla imminente ripresa di settembre con un comunicato - trasmesso in redazione da Massimo Pantano, segretario bassanese Fim-Cisl - che riportiamo di seguito:

COMUNICATO

COME SARA' LA RIPRESA DI SETTEMBRE. QUALI INIZIATIVE

A settembre ci aspetta ancora la solita situazione di crisi.
Le aziende sono con portafogli ordini risicati o con magazzini carichi. Le banche sono impegnate a guadagnare con la speculazione e non sono interessate a sostenere le industrie. I lavoratori, in molti stanno in cassa integrazione, i politici discutono di elezioni e di poco altro. Il governo è alle prese con spread e soldi che mancano, e pensa a nuove tasse e non alla patrimoniale.

La CISL nazionale parla dell'aumento della cassa ordinaria, molto forte rispetto al luglio 2011 il che ci mostra, come il perimetro delle aziende interessate alla crisi si stia pericolosamente allargando. Oltre al settore industriale preoccupano i settori dell'edilizia dove continua l'emorragia di posti di lavoro e nell'ultimo mese si registra un ricorso massiccio alla cig e il settore del commercio dove si assiste ad una vera e propria impennata della cig in deroga.
Anche Bassano non si discosta da tale situazione ed essendo la nostra una zona a forte vocazione manifatturiera tale dato è ancora più grave.
Nelle ultime 3 settimane (le ultime due di luglio e la prima di agosto) la CISL di Bassano ha raccolto poco meno di 70 domande di disoccupazione dovute alla chiusura di alcune aziende artigiane (intorno alla decina di dipendenti) alle quali si assommano la chiusura di molti contratti a termine (a ridosso delle ferie) e parecchi licenziamenti individuali.
È una situazione che ci porta, a livello nazionale, ad incrociare i numeri proposti dall'osservatorio della CISL: in 5 anni, da inizio crisi, sono 675 mila i posti di lavoro in meno nell'industria, tra andati in fumo e a rischio.
“La perdita secca” è di 473.640 posti, cui si sommano “201.096 lavoratori equivalenti a zero ore”, interessati da cig speciale o in deroga.
Significa che un lavoratore su 10, nel nostro paese ha perso il lavoro o è in cassa integrazione da lungo tempo.

Alla luce di questa situazione, ben nota ai nostri politici, nazionali o locali, ci pare incredibile che il problema della reindustrializzazione del nostro paese non trovi spazio nelle discussioni politiche.
Per questo ci pare ancora più incredibile che la CGIL continui a rivolgersi alla politica come unica soluzione dei problemi (salvo poi non scioperare a Taranto per difendere migliaia di posti di lavoro così rari al sud).
Riteniamo questa via, da sola, insufficiente. É alla nostra controparte naturale che bisogna rivolgersi. Per questo, nei prossimi giorni scriveremo al presidente degli industriali di Bassano per chiedergli un incontro utile a mettere in atto azioni mirate a sostenere l'industria in zona, soprattutto quella medio e piccola, vera fonte di occupazione diffusa nel nostro territorio.
A settembre arriveranno a scadenza anche alcune situazioni ormai mature da tempo come la chiusura definitiva della Siltal che vedrà la messa in mobilità dei quasi 200 lavoratori rimasti in forza alla storica azienda Bassanese.
Per parte nostra, la CISL metterà in atto da settembre una iniziativa che chiameremo “laboratorio lavoro”, insieme ad altri operatori nel mercato del lavoro, per aiutare chi perde il lavoro a ritrovarlo. Il 28 di agosto ci sarà l'ufficializzazione di tale iniziativa.

La CISL resta convinta, a differenza di altri sindacati, e del nostro attuale Governo, che per risolvere questa crisi serve una concertazione tra le parti sociali, chiedendo poi alla politica di aiutare le iniziative che questi proporranno. Altre ipotesi ci sembrano solo la solita trita manfrina inconcludente.

CISL Bassano