Ultimora
Manifestazioni
13 mag 2026
Centenario di Sant’Antonio Abate: Marostica celebra il sacro con Bassano e Signorelli
13 May 2026 17:35
Si rovescia il trattore, morto un agricoltore nel Trevigiano
13 May 2026 15:35
Truffa su finanziamenti pubblici, tra gli indagati ex deputato Calearo
13 May 2026 15:00
Al via a Treviso le riprese della seconda stagione di 'Stucky'
13 May 2026 14:27
Consorzio Valpolicella elegge nuovo cda, nel 2025 ricavi a 4,9 milioni
13 May 2026 20:42
Fonti: 'La proposta della Lega Calcio sul derby non è percorribile'
13 May 2026 16:14
Coppa Italia: alle 21 la finale Lazio-Inter DIRETTA
13 May 2026 20:33
++ Fonti, 'proposta Lega Calcio sul derby non percorribile' ++
13 May 2026 20:31
Hantavirus, sindaca di Villa San Giovanni: "Federico sta bene"
13 May 2026 20:20
Negativi i test all'Hantavirus, ma 'non reggeremmo nuova pandemia'
13 May 2026 19:53
Nordio e la condanna di Stasi: 'La legge va cambiata'
Gabriella d’Oro
Oggi ricorre il 40simo anniversario della leggendaria medaglia d’oro di Gabriella Dorio sui 1500 m. femminili alle Olimpiadi di Los Angeles 1984. Il suo racconto esclusivo a Bassanonet di quello storico momento di gloria
Pubblicato il 11 ago 2024
Visto 9.198 volte
11 agosto 1984, esattamente 40 anni fa.
È il giorno che ha consegnato Gabriella Dorio alla storia dell’atletica leggera mondiale.
Olimpiadi di Los Angeles, stadio Memorial Coliseum, davanti a 90.000 spettatori: finale dei 1.500 m. piani femminili.
Il trionfale arrivo al traguardo di Gabriella Dorio a Los Angeles 1984
Le super favorite sono le due rumene Doina Melinte e Maricica Puică, quest’ultima primatista mondiale stagionale sulla distanza, ma a scombinare le carte è l’atleta azzurra dai riccioli d’oro con il numero 226 sul pettorale.
Ai seicento metri Gabriella accelera con una progressione che spezza il gruppo.
Il suo scopo è quello di stanare le rumene per farle portare in testa e poi infilarle all’arrivo.
Ed è quello che accade: alla campana dell’ultimo giro la Melinte passa per prima, la Dorio le resta in scia e nei centocinquanta metri conclusivi mette il turbo per l’allungo decisivo che le fa tagliare trionfalmente per prima il traguardo.
Melinte seconda, Puică terza: il cielo è azzurro sopra Los Angeles.
“Gabriella d’Oro”: così avevo intitolato un’intervista che avevo fatto un bel po’ di anni fa alla campionessa olimpica per una rivista che si chiamava “S - Lo Sport nel bassanese” e che era pubblicata dall’Editrice Artistica Bassano.
Non è quindi un titolo inedito: tuttavia, rende perfettamente la sintesi del personaggio e pertanto l’ho riesumato in pompa magna.
Gabriella Dorio, oggi 67 anni portati alla stragrande, padovana di Veggiano per origine, cresciuta nel Vicentino a Cavazzale di Monticello Conte Otto e bassanese di adozione, è ancora e sempre un concentrato di energia.
È dirigente e coordinatore tecnico del G.A.B. - Gruppo Atletico Bassano: il campo e la pista di atletica di Santa Croce sono i suoi templi cittadini dello sport, dove ancora oggi segue ed allena i ragazzi del G.A.B.
È anche una delle “Legend” di Sport e Salute, la società di Stato, sorta come gemmazione del CONI, che si occupa per conto del governo della promozione della pratica dello sport e dei corretti stili di vita, rivolgendosi in primo luogo ai giovani in tutto il territorio italiano.
L’altro ieri sera l’abbiamo vista in televisione, in prima fila tra il pubblico delle gare di atletica delle Olimpiadi di Parigi allo Stade de France, abbracciare commossa Nadia Battocletti dopo la strepitosa medaglia d’argento conquistata da quest’ultima sui 10.000 m.
In queste stesse Olimpiadi francesi, sempre l’altro ieri sera l’azzurra Sintayehu “Sinta” Vissa ha finalmente battuto il record italiano della Dorio nei 1.500 m. che resisteva da ben 42 anni.
I primati, si sa, sono dei limiti di riferimento che bisogna infrangere.
E prima o poi - e in questo caso più poi che prima - qualcuno li infrange.
Ma la Gabriella d’Oro è sempre sul pezzo: il record nazionale sugli 800 m. piani femminili (1’57”66) stabilito nel 1980 ovvero 44 anni fa, è ancora suo.
L’intervista che leggerete tra poche righe l’ho registrata nello scorso mese di maggio davanti a un buon caffè offertomi da Gabriella - con la quale anche nelle interviste ci diamo del tu, conoscendoci da tanti anni - e dal marito Carlo Spigarolo nella loro bella casa immersa nel verde tra le colline di Marsan di Marostica.
Ma ho aspettato di pubblicarla proprio oggi per celebrare degnamente il quarantennale di quella epica vittoria a cinque cerchi.
Una cosa è certa: passano gli anni ma quella ragazza dai riccioli biondi e dalla falcata olimpionica è sempre la stessa.
Cordiale, alla mano, spiritosa e allo stesso tempo grintosa e diretta, senza problemi a dire pane al pane quand’è necessario.
Suo marito Carlo mi dice che Gabriella “si arrabbia come una iena” se qualcuno la chiama “ex campionessa olimpica”. Perché un campione olimpico, come il diamante della storica pubblicità, è per sempre.
Prova ne sia che all’ingresso del Memorial Coliseum di Los Angeles, lo stadio che ha ospitato le due edizioni dei Giochi Olimpici del 1932 e del 1984 (e ospiterà anche le prossime del 2028) una lapide ricorda a futura memoria i nomi di tutti i vincitori.
E il nome di Gabriella Dorio compare alla stessa altezza di quello di un altro mezzofondista azzurro che ha fatto la storia: Luigi Beccali, trionfatore maschile nella stessa distanza dei 1500 m. piani nel 1932.
A proposito di “Legend”.
Gabriella, che ricordo è quella medaglia d’oro di Los Angeles?
Era una medaglia attesa da quindici anni. Perché io ho sognato quella medaglia quando ero ancora ai Giochi della Gioventù. Anzi, là l’ho detto ad alta voce e i miei compagni mi hanno preso in giro. Stavamo facendo la foto di squadra, io mi sono messa davanti a loro e ho detto: “Io da grande vincerò le Olimpiadi!”. E loro ovviamente mi hanno detto: “Ecco, hai vinto i Giochi della Gioventù e ti sei montata la testa”. E io invece ho risposto: “Io ho due gambe, una testa, perché non posso provarci?”. E questo poi è stato il pensiero che ho avuto per quindici anni. Perché poi io ho fatto le Olimpiadi di Montreal che avevo 19 anni, ho fatto Mosca a 23 e Los Angeles a 27. E sono arrivata a vincere alla mia terza Olimpiade. Quindi ho avuto una carriera molto intensa ma la vittoria è arrivata dopo quindici anni.
Però quel momento?
Quel momento? È stata una finale molto difficile perché io mi aspettavo una gara molto veloce e non lo è stata, difatti ho vinto con 4’ e 03”. Perché nella prima parte siamo andate molto lente, poi ho deciso di andare in testa e tirare. E là ho fatto forse la scelta più giusta, perché se aspettavo tutte le velociste che avevo dentro la gara, sul finale me le sarei trovate tutte davanti. Quindi la finale l’ho vinta a metà gara, quando sono andata in testa.
E quando sei arrivata?
Quando sono arrivata… Beh, ho fatto il rettilineo d’arrivo più lungo di tutta la mia vita. Perché sono uscita dalla curva che ero in testa e vedevo l’arrivo, vedevo anche lo schermo gigante davanti e continuavo a dirmi: “Sto vincendo un’Olimpiade, sto vincendo un’Olimpiade”. Avevo il sole alle spalle, quindi vedevo anche l’ombra delle mie colleghe dietro. Quindi le tenevo d’occhio dall’ombra sulla pista, che era una cosa molto utile. E continuavo sempre a dirmi: “Sto vincendo un’Olimpiade, sto vincendo un’Olimpiade”, ma non arrivavo mai. Non so come mai era così lungo quel rettilineo. E poi quando sono arrivata, mi sono guardata intorno e ho pensato: “Ho vinto. E adesso?”.
Cioè: uno vince un’Olimpiade e la prima cosa che gli viene in mente è: “E adesso?”
Sì, mi è venuto un attimo di panico, che è durato tre secondi. Nel senso che avendo sognato l’oro olimpico per tanti anni e poi è arrivato, ho pensato “E adesso cosa faccio?”. E dopo, appena pensato questo, mi sono guardata in giro e cercavo Carlo, mio marito. Avevamo dei biglietti per lo stadio olimpico da dare agli amici e parenti eccetera. Però l’ultimo giorno non avevo i biglietti per lui. Allora chiedo alla Federazione, chiedo al CONI e così via: nessuno aveva biglietti e non erano riusciti a trovare un biglietto per lui. La mattina ci siamo sentiti al telefono, quando c’erano ancora i telefoni fissi e quindi a monete, e siamo stati là un’ora a parlare. Alla fine io gli ho detto: “Senti, io i biglietti non li ho trovati, ti devi arrangiare. Adesso io devo pensare alla gara.” Mi sono accorta dopo che avevo detto una cosa un po’ brusca. Però ero talmente presa dalla finale che non mi sono neanche accorta che gli avevo risposto così.
E come è andata a finire?
È andata a finire che lui ha dovuto cercarsi i biglietti da solo. È stato bravo perché è andato direttamente alla sede delle Olimpiadi. Lì c’era un nostro conoscente da Roma che lavorava con la IAAF ed è riuscito ad avere i biglietti. Però io non lo sapevo, perché non essendoci i telefonini mio marito non poteva comunicarmelo. Io ero allo stadio, mi sono scaldata, ho fatto la gara e sono arrivata. E quindi all’arrivo mi son guardata intorno, cercando di vederlo. Ho fatto tutto il giro dello stadio, tutti pensavano che facessi il giro d’onore e invece io cercavo Carlo. A un certo punto vedo poliziotti, tutta gente trafelata, popcorn e bottiglie di Coca Cola che volavano. Era lui che scendeva dalle tribune, era più o meno all’altezza dell’arrivo, c’erano i poliziotti che stavano per afferrarlo e portarlo via. Ma il presidente della Federazione, che era lì, ha detto: “No, no, questo può passare”.
Come riassumere in poche parole, dunque, quello che hai provato?
Quello che ho provato… Forse mi sono resa conto anni dopo cosa voleva dire quella medaglia. Perché lì per lì l’atleta fa il massimo che può fare e in quel momento si rende conto, ma secondo me non completamente, dell’importanza di quell’oro. Se pensiamo anche al fatto che la mia medaglia è stata l’ultima in pista per l’Italia prima di quella di Jacobs a Tokyo, quasi quarant’anni dopo.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 13 maggio
- 13 mag 2025Beato Lui
- 13 mag 2025La custode degli occhi
- 13 mag 2023Concessionaria Zonta & C.
- 13 mag 2023Neutro Roberts
- 13 mag 2022Mark Spritz
- 13 mag 2022Area qua
- 13 mag 2021Oscardamus e gli altri
- 13 mag 2021Il MuSone
- 13 mag 2020Aggiungi un posto al Tavolo
- 13 mag 2020I Have a Drink
- 13 mag 2018Time Out
- 13 mag 2017L'Adunata del Brenta
- 13 mag 2017Uomini e donne
- 13 mag 2017Vado al Massimo
- 13 mag 2017Mirando a Mira
- 13 mag 2016Colpo di Stato
- 13 mag 2015Il Libro della Giungla
- 13 mag 2015Prigioniero nell'auto dopo l'incidente
- 13 mag 2014La CISL incontra i candidati sindaco di Bassano
- 13 mag 2014Confratello Zaia
- 13 mag 2014Forza Italia: “Un filo diretto con Regione ed Europa”
- 13 mag 2014“Uno spiraglio per il Tribunale”
- 13 mag 2014Ci vediamo in Giro
- 13 mag 2013Marostica, i cinesi e il bagno pubblico
- 13 mag 2011Il paese delle tasse felici
- 13 mag 2011Intrigo internazionale
- 13 mag 2010Bassano Calcio: la famiglia Rosso potrebbe lasciare
- 13 mag 2010I danni del “Minuetto” e la stazione del futuro
- 13 mag 2009Alpini a Latina: missione compiuta
- 13 mag 2009La carovana del Giro d’Italia è passata in città
Più visti
Attualità
09 mag 2026
Lo spirito alpino conquista Genova: folla e sfilate per l'incontro nazionale
Visto 10.664 volte
Politica
06 mag 2026
Variante SS. Trinità. Tessarolo (Pd): «Restituito il ruolo di valutazione politica»
Visto 9.799 volte
Attualità
06 mag 2026
Bassano-Québec, si rinnova l’intesa sulla scena contemporanea
Visto 9.637 volte
Geopolitica
06 mag 2026
Trump punta a rafforzare la base industriale della difesa statunitense
Visto 9.084 volte
Geopolitica
10 mag 2026
Mosca e Nuova Delhi rafforzano i legami nel settore della difesa
Visto 8.545 volte
Attualità
08 mag 2026
Nasce il primo Museo Internazionale degli Scacchi: il Castello Inferiore svela il tesoro di Giovanni Longo
Visto 8.313 volte
Attualità
11 mag 2026
Scuole paritarie, Rosà cambia le regole: fondi pubblici solo per i residenti
Visto 5.594 volte
Industria
06 mag 2026
Allarme acciaio, Donazzan: «A rischio l'intera filiera industriale UE»
Visto 5.006 volte
Lavoro
09 mag 2026
Riparte l’inflazione: stipendi e consumi dei vicentini sotto pressione
Visto 4.193 volte
Cronaca
23 apr 2026
Alpini, scontro sul simbolo: dai social minacce di boicottaggio all'Adunata
Visto 15.815 volte
Politica
03 mag 2026
Bassano, variante bocciata. Giangregorio: «FdI leale al Sindaco, le ambiguità sono di chi si sfila senza chiarezza»
Visto 15.112 volte
Politica
29 apr 2026
Nove al voto, la ricetta di Zanon: «Priorità a strade, sicurezza e servizi sociali»
Visto 14.247 volte
Attualità
27 apr 2026
Urbanistica al vaglio della Corte dei Conti per il progetto Faresin
Visto 13.233 volte
Politica
17 apr 2026
Rossano Veneto: commissario nominato dal Prefetto. Martini e Bianchin: «Scelta di rispetto verso i cittadini»
Visto 13.186 volte
Politica
30 apr 2026
Nove al voto, Rebellato: «Ripartiamo dai risultati per completare cantieri e servizi»
Visto 12.334 volte
Politica
18 apr 2026
Nove, Alessandro Pigatto corre per la poltrona di sindaco: nasce la lista "Nove Concreta"
Visto 11.820 volte
