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La Riva Bianca, la freccia verde e l’arcobaleno
Nuovo, lungo e complesso, comunicato stampa di A.RI.A bassanese sulla questione San Lazzaro. Avvertenza: solo per lettori pazienti
Pubblicato il 16 gen 2023
Visto 9.055 volte
Rieccomi qua. Come sapete, uno dei miei princìpi è: “comunicato stampa lungo, premessa breve”.
Ma questa volta devo fare uno strappo alla regola.
Perché sabato scorso abbiamo ricevuto in redazione un nuovo comunicato stampa dell’associazione A.RI.A. bassanese sulla questione San Lazzaro.
'Rivabianca, Terra Felix'. Foto di A.RI.A bassanese
Più che un comunicato è un piccolo trattato: molto lungo, alquanto complesso, ricco di dati tecnici, con parole in neretto e altre in corsivo, con rimandi a immagini allegate eccetera.
Ci sono anche tante frasi sottolineate, ma quelle le riporto senza linee perché su internet, dove la sottolineatura è utilizzata solo per i link, non si usa.
Insomma: un bel malloppone di non facile lettura e anche di laboriosa pubblicazione, non potendo la nostra infrastruttura web riportare il neretto e corsivo con un semplice copia-incolla.
Io stesso ho dovuto rileggerlo più volte per capirne alcuni passaggi tecnico-urbanistici, probabilmente comprensibili a prima vista agli addetti ai lavori ma non alla signora Maria.
Ho atteso dunque qualche giorno prima di pubblicarlo per vedere si riuscivo in qualche modo a riassumerlo o a condensarlo, ma si è rivelata una Mission: Impossible a meno di dedicare all’impresa varie ore di lavoro che però non valgono la pena.
Di seguito pubblico quindi integralmente il comunicato di A.RI.A bassanese, che prende spunto dal comunicato stampa dei giorni scorsi delle due aziende MEB e AGB per poi allargare il cerchio su tutta una serie di altre questioni.
Se pertanto avete tempo e soprattutto pazienza, buona lettura. E chi arriva in fondo è bravo:
COMUNICATO STAMPA
Ringraziamo le due aziende che hanno diffuso un comunicato stampa sull’area agricola/paesaggistica di San Lazzaro (e che attualmente hanno in essere una richiesta per trasformare Rivabianca in un’area logistico industriale) per avere informato la Città sulla data della Conferenza dei Servizi al posto del Sindaco: la condotta sibillina che la nostra associazione ha imputato alla questione San Lazzaro era riferita all’operato del Comune - senza possibilità di equivoci -, non certo alle aziende.
Non è l’informazione sui progetti da parte delle aziende quella che si sta chiedendo da mesi, ma la dovuta informazione e trasparenza sul futuro della Città e sull’intento politico che sottostà alla questione da parte del Sindaco e della Maggioranza.
I Cittadini residenti dell’area e in Città, le associazioni, i Comitati di Quartiere hanno già espresso il loro punto di vista rispetto a tali progetti, più volte e con più mezzi, in maniera corale: chiedendo che quell’area e anche le altre a Sud di Bassano, gli ultimi lacerti di terreno naturale fertile e di paesaggio aperto, rimangano tali, senza nessun insediamento industriale o logistico che ne snaturi completamente l’identità, la storia e la tradizione, compromettendone il futuro.
Quanto ai progetti, la Legge stabilisce che Cittadini singoli e/o riuniti in Associazione che possano avere pregiudizio dall'intervento abbiano il diritto non solo di accedere ai progetti, completi di tutte le sue parti e di conoscere i pareri degli enti coinvolti, ma anche di partecipare al Procedimento amministrativo.
Ancora una volta insistiamo: non si tratta pertanto di ‘una gentile e straordinaria concessione’ da parte delle imprese ma di un diritto.
Lo stabilisce la legge 241/90 dagli art. 7 a 10. Ricordiamo un particolare l'articolo 9 che recita: "Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento".
In più, ribadiamo ancora una volta che le sedute delle conferenze dei servizi devono essere pubbliche e convocate con trasparenza.
Il Comune di Bassano finora non ha avvisato delle convocazioni, contravvenendo a quanto stabilito dalla Legge, e ancora una volta veniamo a sapere per tramite della stampa che ci sarà l’incontro.
Ricordiamo che le aziende in questione occupano già più di un vasto edificio sul territorio.
È veramente necessario l’ennesimo stravolgimento di un intero quartiere residenziale e agricolo, che ha subito negli anni pesantissimi disagi per innumerevoli opere che ne hanno già compromesso l’ambiente?
Il suolo perso lo è per sempre. Il paesaggio devastato è cancellato per sempre.
Non ci sono alberi a compensazione che tengano. Nemmeno se sono 22.000.
La nostra associazione non ha mai parlato di Amazon, ma di certo le richieste presentate con le precedenti istanze delle due aziende erano titolate ‘HUB LOGISTICO area ex-Campagnolo’, quindi di attività di logistica con elevata automazione si tratta, ancorché si dice collegata alla presenza di una piccola superficie produttiva.
Il Piano di Assetto del Territorio (PAT) fissa gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili (art.14 L.R.11/04) ed è redatto dai Comuni sulla base di previsioni decennali. Quello di Bassano, deliberato del Consiglio comunale nel 2006 e quindi assai datato rispetto alla ‘previsione decennale’, alla scheda ‘Scelte strutturali e strategiche’ n. 5.5 prevede la necessità di RAFFORZARE LA CONTINUITA’ ECOLOGICA delle CONNESSIONI evidenziando con una grande freccia verde il collegamento tra Rivabianca e il Parco delle Rogge (vedi immagine allegata): Estratto dalla Tavola 5.5 del PAT ‘Scelte strutturali e strategiche’, approvato con D.C.C n. 36 del 28(07/2006, pubblicata nel sito web del Comune di Bassano del Grappa. La freccia verde indica il collegamento tra Rivabianca e il Parco delle Rogge, per il quale si prevedeva il ‘rafforzamento della continuità ecologica’.
Si può osservare anche come il PAT non riporti la situazione attuale, dove insediamenti non previsti si sono insinuati verso Ovest anche in aree che erano tutelate (per esempio Parco delle Rogge), la direttrice di servizi e logistica ‘a trattini viola’ esclude l’area Rivabianca/Rambolina (si veda immagine allegata). L’Area Territoriale (ATO) è certamente mista a variante produttiva, laddove produttiva può essere attribuito anche alla produzione agricola con ‘interposti nuclei abitativi preesistenti’.
La scheda che descrive l’ATO 3.1 racconta anche di invarianti: la roggia Rosà, edifici di interesse tipologico-documentario (la Villa Frejilino, iscritta al Registro Ville Venete di interesse provinciale oltre ad altri edifici storici nel suo ambito), aree verdi di tutela della Roggia Rosà e di collegamento naturalistico tra la stessa e il Fiume Brenta.
Per la gestione degli ‘spazi esterni alla struttura insediativa’, si rimanda al P.I. e viene suggerito di considerare anche ‘aree verdi e attività agricola integrata alla residenza’ e di effettuare scelte per ‘eliminare o ridurre i disagi generati dalla struttura produttiva e commerciale esistente’ oltre a ‘messa in sicurezza dell’ambiente naturale’ (NTA 5.6: art.33 - punto 8b; 9.a,b,c; 11).
È il Piano degli Interventi (PI) ad essere lo strumento operativo a cui riferirsi: si rapporta con gli altri strumenti comunali previsti da leggi statali e regionali (art. 17 L.R. 11/2004) e si attua attraverso interventi diretti o per mezzo di piani urbanistici attuativi in coerenza e in attuazione del Piano di Assetto del Territorio (PAT).
E come riportato innumerevoli volte ormai, il PI di Bassano (che è del 2015 nella sua stesura originaria) stabilisce che Rivabianca e Rambolina si trovano in ‘zona per funzioni agricole - zona agricola di pianura - direttrice della naturalità’.
Negli art.36-37 delle Note Tecnico Operative al PI è stabilito che data la valenza ambientale dell’area dovranno essere rispettate le prescrizioni specifiche riportate nel P.M.A. (Prontuario Mitigazione Ambientale) all’articolo 1 punto 3: “Area di collegamento tra il fiume Brenta ed il Parco delle Rogge, posti alle due estremità delle direttrici; sono la Roggia Rosà, la Roggia Dolfina e le zone agricole interposte ed attorno a tali rogge, oggi prevalentemente agricole che devono essere tutelate e valorizzate anche mediante realizzazione di percorsi ciclo pedonali nel verde, attrezzature sportive non competitive o attrezzature all’aperto per la ricreazione e i servizi”.
Tutta l’area ad ovest di Via Riva Bianca e parte di quella ad est secondo la Carta dei Vincoli e della Pianificazione Territoriale del PAT ricade all’interno nella Fascia di ricarica degli acquiferi (P.T.R.C. art. 12).
Chiudendo questi appunti tecnici ribadiamo: che un intervento sia ammissibile non significa che sia obbligatorio, necessario o opportuno.
Che possa non esserci nessun'altra area nel territorio di Bassano di una tale vastità ci pare ovvio: è un’area troppo grande, troppo impattante per la nostra Città, per la sua configurazione, tanto che non esiste a Bassano un insediamento simile per vastità. Che non esista, non significa che sia necessario crearlo.
Bassano è una città a vocazione turistico/culturale o a vocazione logistico/industriale?
A noi risulta sicuramente dissonante e distopico sentir parlare di percorsi ambientali e ciclabili o addirittura di mercatini biologici km 0 da inserire fra parcheggi e capannoni alti decine di metri, estesi per ettari. Tanto vasti che la riduzione di 600 m2 rispetto ad un edificio che dal precedente progetto ne potrebbe coprire 25.455 di m2 pare praticamente inconsistente.
Una riflessione particolare merita un termine che viene menzionato per accompagnare le cosiddette opere di compensazione che le aziende propongono ai residenti dell’area San Lazzaro: comunità. Si propone una comunità energetica nonché una casa della comunità. Oggetti di scambio da barattare in remissione dello sconvolgimento completo dello spazio che questi progetti causerebbero per questa comunità.
Comunità è una parola che descrive l’unione tra le persone: la condivisione di un Luogo che nel tempo le ha riunite attorno ad una serie di valori, di esperienze comuni, di storie, di destini, di fatiche e di solidarietà… Se c’è qualcosa che questi progetti, se attuati, potrebbero portare alla comunità di Rivabianca sarebbe la sua distruzione.
Vi lasciamo con un’immagine dell’arcobaleno che nei giorni scorsi ha meravigliato la Città tutta, tanto che anche il Sindaco ha pubblicato una foto del maestoso evento naturale nel suo profilo facebook. Vi invitiamo a confrontare le foto che sono circolate nei social, e in particolare quella del Sindaco, con quella scattata a Rivabianca.
Vi invitiamo a godere dell’immenso spettacolo naturale fra campi estesi, alberature e vegetazione spontanea che dona l’immagine di Rivabianca, com’è oggi, con quella scattata con alla base file di automobili parcheggiate ed edifici mediamente elevati, che ostruiscono la profondità dello sguardo e l’orizzonte. Figuriamoci cosa succederebbe a quell’arcobaleno con davanti un edificio alto 17 metri.
Associazione bassanese per il RIspetto Ambientale
A.RI.A bassanese
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