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Lettere in Redazione

Tutti a cena dopo il Consiglio: lo scatto bipartisan riaccende il dibattito sull'astensionismo

La cena di tutto il consiglio comunale pubblicata su Facebook da Roberto Campagnolo accende il dibattito tra i cittadini. Per alcuni è civiltà istituzionale, per altri l’immagine di una vicinanza che alimenta l’astensionismo

Pubblicato il 26 mag 2026
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Un'inquadratura di gruppo, i calici alzati e lo sfondo delle colline bassanesi. Quello che nelle intenzioni dei protagonisti doveva essere il manifesto della civiltà istituzionale – capace di andare oltre gli schieramenti – è diventato l'innesco di una profonda riflessione sul rapporto di fiducia tra rappresentanti e cittadini.

A rendere pubblico lo scatto è stato il consigliere Roberto Campagnolo, ritraendo esponenti di maggioranza e opposizione uniti attorno ai tavoli di una nota tenuta locale.

Ad accompagnare il post, un messaggio all'insegna del fair play: «Per una sera senza divisioni, appartenenze o contrapposizioni: solo persone che, pur con idee diverse, condividono l’impegno per Bassano».

Se da un lato non si mettono in discussione le buone intenzioni della serata né il valore del rispetto umano, l'effetto su una parte dell'elettorato è stato di profondo disorientamento. Nelle ore successive alla pubblicazione, la nostra redazione è stata contattata da diversi cittadini che si sono detti allibiti di fronte a quell'immagine. Il fulcro del malumore risiede proprio nella percezione di un venir meno dell'obiettività politica: per molti, vedere l'intero Consiglio unito in un brindisi così cordiale ha generato una sensazione di distacco, quasi un senso di tradimento rispetto alle posizioni espresse pubblicamente.

Nelle segnalazioni giunte al nostro giornale, i cittadini mettono l'accento proprio sul contrasto stridente tra i toni spesso aspri delle sedute consiliari e l'atmosfera rilassata dello scatto.
«Poi ci si chiede perché aumenta l’astensionismo», osserva un lettore deluso. Un altro cittadino sottolinea come eventi del genere rischino di sbiadire la coerenza stessa dei partiti, rafforzando la convinzione che le distanze ideologiche mostrate durante i dibattiti in Aula siano molto meno profonde e reali di quanto si voglia far credere.

Come testata ci limitiamo a riportare i fatti e lo stato d'animo espresso dai nostri lettori, senza entrare nel merito di un legittimo momento di svago privato.
L'episodio evidenzia un tema più ampio: il logoramento del legame tra elettori e rappresentanti istituzionali. La domanda che una fetta di elettorato oggi si pone è seria: fino a che punto la cordialità può spingersi senza far dubitare della reale genuinità delle battaglie portate avanti nelle sedi opportune?

Un dubbio che, tra la cittadinanza, ha assunto anche contorni più ironici. Qualcuno, disorientato nel vedere l'intero emiciclo eccezionalmente compatto, è arrivato a chiedersi se si trattasse di uno scatto reale o del sofisticato prodotto di un'Intelligenza Artificiale.
Una battuta tagliente che, al di là del sorriso amaro, fotografa perfettamente il paradosso attuale: una politica locale capace di riscoprirsi così unita da apparire, agli occhi di chi l'ha votata, del tutto artificiale.

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