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S.O.S. ceramica

Si è svolta a Deruta (Pg) l'Assemblea nazionale dell'Associazione Italiana Città della Ceramica, presenti Bassano e Nove. “La crisi è occasione per creare nuove forme di collaborazione”

Pubblicato il 10-08-2010
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S.O.S. ceramica. Il settore che per decenni ha contraddistinto i nomi e la tradizione di Bassano e di Nove nel mondo cerca una via d'uscita dal tunnel in cui si trova da anni - e da tempi ampiamente precedenti all'attuale crisi economica - stretto tra l'incapacità di riconvertire il suo immenso “know how” in nuovi prodotti, rispondenti alle nuove richieste del mercato globale, e la resistenza a superare la “mentalità da campanile” che per troppo tempo ha impedito ai produttori di fare rete.
Un “malato” storico - escluse, ovviamente, alcune eccezioni - al cui capezzale cercano di accorrere le istituzioni, alla ricerca della ricetta giusta per venire incontro alle aziende dei territori vocati alla produzione ceramica, a maggior ragione nell'attuale momento di crisi.
Con questi propositi si è svolta nelle scorse settimane al Museo Regionale della Ceramica di Deruta, in provincia di Perugia, l’Assemblea nazionale dell’Associazione Italiana Città della Ceramica alla quale hanno partecipato, in rappresentanza del nostro territorio, la consigliera comunale delegata di Bassano Maria Cristina Busnelli e l’assessore di Nove Claudio Gheller.

In fase di costituzione il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale per la ceramica

Un incontro che il Comune di Bassano - in una nota - definisce “particolarmente importante” e che ha visto la presenza di altre delegazioni europee provenienti da Spagna, Francia e Romania. Con un primo risultato: nel corso dei lavori sono stati infatti approvati un nuovo statuto ed una convenzione per la creazione di un Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale.
“Si è trattato di un momento di verifica del lavoro fatto, di scambio di idee e di informazioni fra realtà territoriali che vivono problemi analoghi - spiega Maria Cristina Busnelli -. La crisi economica può essere l’occasione per evitare chiusure pregiudiziali, ad esempio dell’artigianato verso l’industria, ma anche per creare nuove forme di collaborazione”.
Tra gli scopi dello statuto vi sono la promozione e l’avviamento di progetti e azioni congiunte di cooperazione territoriale che siano di interesse per i paesi che aderiscono e lo sviluppo turistico e culturale dei territori e delle città intorno all’asse portante della ceramica.
Tra gli altri obiettivi del documento: il miglioramento dell’artigianato in ceramica in campi quali la progettazione di nuovi prodotti, nuovi materiali e nuove tecniche di commercializzazione, lo sviluppo della formazione professionale con il fine di incrementare la competitività e l’organizzazione di eventi internazionali allo scopo di migliorare la diffusione di conoscenze e buone pratiche.
“Abbiamo cercato di approfondire i vari aspetti che possono concorrere a difendere e rilanciare il settore della ceramica - sottolinea ancora la Busnelli - e sono stati presentati progetti italiani per la tutela della ceramica artistica e tradizionale contro la contraffazione che spesso cela anche grosse frodi fiscali accompagnate da condizioni inique quando non illegali”.

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