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Grande attenzione e grande tensione. Sono i due lati della medaglia dell’attuale situazione della campagna vaccinale e delle altre iniziative in atto per contrastare la pandemia.
La grande attenzione, ad opera dei vertici dell’Ulss 7 Pedemontana, è rivolta alla ripresa dei contagi e dei ricoveri per Covid nel territorio.
La grande tensione, invece, riguarda i cittadini che si rivolgono ai presìdi sanitari pubblici o privati per effettuare il tampone. Nella giornata di ieri, come riferisce in conferenza stampa il direttore generale dell’Ulss 7 Carlo Bramezza, un utente arrabbiato perché voleva farsi il tampone pur essendo privo di prenotazione ha messo a soqquadro il punto tamponi dell’Ospedale di Santorso ed ha quasi aggredito un dipendente amministrativo, prima di scappare dopo che le autorità sanitarie avevano chiamato i Carabinieri. “C’è tensione nei punti tampone - riferisce il direttore generale -. Facciamo circa 1500 tamponi al giorno nei tre ospedali, ai quali si aggiungono i tamponi effettuati dai cittadini nelle strutture private.”
La conferenza stampa di oggi in Direzione Generale all’Ospedale di Bassano
Terza dose: partita la campagna vaccinale
Ma il vero fronte di impegno “a testa bassa” continua ad essere quello dei vaccini.
Nell’Ulss Pedemontana è partita infatti la campagna per la dose “booster” (letteralmente: dose “di richiamo”) del vaccino anti-Covid: la famosa terza dose, somministrabile dopo 6 mesi dalla conclusione del primo ciclo di due vaccinazioni.
Attualmente le terze dosi già somministrate nell’Ulss 7 sono 9.728, con una percentuale che ha raggiunto il 18,2% tra gli ultraottantenni (4.719 persone ad oggi) mentre nelle fasce di età 70-79 anni e 60-69 anni siamo rispettivamente al 2,9 e al 2,5%. È già stata completata la vaccinazione booster per tutti gli ospiti delle Case di riposo mentre da domani la stessa Ulss invierà una lettera con una convocazione per il richiamo rivolta a tutti i cittadini over 80 già vaccinati col primo ciclo. Una campagna che, come sottolineano i vertici dell’Ulss, “asseconda una crescente richiesta dei cittadini”.
Con il numero di contagi e di ricoveri in salita, come rimarcano ancora i responsabili della sanità territoriale, diventa infatti fondamentale mettere in sicurezza le fasce più a rischio della popolazione, quelle che per prime avevano ricevuto la vaccinazione anti-Covid e che proprio per questo motivo rischiano di avere un livello di immunizzazione non più sufficientemente elevato.
Prenotazioni terza dose in aumento
“Nella sola giornata di venerdì - comunica il dott. Bramezza - abbiamo registrato 500 nuove prenotazioni per la dose booster, più del doppio rispetto alla media di dieci giorni fa.”
“È il segnale che ci auguravamo - prosegue il direttore generale -, perché anche se i pochissimi scettici continuano a fare chiasso e a manifestare, non dobbiamo dimenticare che la stragrande maggioranza della popolazione ha scelto di credere nel vaccino, ha beneficiato della sua protezione per tutti questi mesi e ora vuole continuare a sentirsi al sicuro, rafforzando il proprio livello di immunizzazione.”
Già: perché l’efficacia delle prime due dosi, per così dire, sta naturalmente scemando.
“Per quanto rimanga molto elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire l’ospedalizzazione, il ricovero in terapia intensiva o il decesso anche con l’attuale variante Delta - spiega il direttore sanitario dell’Ulss 7 Antonio Di Caprio -, i dati italiani dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che l’efficacia vaccinale nel prevenire i contagi nelle persone vaccinate è diminuita, passando dal 89% durante la fase epidemica con variante Alfa prevalente al 76% durante la fase attuale con variante Delta prevalente.” “Per questo - continua il dott. Di Caprio - è necessaria la dose booster, per la quale, voglio ricordarlo, indipendentemente dal vaccino utilizzato nel ciclo primario, viene utilizzato il vaccino di tipo m-RNA (Pfizer o Moderna). A maggior ragione chi ha completato il ciclo di vaccinazione primario non ha nessun motivo di temere eventuali effetti collaterali per il richiamo.”
Vaccinati Janssen e vaccinati all’estero con vaccini non autorizzati EMA
Sulla base di una recente circolare del Ministero della Salute, inoltre, potranno prenotare il richiamo anche tutti i soggetti di qualsiasi età vaccinati da almeno 6 mesi con un’unica dose di vaccino Janssen (Johnson & Johnson, tanto per capirci): anche in questo caso il vaccino utilizzato per il richiamo sarà di tipo m-RNA.
Idem dicasi per tutti i soggetti di qualsiasi età che si sono vaccinati all’estero con un vaccino non autorizzato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), come ad esempio il russo Sputnik o il cinese Sinovac, ma in questo caso per il richiamo deve essere trascorso un periodo di tempo compreso tra 28 giorni e 6 mesi. Oltre i 6 mesi, invece, per le persone immunizzate con vaccini non autorizzati da EMA è prevista la somministrazione di un ciclo di vaccinazione completo (prima e seconda dose) con un vaccino di tipo m-RNA.
Le categorie prioritarie per la dose booster
Nel frattempo, oltre ai cittadini ultraottantenni, è stata estesa la rosa delle categorie che possono accedere prioritariamente alla terza dose. In primis l’ampia platea dei pazienti cosiddetti “fragili” per patologia, dai 18 anni in su, che hanno ricevuto l’ultima somministrazione da almeno 6 mesi e che presentano varie forme di malattie respiratorie, cardiocircolatorie e neurologiche, patologie dell’apparato endocrino, cerebrovascolare o che risultino disabili ai sensi della legge 104/1992 art. 3 comma 3.
Si aggiungono all’elenco dei “booster prioritari” i cittadini over 60 anni, i soggetti “estremamente vulnerabili” (trapiantati, pazienti con immunodeficienza, pazienti oncologici in terapia eccetera) e tutti gli operatori sanitari.
Operatori sanitari non vaccinati e sospesi dal lavoro
Riguardo in particolare agli operatori sanitari, le attuali normative di legge che impongono la sospensione dal lavoro per chi non è vaccinato provocano un sensibile effetto sul numero delle “forze in campo” per contrastare la pandemia e per gestire in generale la salute sia nelle strutture sanitarie pubbliche che in quelle private. Come riferisce infatti il dott. Liviano Vianello, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 7, i dipendenti (medici, infermieri e Oss) dell’Azienda Socio Sanitaria attualmente sospesi dal lavoro perché non vaccinati sono 155, su un totale di circa 4000 dipendenti dell’Ulss. Erano 138 in data di ieri, oggi se ne sono aggiunti altri 17.
Si aggiungono, su tutto il territorio dell’Ulss 7, 87 dipendenti delle Case di riposo e 215 dipendenti delle strutture sanitarie private, per un totale di 457 persone sospese dal lavoro.
“Assistiamo però, anche se in modo lento, anche all’aumento dei reintegri - aggiunge il dott. Vianello -. Se la scorsa settimana 16 dipendenti si sono vaccinati e sono stati reintegrati nel lavoro, questa settimana sono stati 21.”
Situazione Covid nel territorio dell’Ulss 7
Come sottolinea il direttore sanitario Di Caprio, l’attuale ripresa dei nuovi positivi e dei nuovi contagi mostra “dati di confronto speculari al trend dello stesso periodo dell’anno scorso, quando eravamo nel pieno della terza ondata”. Speculari nei dati del trend in percentuale, non nei numeri effettivi. In data odierna i ricoveri per Covid nelle strutture ospedaliere dell’Ulss sono 27. L’anno scorso, nello stesso periodo, erano 157.
Dei 27 ricoveri, 4 sono in Terapia Intensiva, di cui 3 a Bassano e 1 a Santorso; 10 in Terapia Semintensiva a Bassano e 13 in ricovero ordinario Covid a Santorso.
Dei pazienti ricoverati, l’80% non è vaccinato. Il restante 20% è vaccinato ma la casistica riguarda comunque pazienti “vulnerabili” con patologie pregresse.
“La situazione dei contagi è in aumento - conferma il dott. Antonio Stano, responsabile della campagna di vaccinazione dell’Ulss 7 -. Non è ancora particolarmente critica, ma è degna di attenzione. Si è abbassata l’età del primo contagio, il 50% dei contagiati sono giovani e molto giovani, e tra questi anche molti bambini.”
In queste ore, inoltre, l’attenzione è puntata sul caso sulla scuola materna di Cartigliano, la cui attività scolastica è stata sospesa in via precauzionale dopo che è stato individuato un focolaio Covid con 10 bambini, tutti asintomatici, e due insegnanti risultate anch'esse positive.
Le due insegnanti, nella fattispecie, non erano vaccinate e una è risultata anche sintomatica.
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