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Terno al lotto
“Lotto 3”: il Tribunale di Vicenza aggiudica all'asta a tre aziende locali un’area agricola di 160.000 mq a San Lazzaro, nell’ambito del concordato Campagnolo Commercio. Atteso un piano di trasformazione in area produttiva
Pubblicato il 04 mag 2022
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“Gli abitanti della zona non sono per nulla contenti, ma noi abbiamo le mani legate.”
Dall’altro capo del telefono Roberta Eccessi, presidente del consiglio di quartiere San Lazzaro, commenta così la questione che l’altro ieri sera è stata al centro di una partecipata assemblea di quartiere con l’intervento del sindaco Elena Pavan e degli assessori comunali Andrea Viero (Urbanistica) e Andrea Zonta (Lavori Pubblici).
E l’argomento di cui all’oggetto è una vicenda urbanistica, a sua volta legata a un procedimento giudiziario, che rischia di cambiare i connotati paesaggistici della frazione.
L’area oggi agricola interessata dall’operazione - immagine tratta dalla perizia di concordato preventivo del Tribunale di Vicenza, con la SPV ancora in costruzione
“Nulla è ancora definito”, dichiara a Bassanonet l’assessore Viero, nel senso che la vicenda è ancora in fase, per così dire, di work in progress.
Tuttavia, per usare una frase storica, il dado è tratto.
La questione riguarda un’area agricola di circa 160.000 metri quadrati di superficie, ubicata a San Lazzaro, a ridosso di via Carpellina, della Superstrada Pedemontana Veneta e del casello di Bassano Ovest della SPV, censita tra le proprietà della Campagnolo Commercio Spa: l’azienda in liquidazione di Romano d’Ezzelino, sottoposta dal 2015 alla procedura di concordato preventivo.
Nell’ambito del concordato il Tribunale di Vicenza, Sezione Fallimenti, ha messo all’asta il terreno di San Lazzaro, identificato dal codice “lotto 3”, e ha aggiudicato provvisoriamente l’area a tre note aziende locali interessate a rilevarne la proprietà.
Si tratta della MEB, della AGB e della Brunello Salumi.
L’aggiudicazione è provvisoria perché è subordinata alla presentazione di un progetto di trasformazione del lotto di terreno aggiudicato, da area agricola ad area produttiva.
Il tutto per mezzo di una “variante urbanistica in deroga” da presentare attraverso il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive). Si chiama così perché la variante riguarda interventi di edilizia produttiva realizzabili in deroga allo strumento urbanistico del Comune, tramite una procedura urbanistica semplificata, di competenza del SUAP.
Lo prevede una apposita legge della Regione Veneto. Il SUAP apre un’istruttoria sulla variante in deroga proposta e alla fine la decisione di approvarla compete alla Conferenza dei Servizi composta da Regione, Provincia, Comune e dagli altri enti e organismi competenti, come ad esempio Arpav e Vigili del Fuoco.
In questo modo l’area può essere trasformata da agricola a produttiva, “bypassando” i limiti di consumo di suolo imposti dal piano urbanistico del Comune.
La condizione necessaria affinché ciò avvenga è che le aziende proponenti presentino un progetto di trasformazione per effettive esigenze di ampliamento della propria attività. Una volta approvata la variante in deroga, cioè, devono essere costruiti capannoni ad uso produttivo esclusivo delle aziende richiedenti. Non è pertanto consentito costruire nuove sedi aziendali per poi cedere gli immobili ad altri soggetti.
È questo - come ho cercato di spiegare nel modo più semplice - il contorno “normativo” che delinea lo scenario che sta prendendo forma a San Lazzaro. E cioè tre futuri nuovi stabilimenti, al posto dell’attuale area ad uso agricolo, contigui alla SPV.
Va osservato che al consiglio regionale del Veneto è attualmente in corso di discussione una proposta di legge di modifica delle procedure di semplificazione urbanistica e edilizia. La quale, una volta approvata, cambierebbe anche le procedure richieste per le varianti in deroga. Le tre aziende interessate alla trasformazione del terreno di San Lazzaro sono pertanto riuscite, di fatto, a muovere le carte e le necessarie risorse economiche in quella che è probabilmente l’ultima “finestra utile” per la procedura semplificata attualmente vigente.
“L’aggiudicazione provvisoria del terreno da parte del Tribunale di Vicenza a tre note aziende del Bassanese è collegata alla normativa regionale che consente il passaggio da zona agricola a zona produttiva - conferma la presidente di quartiere San Lazzaro Roberta Eccessi -. All’assemblea gli amministratori comunali hanno riassunto la normativa che è della Regione, poco dipende quindi dal Comune. Le tre aziende aggiudicatarie stanno agendo nella legalità, perché glielo permette proprio questa normativa. L’impressione è che però stiano facendo le cose in fretta, se la legge regionale dovesse cambiare.”
Tre nuovi capannoni - dando per “assai probabile” che saranno costruiti - significano posti di lavoro, economia che gira e produzione che rimane in Italia. Ma per la frazione è una tegola caduta tra capo e collo.
“Il quartiere San Lazzaro ha dato tanto: concerie, depuratore, SPV - conclude la presidente Eccessi -. Gli abitanti della zona stanno comunque predisponendo delle future iniziative a tutela del patrimonio ambientale.”
To be continued…
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