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Cronaca

Un carico da sei

Sei clandestini afghani, di cui cinque minorenni, si nascondono in un camion proveniente dalla Bulgaria e diretto a Cartigliano e quindi fuggono nelle campagne. Rintracciati a Bassano dai Carabinieri: scattata la procedura di prima accoglienza

Pubblicato il 24 gen 2019
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Come siano effettivamente arrivati fino a qui e dove fossero effettivamente diretti, è ancora da accertare. Sei clandestini di nazionalità afghana sono stati rintracciati ed affidati alla procedura di prima accoglienza grazie all'operato dei Carabinieri delle Stazioni di Nove e Bassano del Grappa, supportati da altro personale della Compagnia. Intorno alle 10 di ieri è pervenuta una telefonata su utenza “112” da parte del titolare della ditta “Sartor Legnami” di Cartigliano, che informava della fuga di soggetti presumibilmente mediorientali dall’interno di un camion appena giunto in azienda.
Il mezzo, un autotreno carico di legname proveniente dalla Bulgaria, è stato di fatto utilizzato come trasporto abusivo da questi soggetti. L’autista del mezzo pesante, ignaro degli intrusi nel carico, ha descritto le pause del suo viaggio durante le quali i sei stranieri avrebbero potuto essersi inseriti all’interno, ricavandosi una zona ove nascondersi.
Da quanto rinvenuto all’interno, ossia carte di alimenti oltre che urina, si presume possano essere saliti in una sosta lungo i Balcani.

Immediatamente è scattata l’allerta a tutti gli equipaggi sul territorio per la ricerca attiva dei soggetti, non avendo alcuna idea di chi fossero e di quale fosse la loro destinazione finale. In poco più di un’ora i Carabinieri hanno stretto una fitta maglia di controlli che ha portato esito positivo, anche grazie ad alcune segnalazioni di cittadini che avevano visto il gruppo in fuga nelle campagne: i soggetti sono stati difatti individuati a bordo di un taxi diretto alla stazione ferroviaria, e quindi condotti alla caserma di Via Emiliani.
I sei hanno rispettivamente (da quanto dichiarato) 28, 17, 16, 15, 14 e 10 anni ed hanno richiesto protezione internazionale in quanto in fuga dalla guerra.
La Prefettura di Vicenza ha già disposto la prima accoglienza per il 28enne e per il ragazzino di 10 anni, rispettivamente padre e figlio, in un appartamento della cooperativa “Casa Colori”, mentre per i rimanenti minori è stata trovata una sistemazione dalla stessa cooperativa in accordo con la Parrocchia di San Vito ed il relativo Centro Patronale che hanno dato da subito massima disponibilità. Si è attivato quindi il Comune di Cartigliano, di concerto sempre con la Prefettura, per una sistemazione stabile.
È stata informata anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori per gli eventuali provvedimenti del caso. È al vaglio la posizione effettiva del 17enne, che dalla radiografia della mano risulterebbe essere in realtà maggiorenne. Tutti sono stati inoltre subito visitati presso il Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 7 allo scopo di riconoscere l’eventuale presenza di problematiche sanitarie, con esito negativo. Un’ottima collaborazione fra l’Arma dei Carabinieri e gli altri attori istituzionali intervenuti.

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