Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 26-07-2014 14:18
in Il "Tich" nervoso | Visto 4.805 volte

Il turismo di Arlecchino

A proposito di valorizzazione turistica del territorio

Il turismo di Arlecchino

Oramai lo abbiamo capito: il turismo ci salverà. L'oro nero dell'Italia ancora in crisi sembra essere la via di uscita per rimpinguare gli incassi di molte imprese alla spasmodica ricerca dei mercati che tirano. E il turismo 2.0, ovvero le nuove forme “sostenibili” della villeggiatura, è uno di questi. Cicloturisti, escursionisti, turisti sportivi, camperisti hanno ormai sostituito da tempo le classiche figure dei vacanzieri tutto albergo e sedia a sdraio.
Il problema nel Veneto, regione turistica per eccellenza, è che queste emergenti tipologie di flussi turistici, provenienti soprattutto dal Nord Europa - che oltre alla voglia di muoversi, hanno anche quella di spendere - bisogna saperle “intercettare”, laddove le zone che propongono l'offerta non siano il Lago di Garda, le Dolomiti o soprattutto la solita ed eterna Venezia.
Questione di “attrattività”, appunto: che dipende dai luoghi, dai servizi, dai prodotti tipici locali e - non ultime - dalle persone. Puoi villeggiare nel posto più bello del mondo e degustare prodotti che in Germania o in Olanda neanche se li sognano, ma se cercano di fregarti sul conto o l'albergatore alla reception è una testa di cavolo ogni sforzo per promuovere un determinato territorio turistico risulterà vano. Col risultato che quella vacanza, invece che nel libro dei ricordi, sfocerà in una recensione negativa su TripAdvisor.
E' da anni annorum che Bassano del Grappa e il suo comprensorio, perla assoluta del Nordest italiano, sono alla ricerca di un posto al sole nel mare magnum dell'attrattività turistica della nostra Regione, un'enorme torta in termini di pernottamenti della quale fino adesso l'area del Bassanese ha raccolto solo le briciole. Non abbiamo le spiagge di Jesolo, l'Arena di Verona o le Tre Cime di Lavaredo: ma un patrimonio diffuso di bellezze ambientali, storiche e artistico-culturali (copyright by Palladio, Jacopo Bassano e Canova, e scusate se è poco) che solitamente generano un eclatante effetto-sorpresa in chi arriva da queste parti. Una piccola “Grande Bellezza” che merita il definitivo salto di qualità dal punto di vista della capacità del territorio di fare squadra, che nel Veneto dei campanili è stata spesso una mission impossible, e di calamitare l'interesse chi sceglie la nostra Regione per trascorrevi le ferie, un soggiorno medio-breve o anche un solo weekend.
Scrivo queste note, e non a caso, il giorno seguente alla conferenza stampa - di cui ci occupiamo in un precedente articolo - che ha fatto il punto della situazione sul Tavolo di Marketing Territoriale “Territori del Brenta”.
Un progetto (di iniziativa privata, in futuro partenariato con il pubblico) il cui obiettivo di partenza, precedente alla vera e propria promozione turistica, è quello di istituire un “marchio d'area” per il Bassanese: un brand territoriale - come tutti gli altri marchi d'area del Belpaese, dalle Cinque Terre alla Val Gardena - che faccia in modo che il potenziale turista di turno, quando sente parlare di Bassano e del suo comprensorio, lo percepisca come un territorio “unico” dove l'offerta delle cose da fare e delle eccellenze da scoprire, tuttavia, è quanto mai competitiva e diversificata.
Non è questa la sede per affrontare i dettagli del progetto di marketing territoriale, oggetto di già pubblicati e sicuramente di altri futuri articoli nel nostro portale.
Quella che voglio sottolineare oggi è proprio la questione del territorio a cui il progetto si rivolge: quel felice fazzoletto circolare di terra - con Bassano del Grappa sulla punta del compasso - delimitato a nord dalla Valbrenta, a sud dalle “terre del Brenta”, a est dal Massiccio del Grappa e ad ovest da Marostica e dai Comuni e dalle colline del Marosticense.
Già: perché sempre ieri, e proprio in contemporanea con l'incontro-stampa sui “Territori del Brenta”, a Vicenza è stato presentato il progetto di valorizzazione turistica “Montagna Vicentina”, attuato dall'omonimo GAL (Gruppo di Azione Locale), finanziato dalla Comunità Europea e affidato, per gli aspetti della promozione turistica, al Consorzio Vicenza È: ovvero all'ente presso la cui sede di Bassano, e cioè l'Ufficio IAT di Largo Corona d'Italia, è stata ospitata la conferenza stampa dei “Tre Tenori” del marketing territoriale bassanese Astuni, Cunico e Vallotto.
L'obiettivo del progetto “Montagna Vicentina”, come spiega un comunicato stampa giunto in redazione, è quello di “promuovere un turismo “attivo” con la possibilità di immergersi nella natura grazie alla creazione di circuiti di trekking, mountain bike, rafting, sci-alpinismo, escursioni ed immersioni speleologiche, nordic walking, palestre di roccia e altro”. Ma anche “andare alla scoperta dei luoghi della Grande Guerra”, con un “capitolo a sé” rappresentato dal “turismo enogastronomico”, grazie “alla riscoperta dei prodotti tipici del territorio, oggi De.Co. (Denominazioni Comunali) per non parlare dei vini DOC Breganze e della Strada del Torcolato”.
Ebbene: non solo si tratta degli stessi elementi di attrattività dei “Territori del Brenta” - la zona DOC di Breganze, per inciso, si estende fino in Destra Brenta a Bassano -, ma ben dieci Comuni del territorio interessato dal progetto vicentino (Marostica, Molvena, Pianezze, Mason Vicentino, Campolongo sul Brenta, Valstagna, Pove del Grappa, Solagna, San Nazario, Cismon del Grappa) rientrano nello stesso comprensorio del “marchio d'area” del progetto bassanese.
E così, tra le “attrazioni naturalistiche davvero degne di una grande ambientazione fantasy” il comunicato di “Montagne Vicentine” cita ad esempio le Grotte di Oliero. Mentre, tra le “fiere, manifestazioni e sagre” del territorio di competenza, l'iniziativa made in Vicenza elenca, tra le altre, la Partita a Scacchi di Marostica, la sagra della Ciliegia di Marostica IGP e il Palio delle Zattere di Valstagna.
E' inoltre online da ieri il portale turistico d'area www.turismomontagnavicentina.it/it/, in doppia lingua - italiano e inglese, con l'immagine di Marostica vista dall'alto in bella mostra sulla home page.
“Dopo la presentazione ufficiale del progetto “Montagna Vicentina” - informa ancora il comunicato stampa - inizia la fase del marketing dei “pacchetti turistici”: non delle vacanze da acquistare “a scatola chiusa”, ma la possibilità, grazie al contact center di Vicenza Booking, di costruire su misura il proprio viaggio nel Vicentino più splendido e suggestivo.”
E non è tutto, in quanto a “sovrapposizione” di territori da valorizzare: nello scorso mese di marzo, a Lugo di Vicenza, ha avuto luogo - come scrivemmo all'epoca - la presentazione del brand territoriale “Le Feste della Terra”.
Si tratta anche il questo caso un progetto di valorizzazione e promozione turistica unificata di un territorio - benedetto dalla Regione Veneto e messo in atto sempre dal GAL “Montagna Vicentina” assieme alla Comunità Montana dall'Astico al Brenta, con i soldi attinti dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale -, riguardante la fascia pedemontana vicentina che dalle pendici dell'Altopiano tra Caltrano e Calvene arriva fino alle porte di Bassano del Grappa. Comprendendo nel proprio territorio di competenza, ancora una volta, anche Marostica e il Marosticense. E con la ciliegia di Marostica IGP e l'asparago bianco di Bassano DOP inseriti tra le peculiarità del territorio da promuovere.
Ultima in ordine di tempo, nel campo della valorizzazione turistica locale, è l'iniziativa congiunta dello scorso giugno dei Comuni di Marostica, Pianezze, Mason Vicentino, Molvena e Breganze che hanno prodotto la guida turistica “Marostica: territorio da amare, vivere, visitare” e una App turistica mobile per le piattaforme Apple ed Android, grazie al contributo - ebbene sì, ancora lui - del GAL “Montagna Vicentina” con fondi attinti dai progetti comunitari PSR LEADER.
I promotori del Tavolo di Marketing Territoriale “Territori del Brenta” potranno obiettare che quelle sopra elencate sono iniziative del tutto diverse dal progetto bassanese, che per la prima volta mette gli enti pubblici non in prima linea, ma a traino di una “regia unica”, nel campo della valorizzazione turistica e del marchio d'area, di iniziativa prettamente privata.
Ma intanto sono progetti che territorialmente continuano, in parte, ad accavallarsi tra di loro e che possono generare - anche tra gli stessi addetti ai lavori, per non parlare dei destinatari finali e cioè dei turisti - un senso di confusione.
L'impressione è che il tema del turismo pedemontano in provincia di Vicenza, promosso in Serie A dall'istituzione del tematismo turistico della Regione “Pedemontana e Colli del Veneto”, sia in una fase di ancora disorganico assestamento, presentandosi come il costume di Arlecchino: un insieme di losanghe di diverso colore e separate tra di loro.
Ma Arlecchino, al massimo, era servitore di due padroni. Mentre nel campo dei progetti di valorizzazione turistica locale unificata - la cui efficacia, nell'immediato futuro, sarà tutta da verificare - i padroni già oggi sono molti di più, e francamente sembrano troppi.

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