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Rosà sfida lo Stato

L'Amministrazione di Rosà diffida il tesoriere dal versare i soldi del Comune nel conto unico gestito dallo Stato, come previsto dal Decreto Legge del governo. Il sindaco Lanzarin: “La tesoreria unica è un grave attacco alle autonomie locali"

Pubblicato il 29 feb 2012
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Nel tardo pomeriggio di ieri, il sindaco di Rosà on. Manuela Lanzarin ha inviato una diffida alla Banca Popolare di Marostica, quale istituto titolare - su appalto sottoscritto nel 2010 - del servizio di tesoreria comunale, per intimarlo ad astenersi dal versare alla tesoreria centrale dello Stato, entro la giornata odierna, il 50% delle disponibilità liquide depositate.
Anche Rosà si aggiunge quindi ai Comuni in rivolta contro il testo sulla “tesoreria unica”, inserito dal governo nel Decreto Legge sulle liberalizzazioni (art. 35 del D.L. n.1 del 24/01/2012), che impone agli enti territoriali di versare la propria liquidità nel conto unico della Banca d'Italia gestito dallo Stato: il 50% entro oggi, 29 febbraio, e il rimanente 50% entro il 16 aprile.
Nella diffida firmata dal primo cittadino di Rosà, si legge come tali disposizioni siano in contrasto con “l’autonomia locale dei Comuni garantiti dagli artt. 115 e 119 della Costituzione”. Il sindaco inoltre riporta come anche la giunta Regionale del Veneto, con delibera del 22 febbraio, ha impugnato le predette disposizioni davanti la Corte Costituzionale ed attualmente sono in corso le notifiche.

Il sindaco di Rosà on. Manuela Lanzarin: "Le disposizioni del governo sono in contrasto con gli articoli 115 e 119 della Costituzione sulle autonomie locali"

L’Amministrazione comunale rosatese sta inoltre valutando, al fine di garantire immediatamente gli effetti di questa azione giudiziaria per preservare il patrimonio regionale depositato presso la tesoreria, di un ricorso ex art. 700 c.p.c. avanti il Tribunale di Bassano del Grappa.
“Dopo l’IMU con il versamento di metà della tassazione locale sugli immobili alle casse centrali - commenta il sindaco on. Manuela Lanzarin -, quello dell’estensione del regime di tesoreria unica a tutti gli enti territoriali è un grave attacco alle autonomie locali. Non possiamo permettere che la gestione del nostro patrimonio ed i vantaggi che derivano da una contrattazione diretta con gli istituti bancari, e qui mi riferisco in particolare agli interessi, ci venga defraudata dallo Stato che sempre più sta divenendo, nella sua azione, centralista ovvero l’esatto contrario del cammino del federalismo voluto al momento del voto."
Il sindaco ha presentato inoltre sulla questione una mozione che verrà discussa nel consiglio comunale previsto nella serata di lunedì prossimo 5 marzo, allo scopo di “dare forza all’azione del governo cittadino nel difendere la sua autonomia economica.”

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